sabato 28 aprile 2012

BiCaf


"Volli, sempre volli, fortissimamente volli."
La celeberrima frase dell'Alfieri ben si sposa con codesta macchina espresso.
La vidi anni fa... e la volli.


Questo tentativo economico per ottenere una crema caffè a casa senza l'ausilio dell'elettricità, fu probabilmente prodotto in pochi esemplari.
Ad oggi, tra le collezioni che conosco, se ne contano... meno di tre e più di una.
Probabilmente la verniciatura originale, suo vero tallone d'achille, la rendeva inguardabile dopo pochi anni, al punto da gettarla via.
Se ne avete una anche voi, sappiate che si può restaurare (senza fretta però).
Con queste esili antenne, ed il design quasi rigoroso, la BiCaf si differenzia nettamente dalla Faema Baby (click sul link) pur copiandone il concetto di funzionamento.
Chiaramente risalta il colore sgargiante: non è originale, ma ho cercato di avvicinarmici il più possibile.
La particolarità di questa macchina consiste anche nella verniciatura delle zone concave.
Ovviamente la verniciatura è stata particolarmente complessa; un lavoro certosino di copertura delle parti lucide con nastro per carrozziere.
Vi confesso un segreto: non sono mai stato capace di verniciare a spray; anche in questo caso la volontà ha prevalso sulle convinzioni personali!
Il pistone è molto simile a quello della Faemina... Probabilmente è lo stesso.
Il marchio ci suggerisce che la macchina doveva essere utilizzata da due gnomi messicani (è uno scherzo..) e ci fa comprendere il significato del nome: Bi - Caf , cioè "doppio caffè".
Qui sotto potete vedere la BiCaf pre restauro.
La sverniciatura è stato un lavoro lento e faticoso.
Stressante.
il Gaviscon lo testimonia...
Lente e pennellino per riempire di vernice le parti scrostate: calma e sangue freddo!
Concludo con un ringraziamento a Maurizio, che per anni l'ha custodita con cura e amore. 
Cosa che farò sicuramente anch'io.


Per preparare un buon caffè (nel 1870)


Tratto da "Best of everything" di Robert Kemp Philp (1870):

Per preparare del buon caffè   
Chiunque sia stato in Francia, ritorna (in Inghilterra) pieno di lodi per l'eccellenza superiore del caffè francese. Questo dipende interamente dalla maggior cura con cui viene preparato l'estratto. In alcune case francesi, la mattina, il caffelatte (cafè au lait) è fatto in questo modo: - Circa un cucchiaio di liquido nero e forte viene versato in ogni tazza, la tazza viene poi riempita con latte bollente. Ogni persona si addolcisce la propria tazza. Questa essenza molto ricca di caffè viene preparata mettendo una grande quantità di caffè in una caffettiera (cafetiere) comune francese (che viene precedentemente ben riscaldata con acqua bollente), e versando lentamente su di esso una piccola quantità di acqua bollente, la caffettiera è mantenuta vicino al fuoco, mantenendola più calda possibile senza portarla ad ebollizione. Quando l'acqua è drenata attraverso il macinato, e l'essenza del caffè in tal modo procurata, viene travasata in una caraffa e messa via per l'uso. E 'sempre usata a freddo. Questo metodo rende eccellente il caffelatte, senza che nessun sapore oleoso innaturale  pervada tutta l 'essenza del caffè di solito venduto in Inghilterra. Ma nulla può essere migliore del caffè fatto in modo ordinario con la caffettiera comune francese. E solo necessario avere un buon caffè appena macinato (si preferisce una miscela a due terzi di Plantation (India) ed un terzo di Mocha (Yemen)), miscelato con circa un ottavo del suo peso di cicoria. Quando sarà ben forte, con l'acqua perfettamente bollente , avrete una buona bevanda
La caffettiera deve essere riscaldata prima di essere utilizzata, e mantenuta calda durante il processo di percolazione. Naturalmente è indispensabile, per la realizzazione corretta del caffè in questo modo, avere molto latte bollente ed un bel pò di zucchero.


