lunedì 20 dicembre 2010

Crema...e bilancio.


L'altr'anno mi chiesero di rilasciare un'intervista.
Cosa mai avrei potuto rispondere?
Fu un'esperienza veramente divertente, e lo fu anche per il simpatico giornalista italo-tedesco:
4 ore volate in un soffio.

Quando poi mi arrivarono le copie della rivista a casa...
Sorpresina!
 ero in copertina!

Il 2010 sta terminando, ed è tempo di bilanci.
Sembra passato un secolo da questa foto, ho fatto delle esperienze inimmaginabili e conosciuto delle persone fantastiche che mi hanno spronato a continuare e migliorarmi.
La collezione è aumentata a dismisura, e non so più dove mettere i nuovi arrivi..
Ho collaborato a vari progetti e ne sto sviluppando altri che vedranno la luce tra un'anno o più.

La vita è bella!
Basta sorridere più spesso e credere nei propri sogni.

Buon 2011 a tutti!


mercoledì 15 dicembre 2010

Chiavi di ricerca (14)

Prendo spunto da un blog che non posso citare, (ma che rimane per me un punto di riferimento) per allietare i miei lettori con le frasi-parole chiave che le persone hanno utilizzato nei vari motori di ricerca per arrivare qui.
Alle migliori domande (o frasi sconfusionate) cercherò di dare le mie migliori (!) risposte.
Tanti mi hanno chiesto cosa fossero queste chiavi: questo è un esempio (cliccate qui sopra)
Il giorno 19 gennaio tutti quelli che sono approdati a questo blog, avevano digitato le parole elencate.
Se vi piacciono queste chiavi pubblicate oggi, vi consiglio di cercare le altre nel mio archivio, oppure cliccate qui.

  • D: caffeporno
  • R: non male come ricerca; immagino siano dei locali dove servono i caffè in modi a dir poco "fantasiosi".


  • D: riparare mokona perdita acqua
  • R: Come? non lo sapevi? è un vuoto a perdere.    La porti in un centro specializzato in raccolta di Mokone rotte, (ne trovi uno in ogni provincia) ed in cambio ti danno un buono per una pernacchia, riscuotibile in un qualsiasi negozio dove le vendono.


martedì 14 dicembre 2010

Per gli appassionati delle Atomic: il libro di Mik !

Internet: luogo dei miracoli!

Ciò che pochi anni fa poteva sembrare fantascienza oggi è realtà: il mondo intero è alla nostra portata!

Ho conosciuto Mik in un forum australiano circa un'anno e mezzo fa, quando ancora si faceva chiamare Stellabanana, ed ufficialmente era una "lei".

Fino al momento del suo dirompente arrivo, si discuteva serenamente di Atomic, di Giordano Robbiati, di Desider Stern, e di quello che viene definito spesso "il sesso degli angeli"... amenità e supposizioni.

Gli interventi di Mik erano devastanti, destabilizzanti, ironici e spesso offensivi.
Qual'era il motivo?
Tante affermazioni nel forum, ed in Internet in generale, erano suffragate dalla più classica delle affermazioni: "IPSE DIXIT"! , usata qualche migliaio di anni fa dai pitagorici (riferendosi al sommo Pitagora).
"Lui l'ha detto" e quindi è la VERITA'.

Questo per Mik non era accettabile: 
come un novello Diogene di Sinope, il suo stile è stato quello del perfetto cinico (da kynikos, l'aggettivo derivante da kyon, cane);
"i cani vivono nel presente senza ansietà, e non si occupano di filosofia astratta. Inoltre, sanno istintivamente chi è amico e chi è nemico. Al contrario degli uomini, che o ingannano o sono ingannati, i cani riconoscono la verità."
"I suoi ammiratori lo consideravano un uomo devoto alla ragione e di onestà esemplare. Per i suoi detrattori era un folle fastidioso e maleducato."
(fonte Wikipedia)

E durante le sue ricerche, le controversie con chi affermava le cose senza poterle provare sono aumentate in modo esponenziale, fino a creare una rottura definitiva con un certo ambiente conservatore.
L'esperienza del forum è terminata platealmente con accuse incrociate e tanto rammarico. 
Ma è stata propedeutica per tutti in modo o nell'altro.
 
Questo libro colma in parte una lacuna che per troppi anni ha alimentato leggende e credenze, e conferma il sig. Janvier quale attuale massimo esperto di quest'argomento.

Una raccolta di libretti di istruzioni di varie epoche ed in varie lingue (ma non solo questo!), permettono di ripercorrere la Storia quarantennale delle Atomic con un pizzico di tristezza e malinconia per un mondo che non esiste più.

