venerdì 31 gennaio 2014

7 ottobre 1840







Galassia Balzano

La Balzano di Verrès produsse negli anni '80 molte macchine da caffè divenute famose o famosissime.
E produsse anche qualche macchina di gran pregio..
Per esempio la Galassia.
Una macchina semplice ma nel contempo elegantissima, provvista di archetto 
solleva-coperchio.
Wow, erano anni che la cercavo, dopo averla vista a casa di un collezionista, e dopo averne perse due su Ebay a causa di una...dimenticanza.
Il modello è del 1988, quindi non potrete trovare un disegno negli archivi telematici italiani, migliori solo a quelli del Burkina Faso.
(vergogna!)
Sembra che la fortuna della Balzano, piccolissima realtà valdostana operante dagli anni '50, arrivò alla fine degli anni '70 quando la Lavazza, alla ricerca di un fornitore per le "nuove caffettiere" (le celeberrime "Carmencita") decise di affidare proprio a loro la costruzione.
Corre voce che il tutto naque all'aeroporto di Torino: il sig. Lavazza (Pericle?) doveva recarsi urgentemente all'estero, ma non c'erano più posti disponibili.
Il sig. Balzano si offrì di cedere il proprio posto... e ciò decretò la sua fortuna.
Vera o non vera (riferisco solo voci di corridoio) questa storia deve far riflettere sul fatto che la cortesia paga sempre.
Siate cortesi!
Siate cavallereschi!

martedì 21 gennaio 2014

L'anello "nuziale" della Letizia

La Letizia Mancioli è una macchina da caffè davvero speciale.
Ne furono prodotte un numero considerevole per due motivi: erano bellissime e
producevano un ottimo caffè.
Due elementi vincenti, che spesso i produttori dimenticano...

Della Letizia ho già scritto un secolo fa
quindi eviterò altri commenti.

In questi anni ho ricevuto almeno un centinaio di richieste per l'anello di alluminio che essendo piccolino e leggero, spesso si perdeva.
Mi piace definirlo "nuziale" perchè univa due elementi così diversi (alluminio e ceramica)
Non si trovano ricambi, almeno fino ad oggi, quindi voglio fare un "regalo" a tutti quelli che vorranno rimettere in funzione la loro amata Letizia.

Materiali necessari:
2 rondelle diametro interno 1,25 cm
4 rondelle diametro interno 2,1 cm
foglio alluminio
vinavil o silicone

 Prendete le rondelle e sistematele sul tavolo creando il simbolo dell'Audi (non è necessario questo passaggio... ehm..)
 Le incollate tra di loro con "abbondante colla vinilica"; le quattro più grandi sotto e le due più piccole sopra.
Spalmate l'assieme con la colla e ricopritelo con foglietti sagomati di alluminio.
Lasciate il tutto sotto un peso per un paio di giorni, o andrà bene anche un morsetto da falegname per un giorno solo.
 L'anello originale calza prefettamente e impedisce al caffè di trafilare all'esterno...
E così accadrà con il vostro nuovo anello!
Attenzione a lasciare libera l'uscita del caffè...

Buon caffè e buona Letizia a tutti.
(nota: la Vinavil è quasi priva di tossicità; ricoprendo il tutto non credo dovrebbe avere problemi, ma potrete usare il silicone in alternativa).

domenica 19 gennaio 2014

Una caffetteria estense


"Guardati adunque, o uomo di Dio, di conversare con i peccatori di modo che tu faccia amicizia con loro; perché sarà più facil cosa che tu declini dalla retta via, che essi ritornino alla giustizia"

Girolamo Savanarola nel '400 ammoniva e stimolava all'attenzione: spesso non serve parlare.

Eppure avrei voluto dire qualcosa prima, durante e dopo aver bevuto il caffè qui sotto riprodotto.

Ma l'ambiente era troppo elegante.
Le bariste giovani, carine, e gentili.
La clientela "selezionata".
A Ferrara in una piazzetta troverete tutto questo.

E potrete bere un caffè davvero imbarazzante.
Questione di gusti?
Questione di materia prima scadente?
Questione di miscela al 70% di robusta pieno di difetti?
Questione di temperatura esagerata della macchina?

A me non è piaciuto: che peccato!