To Make Good Coffee.— Every one who has been in France returns full of praise of the superior excellence of the French coffee. This depends entirely on the greater care with which the extract is prepared. In some French houses the morning cafi au lait is made in this manner:— About a tablespoonful of a strong black liquid is poured into each breakfast-cup, the cup is then filled up with hot boiled milk. Each person sweetens for himself. This very rich essence of coffee is made by putting a large quantity of coffee into a common French cafetiire (which is previously thoroughly heated with boiling water), and slowly pouring over it a small quantity of boiling water; the cafetiire is kept close to the fire, where its contents can be as hot as possible without boiling. When the water has drained through, the essence of coffee thus procured is poured off into a jug and put away for use. It is always used cold. This plan makes excellent cafe au lait, without any of the oily, unnatural flavour that pervades all the "essence of coffee" usually sold in England. But nothing can be better than coffee made in the ordinary manner with the common French cafUiire. It is only necessary to have good coffee freshly ground (we prefer a mixture of two-thirds plantation to one-third Mocha), mixed with about an eighth of its weight of chicory. When made strong with perfectly boiling water, it will give as good a beverage as can be procured. The cafetiere must be heated before it is used, and kept hot during the process of percolation. Of course it is indispensable to the proper making of coffee in this way to have plenty of boiling milk and loaf sugar.

 

giovedì 26 aprile 2012

Ci beviamo una birra?


No, non vi offro una birra aromatizzata al caffè.
Solo una normalissima Heineken.
Da qualche settimana, in previsione dell'estate e di un consumo massiccio della bionda bevanda, questo spot pubblicitario ci viene riproposto continuamente.
Il video è ben fatto, ma la musica in sottofondo è la parte migliore.
Musica tratta da un film indiano del 1965: Gumnaam
Tanto di cappello al coreografo!
Al minuto 5.00 poi si scatena il delirio... impossibile resistere.
Se poi non siete sazi ed avete ancora voglia di ballare, gustatevi una versione cubana delle "scimmie artiche": il montaggio video più geniale mai visto: guardate il cantante in sync con il testo!!!

Vincent


Vi segnalo il sito di Vincent,
appassionato collezionista ed abilissimo restauratore di macchine espresso casalinghe.
Sito elegante, ben curato e di sicuro interesse.
Bravo!

domenica 22 aprile 2012

Dalla Corte Mini #2


Tre litri di acqua bastano per un paio di giorni?
Non nel mio caso.
Test e prove a ripetizione; 7 caffè mono origine e 4 miscele...
Notate la mini campana per il macinacaffè: un vasetto in vetro rovesciato.
Utilissimo per contenere l'ingombro in altezza.
Il primo giorno non è stato facile: per i neofiti consiglio di mantenere un unico tipo di caffè in modo da settare correttamente il macinino.
Io invece, preso dalla smania delle prove sono letteralmente impazzito...
Questo è uno dei primi caffè, assolutamente "scarso".
Ma sto migliorando, a breve ve ne darò la prova!

sabato 21 aprile 2012

Il cammino Zen verso l'espresso perfetto

Ebbene si.
La ricerca dell'espresso perfetto è come lo scoccare della freccia per il maestro Zen.
Decine di variabili concorrono a rendere estremamente difficile questa rara esperienza.

Perchè rara?

Perchè è un qualcosa di assolutamente soggettivo.
Perchè dobbiamo assecondare il nostro gusto di quel preciso istante nel quale sorseggiamo il nero nettare.
Istante effimero.
Irripetibile.

Lo stesso caffè può essere perfetto oggi, ma domani... non si sà.

Può capitare.
E capiterà nuovamente.
E quando vi accadrà... fermate il tempo e guardatevi attorno con occhi nuovi.
Questo non era il mio espresso perfetto.
Ma mi sono avvicinato molto.

E' il bello di una macchina di qualità: mantenere altissimi standard costanti nel tempo.