Libretti recuperati da Mik in tutto il mondo, che permettono di chiarire parecchi dubbi, e di far scoprire nuove ed incredibili "meraviglie atomiche" sconosciute ai più.

 
Per tutti i collezionisti questo è un testo da comperare assolutamente; agli amanti delle Atomic suggerisco di prenderne almeno un paio in più da regalare a Natale.

Da oggi il mondo degli appassionati Atomic non sarà più lo stesso, ed il futuro ci riserverà parecchie sorprese inaspettate.

Mentre pensavo a cosa scrivere per presentare questo libro, mi ronzava nelle orecchie una canzone che non sentivo da anni... 

 Glad that you're bound to return
There's something I could have learned
You're indestructible
Always believe in
You are gold
 
Dimenticavo...
oppure scrivetemi e cercherò di fare da tramite.

domenica 12 dicembre 2010

Officine S.I.M.E.R.A.C. Ferrara , modello Ideal Express

 S.I.M.E.R.A.C.

Società Industriale Materiale Elettrico Ragionier Antonio Cotechini


Certe macchine del caffè lasciano il segno.
Nell'immaginario collettivo, nella Storia, o nel Cuore del piccolo collezionista.
Il "padellone" Simerac è sicuramente una di queste.
Colpa anche della copertina dell'edizione italiana del raro libro di Ambrogio Fumagalli, mi sà.

Non mi è mai piaciuta, anzi, quando mi è stata segnalata, il mio primo pensiero è stato quello di proporla a chi la cercava da sempre: il celeberrimo "principe del foro felsineo" G. G.

Poi come spesso accade, la macchina ha preso una deviazione verso la Venezia Giulia per una piccola restauratina.

Una volta arrivata... amore a prima vista! 
E mentre la smontavo, la rimontavo e la coccolavo in ogni sua più piccola parte, l'amore aumentava.
Che gioiello!
Che meraviglia!

Manici, pomellini e manopole sembrano di avorio, o di osso, ma in realtà sono in celluloide; probabilmente in origine erano più chiari.

I classici piedini Simerac a forma di zoccolo mantengono in perfetto equilibrio la macchina, e garantiscono la corretta areazione del sotto base.

Tutte le manopole sono terribilmente irregolari, come se non fossero state tornite ma modellate a mano.
Un tocco in più di "vintage" che aiuta a spezzare la perfetta armonia del metallo cromato.

Il tappo del caricamento acqua è pesantissimo e... bellissimo!

I manici laterali della "padella" sono in legno verniciato: le tre sottili incisioni sulla forma a botte allungata ben si armonizzano con il corpo macchina.
Le scanalature concentriche della padella servivano da raccogli goccia, per evitare di macchiare la tovaglia "buona" quando  l'apparecchiatura veniva portata trionfalmente a tavola per stupire gli ospiti.

La valvola di sicurezza posta sul cappello avvisava che la pressione all'interno della caldaia era ottimale, quindi agendo rispettivamente sulle valvole di ammissione, si poteva decidere se erogare 2 o 4 caffè.

Termino questa mia presentazione con 2 immagini rarissime: una cartolina pubblicitaria ed un estratto da un catalogo anni '30, quando la produzione si era già trasferita da Ferrara a Milano, ed iniziò la collaborazione con la Zerowatt.... ma questa è un'altra storia...
Immagini gentilmente concesse da Alberto Cavallaroni.

sabato 11 dicembre 2010

Faemina : piccolo restauro

Alla fine anche la Faemina, delizioso capitello cromato degli anni '50, è entrata a far parte del mio piccolo museo.

Più avanti ne parlerò in maniera dettagliata, ma oggi vi voglio illustrare un semplice ma significativo restauro.

Le Faemine hanno uno scudetto di ottone che in origine era verniciato di un'opinabile color marrone.
Le parti in rilievo, come il bordo esterno e le lettere, potevano così risaltare al meglio.
Dopo qualche migliaio di caffè e continui sbalzi termici la vernice inevitabilmente si secca, si crepa e si stacca.

Questo può essere sicuramente un buon sistema per valutarne il chilometraggio... meno caffè fatti... più vernice.

Questa macchina è stata usata tanto, quindi... pochissima vernice!

Dipingere la base di un bassorilievo in realtà non è così difficile.
Bastano un pò di stuzzicadenti (alcuni di essi sapientemente sagomati) e qualche straccio.
Si intinge lo stuzzicadenti nella vernice (Humbrol per modellismo), e si accompagna una piccola goccia negli spazi liberi, con tanta, infinita pazienza , quasi come un monaco zen (i miei pochi capelli mi aiutano parecchio in questo..).
Ovviamente la vernice non andrà sempre dove vogliamo, quindi con lo straccio cercate di ripulire rapidamente l'eccesso.
Goccia dopo goccia in circa 2 ore, senza fretta...