Chissà cosa avrebbe detto Girolamo al posto mio? 
Forse...
"Honesta mors turpi caffè potior!"

giovedì 16 gennaio 2014

La macchina di Goyot: l'evoluzione della Lebrun

Tempo fa...
Parecchio tempo fa...
..un grosso collezionista Emiliano (che volle mantenere il più assoluto riserbo) mi telefonò per chiedermi notizie in merito ad una Lebrun "senza archetto superiore".
Gli dissi che forse era incompleta, oppure che si poteva trattare di un modello mai visto (da me).
In concomitanza ad una mia gita di qualche mese fa, ho avuto la gioia di poterla fotografare:
bella, grande, pesante.
Mi è piaciuta molto.
Oggi, pescando le foto dal mio archivio, ho osservato attentamente il sistema di chiusura; quel nottolino mi ricordava un qualcosa di già visto.
Mi ricordava un brevetto del 1849: la macchina di Goyot.
Cliccate sul link per farvi un'idea...
Quale gioia poter osservare un brevetto così uguale alla sua realizzazione pratica!
Non mi dilungherò in spiegazioni tecniche tediose, che nessuno leggerà, ma questa è una macchina che sfrutta la pressione del vapore per spingere l'acqua attraverso il caffè macinato.
La macerazione iniziale dovuta alla sommersione del macinato doveva fornire una nota aromatica aggiuntiva, almeno nell'intenzione.
Bravo, caro collezionista misterioso, hai fatto davvero un ottimo acquisto!


La Comet era prodotta a Ferrara!

Molti collezionisti conoscono bene le Comet..
Ma quanti potevano immaginare che fossero prodotte dalla Brandani di Ferrara?
Secondo me solamente uno:
l'inarrivabile dott.Cavallaroni!
Noi comuni collezionisti la ringraziamo per aver voluto condividere queste due belle immagini.
Un gesto generoso, quasi demodè, in un mondo dove molti pensano solamente ai propri interessi.

Grazie!!!

sabato 4 gennaio 2014

La "macchina" di Rabaut






Caffè Penazzi e Alberto Trabatti


A Ferrara, se amate il Caffè, questa è una tappa obbligata.
Piazza della Repubblica 29.
Al suo interno il collezionista troverà "anche" delle splendide macchine da caffè.
Rare o rarissime.
Belle o bellissime.
Poi "anche" potrete acquistare qualche prelibatezza, tostata con gran cura da Alberto.
In un bar dove non conta la quantità ma la qualità, non poteva mancare una Elektra, nuovo sponsor del mio blog!
Mmmm, buono, quasi come quello che tosto a casa mia (ahahah!)
Mr. Trabatti è un vero personaggio carismatico: o si ama, o si ama.
Entusiasmo, amore per il proprio lavoro, e tanta simpatia.
Comprate il suo caffè, supportate la "diversità" e la "qualità"!
"questo non è un bar. è una torrefazione di caffè. luogo dello spirito. qui le anime perdute si ritrovano dinanzi ad una tazzina di nero elisir(e)."
W il caffè, w il vero caffè!
E grazie al dott. Alberto Cavallaroni, ben mascherato nel riflesso di una vetrina, che mi ha fatto scoprire le meraviglie di Ferrara.

Autoreferenziarsi

E' bello scoprire di essere "leggendario".
Mik come al solito esagera con le lodi per gli altri, sminuendo i suoi meriti.
Visitate il blog di Mik, e scoprirete quello che avrei sempre sognato di fare: presevare dall'oblìo la Storia di tutte le caffettiere.
Mik ha trovato in anni di ricerche tutto ciò che nessuno avrebbe mai potuto immaginare riguardo le Stella, le Atomic Robbiati e altre..
Sarebbe fantastico poterlo fare per tutti i produttori, ma di Mik ce n'è uno solo al mondo.


"I take this occasion today to thank all the cooperative, patient, kind and willing families, open-hearted friends, passionate collectors (If i can name two: the legendary Lucio Del Piccolo, and the enthusiast Monsieur "A"), interested local journalists, conscientious museum employees, meticulous patent officers, precise commerce chamber employees, helpful mayors and motivated taxi-drivers for their time and altruism... and all the online auction websites users who, realising  my fascination in their items, sent me extra information, a scan, a photo... all little pieces of information without which i couldn't have quenched my thirst for knowledge, fuelled my curiosity. I am very well aware that the Blog would not have been what it is without every single of the individuals involved."

Storie di Omegna: la Bialetti

Voglio segnalare un interessante lavoro prodotto dagli studenti del Liceo Cavalieri: http://www.liceocavalieri.gov.it/didattica/4BC/B...