Dalla Corte Mini


La gita in Lombardia della scorsa settimana mi ha permesso di effettuare il viaggio di ritorno assieme ad una gradita compagna:  
la Mini prodotta da Dalla Corte.
In questo modo andrò finalmente a colmare parte delle mie lacune su questa tipologia di macchine.
Macchine professionali, per uso anche domestico.
Basta avere lo spazio per poterle accogliere, ma gli ingombri in questo caso sono veramente ridotti al minimo.
In questi ultimi anni ho avuto la fortuna di utilizzare le migliori macchine a leva (vintage e non).
Quindi per questa mia prima esperienza ho voluto iniziare con La Migliore Macchina Domestica in assoluto.(mi spiace, ma non posso considerare la Marzocco GS3 "da casa").
Prossimamente approfondirò quanto sopra, ma risparmiatemi commenti e polemiche; è come decidere se è meglio la Ferrari o la Lamborghini.
E' inutile che ce la raccontiamo: non ci sono fronzoli, orpelli, lucine a led, aquile ad ali spiegate; il design è esclusivamente funzionale, senza lasciare nulla all'appagamento estetico.
Pragmatica.
Semplice.
Robusta.
Costruita per compiere il suo sporco mestiere: preparare l'espresso perfetto (o quantomeno ottimo).
La macchina è dotata di doppio boiler ed il gruppo erogatore è esattamente lo stesso delle sorelle maggiori (da bar).
La copertura in fibra di carbonio evita fastidiose ustioni..
Il manometro ci indica la pressione della lancia a vapore;
spero di riuscire finalmente a preparare dei cappuccini spettacolari!
Per una Macchina Espresso Perfetta, ci vuole un Macinacaffè Perfetto!
"Lucio, ti devi prendere anche il Macinacaffè "dedicato"."
Confesso che non ne capivo il motivo: il mio San Marco lavora ottimamente.
Ma poi.. una volta aperto il pacco...

                        ecco a voi Sua Maestà DC 1 !


Nei prossimi giorni arriveranno altri post... rimanete connessi!

Il filtro Biggin



Le Biggin..

Caffettiere antiche ricche di fascino.

Costituite da un recipiente all'interno del quale veniva collocato un filtro di tela detto "a sacchetto" o "a calzino".

Da un sito inglese riporto:

Alla fine del '700 (circa), mr. Biggin rivoluzionò il mondo del caffè.

 Chi fu mr. Biggin?  Non chi, ma piuttosto che cosa...

Mr. Biggin era una caffettiera con un filtro interno, a forma di sacco per il tè. In origine fu chiamata "insaccamento" (Baggin) e probabilmente il nome di mr. Biggin  fu il risultato di una storpiatura di qualche dialetto inglese.

 Si dice che questa macchina per il caffè sia stata inventata da qualcuno che usò un calzino come un filtro.  (speriamo non usato.. ndr)

Uno dei problemi del mr. Biggin era che la tela di cotone o di lana del filtro doveva essere mantenuta sempre a bagno, per impedire la formazione di muffe o che il tessuto marcisse,  rovinando il sapore del caffè.

Con molte difficoltà potrete trovare una di queste caffettiere, ma ahimè molto spesso saranno prive del filtro.
Che fare quindi?
Rinunciare all'acquisto per un così piccolo problema?
Conosco qualche collezionista che ragiona in questo modo:
"non è completa, quindi non la voglio".
Per poi pentirsi amaramente..

Comprate della mussola di cotone.
Procuratevi del filo di ferro grosso.
Ago, filo, forbici e tanta pazienza.
Create i due anelli in base alle misure interne della vostra Biggin.
Per renderli perfettamente circolari basta piegarli attorno ad un recipiente cilindrico di dimensioni simili.
Preparate quindi lo stampo, utilizzando i svariati consigli che troverete in rete cercando "sviluppo tronco di cono".
L'altezza dovrà anch'essa dipendere dalla Biggin.
Lasciate circa un centimetro di bordo e poi iniziate a cucire il tutto.
Questo sarà il risultato.
Le macchie di ruggine e la tinta della tela riproducono le condizioni di un filtro fornitomi ,quale esempio, dal massimo esperto in materia: Mauro Carli.
Non ho voluto usare tinte artificiali: qualche bollitura assieme al caffè l'ha già trasformato in una replica "quasi perfetta".