Al termine del lavoro vi consiglio di attendere almeno 24 ore prima di effettuare le rifiniture, e 96 prima di accendere la macchina.
Se invece preferite l'effetto "vintage" con la vernice raggrinzita, dopo un paio di giorni potete iniziare a scaldarla e raffreddarla in più cicli consecutivi.

Io ho preferito la seconda opzione in quanto questa Faemina è veramente"vissuta", ed una verniciatura perfettina proprio non ci stava.
Le foto del lavoro ultimato le vedrete assieme alla macchina completa.
Nell'attesa, bevetevi un buon caffè; io farò altrettanto utilizzando proprio questa  meraviglia!


giovedì 9 dicembre 2010

"Mr. Bacchi, I presume."

Come un novello Stanley alla ricerca di Livingstone, ho voluto documentare lo storico incontro con il "mitico" Andrea Bacchi alla Triestespresso 2010.

Attimi fuggenti, durante i quali ci siamo riconosciuti "karmicamente".
Che onore per me, e che simpatico... genio!
Conserverò gelosamente nel cuore le belle parole di stima reciproca che ci siamo scambiati.

E poi... chissà cosa ci riserverà il futuro!

Non sarebbe male una collaborazione tra un inventore da me definito il Leonardo da Vinci dell'Espresso (Andrea) ed un
termotecnico pragmatico, amante del design anni '50 (Lucio).

 Qui sopra il professor Moretto (a destra) mentre approva tecnicamente questa Macchina Espresso così incredibilmente perfetta .

La Bacchi.

venerdì 3 dicembre 2010

TriestEspresso 2010 (2)

Una piccola galleria di foto per documentare quella che nonostante tutto è stata una splendida giornata!

Qui sopra possiamo ammirare il professor Moretto mentre cerca di bere da una tazzina dopo averne lanciate un centinaio in aria!

(vabbè.. erano appese...)

Lupo Nero: provatelo se lo trovate, veramente un'ottimo caffè freddo.

Abbiamo partecipato ad un mini corso sui profumi del caffè, gentilmente offerto dalla Illy.. Interessante anche se per pochi intimi: d'altronde la fiera stava chiudendo i battenti e tutti stavano già sbaraccando ( che tristezza...).

Ed ecco a voi qui sotto.. Il Trio Lescano... da sinistra l'esimio Pistrini, al centro il geniale Moretto, a destra... uno che passava da quelle parti per caso!

Caffè!
Caffè!
Caffè!

mercoledì 1 dicembre 2010

La Milanese (2)

Ed ecco, come promesso, la prova pratica!

Ho lucidato con cura tutte le superfici ed ho rimosso con acqua calda ed uno spazzolino il malefico Sidol...
Ho recuperato una catenella abbastanza verosimile da un pendolino lasciatomi in eredità da una mia zia "sensitiva"...
Ho trovato nella "scatola delle meraviglie" un fornello in ottone non coevo ma quantomeno funzionale...
Ho effettuato una pulizia accurata all'interno della caffettiera, con ripetuti lavaggi e successive boliture.

 La macchina funziona a vuoto, quindi il caffè viene messo a cucchiaiate al di sopra del filtro
In pochi minuti dall'accensione, il vapore spinge l'acqua dal basso verso l'alto.
La tenuta viene garantita dal tappo conico che sigilla ottimamente il becco d'uscita.

Un minutino d'infusione ed il caffè è pronto.
Il profumo è ottimo, anche se frammisto all'inconfondibile odore metallico, odore antico, odore dell'800..
Il vuoto creatosi all'interno della caldaia, una volta spento il fornello, risucchia istantaneamente il liquido al suo interno, lasciando il macinato esausto nel vano superiore.

Per l'occasione ho utilizzato una tazzina "antica", pesantissima, di origine austriaca, ma considerando che fino al 1859 gli Asburgo regnavano a Milano, l'accoppiata può lo stesso andar bene.
Chissà poi se il Feldmaresciallo Radetzky 
usò mai una macchina di questo tipo?

«Preferisco essere un sognatore fra i più umili, immaginando quel che avverrà, piuttosto che essere signore fra coloro che non hanno sogni e desideri.»


