sabato 11 dicembre 2010

Faemina : piccolo restauro

Alla fine anche la Faemina, delizioso capitello cromato degli anni '50, è entrata a far parte del mio piccolo museo.

Più avanti ne parlerò in maniera dettagliata, ma oggi vi voglio illustrare un semplice ma significativo restauro.

Le Faemine hanno uno scudetto di ottone che in origine era verniciato di un'opinabile color marrone.
Le parti in rilievo, come il bordo esterno e le lettere, potevano così risaltare al meglio.
Dopo qualche migliaio di caffè e continui sbalzi termici la vernice inevitabilmente si secca, si crepa e si stacca.

Questo può essere sicuramente un buon sistema per valutarne il chilometraggio... meno caffè fatti... più vernice.

Questa macchina è stata usata tanto, quindi... pochissima vernice!

Dipingere la base di un bassorilievo in realtà non è così difficile.
Bastano un pò di stuzzicadenti (alcuni di essi sapientemente sagomati) e qualche straccio.
Si intinge lo stuzzicadenti nella vernice (Humbrol per modellismo), e si accompagna una piccola goccia negli spazi liberi, con tanta, infinita pazienza , quasi come un monaco zen (i miei pochi capelli mi aiutano parecchio in questo..).
Ovviamente la vernice non andrà sempre dove vogliamo, quindi con lo straccio cercate di ripulire rapidamente l'eccesso.
Goccia dopo goccia in circa 2 ore, senza fretta...

Al termine del lavoro vi consiglio di attendere almeno 24 ore prima di effettuare le rifiniture, e 96 prima di accendere la macchina.
Se invece preferite l'effetto "vintage" con la vernice raggrinzita, dopo un paio di giorni potete iniziare a scaldarla e raffreddarla in più cicli consecutivi.

Io ho preferito la seconda opzione in quanto questa Faemina è veramente"vissuta", ed una verniciatura perfettina proprio non ci stava.
Le foto del lavoro ultimato le vedrete assieme alla macchina completa.
Nell'attesa, bevetevi un buon caffè; io farò altrettanto utilizzando proprio questa  meraviglia!


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Simpatica intervista alternativa

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