Ok, ma la Biggin dov'è?
Questa è un'altra storia, anzi, 
questo sarà un altro post.


mercoledì 18 aprile 2012

Alla "bottega di Franco".

A Bologna c'è un bel ristorante (click sul link) dove potrete soddisfare anche gli occhi, oltre alla gola.
Il cartello qui sopra riprodotto in realtà lascerebbe presagire a ben altro...
"Sorry, no Bunga Bunga here!"
Caffettiere e macchine da caffè!
Ma che simpatica coincidenza.
Radaelli e Cimbali... mannaggia! Mi perseguitano.
Prima o poi vi acchiappo!
Una bella Pavoni fascistissima; sembra pronta a salpare per i mari del nord.
Il distributore di gomme da masticare.. andava a 5 o 10 lire. quante gomme ho mangiato da bambino!
A sinistra s'intravede un tostino Velox privo della sua base.
Qualche "macchinetta" sparsa qua e là...
Oltre ad una serie di macchine ben conosciute..
Non ho avuto la fortuna di assaggiare le specialità del luogo, ma sicuramente io ed il mio "compagno" di ventura torneremo a far visita al sig. Franco....
Andateci anche voi, no?

Barista Kim



Esiste un blog in Spagna nato più o meno con le stesse finalità del mio:
diffondere e condividere la Cultura del Caffè.
(in realtà qui trovate anche qualche caffettiera...)
Kim è una persona stupenda; è proprio così come lo vedrete nei suoi interessanti video: sorridente, 
preparato ed entusiasta!

Tostare del buon caffè

Non basta avere del buon caffè da tostare.
Non è sufficiente avere un tosta caffè a temperatura variabile.
Per avere una tazza di qualità bisogna fare anche un "controllo qualità" dei chicchi.
Basta uno solo di questi "non conformi" per trasformare l'assaggio da paradisiaco ad... inquietante.
Tempo per controllare 3 etti, circa 5 minuti.
minuti ben spesi!

martedì 17 aprile 2012

Diana Espresso Crema Caffè



Nella città di Asti si cela una delle più belle collezioni di macinacaffè e di macchine da caffè in assoluto al mondo.
E tra tante meraviglie...
C'è lei.
Diana.
La dea della caccia.
Una macchina a leve per ottenere un'espresso a basso costo,
ma anche un oggetto di culto per gli appassionati del genere.
Probabilmente databile negli anni '60.
Non appena ne troverò una con scatola e garanzia potrò confermarlo..
Molto leggera, sembra un giocattolo, ma ogni sua parte è semplicemente perfetta.
Sollevando le leve si sollevava un pistone munito di guarnizione in gomma;
l'acqua andava riscaldata a parte e versata sopra il caffè, poi si inseriva il portafiltro ed abbassando le leve si applicava una pressione moltiplicata fino od oltre i fatidici 9 bar.
Mani in alto!
questa è una rapina.
si, mi hai "rubato il cuor!"
il filtro molto capiente si inserisce assialmente, senza rotazioni di sorta.
L'alluminio rimane la mia vera passione.
Notate la croce impressa sul fondo per mantenere distanziato il filtro.
Vi è piaciuta?
a me... tantissimo.
E pure a Paul che nel 1957 le dedicò una canzone ed una strofa in particolare
"Squeeze me baby with-a all your might" 

(ovviamente è una battuta..)

Storie di Omegna: la Bialetti

Voglio segnalare un interessante lavoro prodotto dagli studenti del Liceo Cavalieri: http://www.liceocavalieri.gov.it/didattica/4BC/B...