Kahlil Gibran




domenica 28 novembre 2010

La Milanese (1)

Studio, tanto tanto studio e memoria fotografica.
Questo è un pò ciò che distingue il collezionista "fortunato" da quello "sfortunato".
Le macchine rare si trovano ancora, basta avere pazienza e lasciarsi guidare dall'istinto.
Non bisogna focalizzarsi su "quel modello"... non lo troverete!


Una delle macchine ai primi posti della mia lista "dei desideri" è da sempre stata la Milanese.
Colpa anche del mio amico G. che la descriveva come una specie di sogno sensuale...
Ed io la cercavo... e non la trovavo.
Se era milanese... l'avrei trovata ai Navigli... non di certo da queste parti!

Eppure... Il fato mi ha portato a visitare a tarda ora un mercatino friulano, pochi giorni fa.
Ed eccola apparire, in lontananza, in mezzo a tante cianfrusaglie di ottone.
Bella, bellissima, eppur così anonima.


Come al solito ho adottato una tecnica di accerchiamento, informandomi quasi distrattamente sul prezzo di oggetti che non mi interessavano. E tra questi uno ha colpito la mia attenzione.

No
Non può essere

Il supporto reggi macchina
e più in là... i contenitori dello zucchero e del caffè!!!


Credo di essere impallidito.
Ho calcolato rapidamente quale sarebbe stato il mio limite massimo di spesa.
Reso edotto sul prezzo, ho pagato senza battere ciglio (la famosa "Pokerface"), ed ho informato (dopo essermi allontanato di parecchi metri) mia moglie di aver pagato una somma pari ad un decimo del mio limite.

Da un catalogo del 1882 (grazie ancora Paola!!!) scopriamo il principio di funzionamento, e se il Professore Mantegazza la raccomandò.. beh! dobbiamo proprio pensare che all'epoca fosse una gran macchina.




Ed ecco a voi la Milano: 130 o forse anche 140 anni portati splendidamente.
La caffettiera era già stata da me lucidata al momento delle foto, per questo si notano piccole differenze di colore.
Vorrei focalizzare la vostra attenzione sulle maledette macchie biancastre da Sidol.
Per cortesia, dopo averlo usato, se proprio dovete usarlo... lavate i pezzi!

I due contenitori sono deliziosamente uniti da due lame, una conformata ad anello per trasportarli con comodità.

La base è dotata di tre linguette incernierate e di un supporto inferiore in legno di noce dipinto di nero.
La conformazione del manico è incredibilmente ergonomica e funzionale.
Stesso dicasi per la macchina qui sotto, con ben impresso il numero delle tazze ottenibili, caratteristica comune alle caffettiere italiane di fine secolo.

La brutta ammaccatura nulla toglie al fascino della meneghina ottonata, e non ne pregiudica il funzionamento.

Prossimamente pubblicherò ulteriori foto e notizie.

Per il momento gioite con me,
oppure invidiatemi pure,
oggi ve lo consento.

martedì 23 novembre 2010

Il Vaporizzatore Bialetti

 A cosa servirà mai questo strano marchingeno?

A fà "Er Cappuccio"!

Prodotto all'inizio degli anni 90, fu un buon prodotto, sicuramente un pò scomodo da usare.
2 fuochi accesi... uno per la moka e l'altro per il vaporizzatore; ma chi mai l'avrebbe fatto?
Infatti non se ne trovano molti..
In queste condizioni poi!

Corpo in alluminio verniciato a fuoco, e lancia in inox, doppia valvola di sfiato: una di sicurezza e l'altra di "ti avviso che il vapore è pronto!!... apriiii il rubinettooooo!!!"
Che tristezza vedere "l'omino con i baffi" quando ancora era un simbolo dell'orgoglio Italiano.
Notate gli occhi tristi che già lasciavano presagire quello che poi sarebbe successo.

Ferrari-Maranello...
Piaggio-Pontedera...
Stella-Ferrara...
Berlusconi-Arcore...

Bialetti-Omegna.
Questo binomio si è spezzato, per contrastare i prodotti low-cost.
Che vergogna!
E guadagnare un pò di meno?
E ridurre gli super stipendi dei manager?
E gli operai lasciati a casa? 
Bella pubblicità la vostra.
Le persone senza lavoro non compreranno le vostre caffettiere fatte in Polonia o chissà dove.
I polacchi ed i rumeni non ve le compreranno neanche.


La qualità paga nel lungo termine.
I consumatori non sono più gli allocchi di una volta.
E le vecchie moke strausate fanno ancora un buon caffè.

Carlos Sauret Ponsá, La Suprema - Una cafetera familiar (3)

Ho già parlato di Carlos Sauret Ponsà in due precedenti post: http://caffettiere.blogspot.com/2018/11/carlos-sauret-ponsa-la-suprema-un...