Passa ai contenuti principali

La prima Moka Bialetti (1933)

Toccare con mano.
Toccare con mano.
Toccare con mano.
Questo mantra mi ha accompagnato per più di 500 km mentre mi lasciavo alle spalle il Friuli, il Veneto e per ultima la Lombardia.
Tanti appassionati conoscono bene la prima Moka ideata e prodotta da Alfonso Bialetti.
E' il "sacro Graal" delle caffettiere.
Tutti la cercano, tutti la vogliono.
Tanti pagherebbero cifre considerevoli...
..ma nessuno ce l'ha.
Toccare con mano.
Accarezzare la Storia.
Sentire i brividi che solo gli oggetti da sogno possono regalare; questo era il mio obiettivo.
E il mio sogno, il mio desiderio, si è realizzato.
Quindi voglio condividere con voi le immagini di un qualcosa che ben pochi conoscono: i particolari nascosti della "primissima" Moka Bialetti.
Una Moka vissuta, sporca, viva.
Viva come la sensazione di passione e fascino che ancora oggi regala.
Pensare che un così piccolo oggetto ha poi fatto da traino per centinaia di piccole e grandi aziende locali può davvero far sorridere.
Qui sotto la vediamo affiancata alla nipotina creata dalla Alessi qualche anno fa. 
Un omaggio stilistico mai entrato in produzione:
quale delitto!
Sollevato il coperchio ho finalmente visto ciò che in realtà immaginavo già da anni: un camino a funghetto.
All'epoca le tecniche di colata non permettevano di realizzare la cuccuma superiore e il camino in un sol pezzo, quindi lo stesso andava fuso separatamente e poi avvitato e reso solidale al corpo.
Notate il segno indelebile lasciato dal livello del caffè.
Tre fori di uscita creavano il famoso borbottìo che tanto rese celebre ed inconfondibile la Moka nel mondo intero.
Possiamo vedere gli spessori generosi del colletto e l'assenza di una valvola di sicurezza, vera lacuna del progetto, poi risolta nel primissimo dopoguerra.
Filtro, guarnizione e doccia non sono certamente originali e coevi al resto della macchina, (quindi li ho tralasciati) ma ritengo che queste foto siano già di per sè sufficenti a donare la pace dei sensi alla maggior parte degli amici collezionisti.
Grazie Alfonso, hai davvero creato un'opera d'arte!

Post popolari in questo blog

Caffè: analisi della mancata evoluzione gustativa italiana (1884-1984)

Voglio sollevare un velo.
Voglio raccontare in breve una storia triste, sotto gli occhi di tutti da fin troppi anni.
E lo farò partendo da una domanda:
perché il caffè-filtro è il metodo di preparazione del caffè più usato al mondo?

Facilità d’uso. Costo dei materiali. Resa gustativa in tazza.

Perché il caffè-filtro è il metodo di preparazione del caffè più usato al mondo.. tranne che in Italia?

Partiamo con un po’ di storia…
Nel 1884 Angelo Moriondo (link)
presenta all’esposizione di Torino (link)
la sua invenzione : una grande  macchina da caffè a pressione di vapore capace di produrre centinaia di caffè all’ora.

Già Loysel nel 1861 aveva tentato la strada della produzione di caffè di massa con il suo enorme e certamente meno pratico percolatore idrostatico.

La differenza nella macchina di Moriondo stava tutta nella spinta del vapore in pressione (circa 1,5 bar) che conferiva al caffè un gusto decisamente nuovo: il sapore amaro e bruciato
Era nato il caffè Espresso.
Questa invenzione rivoluzi…

Sostituire la guarnizione di una caffettiera: il piccolo tutorial

Monitorando le chiavi di ricerca ho notato 2 cose:
tante persone non sono in grado di sostituire una guarnizione (mica siamo tutti esperti manutentori...)tante persone, anzi tantissime, vorrebbero sostituire la guarnizione della MokonaBialetti; il motivo non lo capisco visto che la mia Elektra spara da 4 a 6 caffè giornalieri da più di tre anni, e non l'ho mai sostituita. Possibile che si sia risparmiato anche sulla GOMMA durante la progettazione di quella incredibile macchina ??
Cambiare una guarnizione è molto semplice quando la macchina non è rimasta ferma per tanti anni: si fa leva con un coltellino (attenzione!) , la si toglie tutta intera, e si rimette la guarnizione nuova.
Poi vanno fatti un paio di caffè a vuoto, prima solo con acqua e poi con il caffè, per dare modo alla gomma di modellarsi e fare una buona tenuta.

L'amico Darril mi ha chiesto ieri lumi sulla sostituzione per una Ballarini, e viste le condizioni "granitiche" della mia guarnizione, ho colto la pa…

Come pulire e lucidare una caffettiera : il tutorial

Dopo aver ricevuto l'ennesima richiesta di documentare il mio personale metodo di pulizia delle caffettiere, ecco finalmente un piccolo tutorial.

Attrezzature occorrenti:
Ovatta lucidante Duraglit per metalli e per argentoPaglietta in ferro
Carta assorbente tipo ScottexGuanti in gomma (nitrile)Sapone liquido per piattiAlcool denaturatoStracci puliti
Una dose massiccia di pazienzaQualche litro di olio di gomito
La cavia in questo caso era una Stella anni '50 in discrete condizioni.

Il primo passo consiste nel valutare il grado di ossidazione del metallo e la quantità di grasso che normalmente ricopre le macchine tenute su qualche mensola in cucina.
Nel caso ci fosse uno strato di grasso eccessivo, suggerisco di effettuare più passate di carta assorbente ben intrisa di alcool.
Nei casi più disperati si può ricorrere a diluenti nitro o acquaragia.

Una volta sgrassato le parti si può procedere con la prima passata di ovatta.
Per certi tipi di alluminio preferisco l'ovatta specifica per …