lunedì 26 luglio 2010

Bali mon amour

Il mio amico Mikael tornato da pochi giorni da Bali, mi ha spedito queste splendide foto, ed io non posso far altro che pubblicarle per la gioia degli amanti del caffè.

Ecco la pianta di caffè, in tutto il suo lussureggiante splendore!
e qui sotto.. un Luwak in gabbia!
Da quando si è diffusa la commercializzazione del rarissimo Kopi Luwak, con guadagni stratosferici, molte famiglie hanno iniziato a sfruttare il fenomeno.

Ma di cosa stiamo parlando?
Del caffè più caro al mondo. 
Dal sito "la rubrica della chimica" copio ed incollo:

Bere un buon caffè o solamente apprezzarne l'aroma è un gran piacere per molti di noi e ha un effetto stimolante. Perciò, non ci sorprende il fatto che un caffè di buona qualità, come il Blue de Brazil o il Peruvian Gold dell'America Latina, abbia un prezzo tutt'altro che modico!
Tra le varietà di caffè più pregiate, ce n'è una che si distingue particolarmente non solo per l'aroma ed il prezzo elevato, ma anche per il modo e, a causa di ciò, la quantità limitata di produzione: si tratta del caffè Kopi Luwak che proviene dalle isole indonesiane di Sumatra, Giava e Sulawesi. Ne vengono prodotti solo 230 Kg all'anno, al prezzo di circa 900 € al Kg, ossia 9 € per tazzina. 


La civetta delle palme comune (paradoxurus hermaphroditus), detta anche Luwak, vive sulle isole dell'Indonesia e si diverte ad arrampicarsi sugli alberi di caffè, mangiandone i frutti maturi. Pertanto, i proprietari delle piantagioni di caffè lo consideravano una minaccia per i loro guadagni provenienti in buona parte dalla produzione e vendita di caffè.
In realtà, la civetta delle palme non è in grado di digerire i chicchi di caffè, che vengono di conseguenza espulsi senza subire radicali trasformazioni. Così, questi chicchi vengono raccolti dal terreno, privati dell'involucro esterno e tostati, producendo un caffè da un aroma diverso da quello del caffè ottenuto direttamente dai frutti raccolti sulla pianta. Probabilmente, enzimi presenti nel tratto intestinale dell'animale distruggono alcune sostanze e proteine contenute nel chicco del caffè, riducendone così il gusto amaro. 

È proprio così: il caffè più caro del mondo non deriva direttamente dai frutti del caffè ma dall' intestino di un animale! E conoscitori del caffè Kopi Luwak confermano il suo aroma speciale con un gusto di cioccolota.
Attualmente ci sono ricercatori che tentano di riprodurre in laboratorio la biofermentazione del caffè Kopi Luvak da parte della civetta delle palme: una soluzione potrebbe venire dal latte, che contiene alcuni batteri già usati per altre varietà di caffè nel cosiddetto metodo a umido. Il successo di queste ricerche avrebbe parecchi vantaggi: per esempio, il processo manifatturiero non dipenderebbe più da un animale e sarebbe accettato anche da coloro che considerano l'attuale processo disgustevole. Inoltre, si potrebbe produrre una quantità più elevata di questo caffè, che sarebbe disponibile a prezzi più moderati.

Lo so, il primo impulso è quello di pensare : " ma che schifoooo".
Ma a Roma me sò magnato à pajata...
... che presenta delle affinità ... di fondo.

A settembre Mikael porterà a casa mia qualche chicco, e ci gusteremo una tazza di questa rara delizia.

Guardo queste foto, e penso: 
ma chi è più felice,
noi occidentali che abbiamo tutto
o loro che sorridono sempre?

Guardate che mortaio.
Non è un Mazzer...
E sentite che profumo...
io lo sento.


domenica 25 luglio 2010

English coffee pot in action

Bella, bellissima...
Ma come funziona?

L'acqua va versata nel recipiente inferiore, prestando attenzione a riempirla al massimo a 3/4 del volume.
Il caffè va messo a cucchiaiate nel recipiente superiore.

La macchina va posta sul fuoco; il vapore che si forma dopo qualche minuto spinge l'acqua verso l'alto..

Il caffè inizia a bagnarsi con l'acqua bollente; a questo punto bisogna mescolarlo con un (bel) cucchiaio.

L'acqua continua a salire fino a quando il vapore non fuoriesce del tutto con uno sbuffo caratteristico.

In questo momento nel recipiente inferiore si va a creare il vuoto (Vacuum) che risucchia verso il basso tutto l'infuso di caffè.

In assenza di vuoto l'acqua scenderebbe troppo piano, permettendo alle sostanze più aromatiche e volatili di disperdersi per la cucina (ma che buon profumo di caffè...!).
Meglio che il profumo rimanga nella tazza, credetemi.

Bacchi strikes again (in Perù)


Ieri mattina ho tostato un caffè mono origine peruviano.
Deliziosi effluvi si sono sparsi per tutto il vicinato...
Ed oggi non ho potuto resistere; mi sono detto : "quasi quasi mi sparo una Bacchi  "peruviana"!"




 
Pochi commenti?
Ma cos'altro dovrei dire?
Ogni caffè fatto con la Bacchi è eccellente.
Superiore.
Superbo.
Ed in questo caso, me lo sono gustato con somma soddisfazione, a piccoli sorsi.
Voialtri, bevetevi pure capsule e cialdine, sono veramente tanto comode...

Golden Hard Anodizing (La Squisita) parte 2


Ho già scritto di questa macchina a febbraio e a marzo .
Ma un test per essere onesto e veritiero ha bisogno di tempo.

Quindi in questi ultimi mesi la Squisita è diventata la mia moka del mattino.
La base larga e la capienza da 4 erano perfette per le mie esigenze da zombie...

L'ho maltrattata. 
L'ho pulita solamente un paio di volte,  facendola risplendere in un attimo...
L'ho usata con tutti i caffè che in questi mesi sono transitati dalla mia cucina (credo una trentina...).
La Squisita si è comportata sempre molto bene.
Non lo so se il trattamento agli ioni d'argento la rende davvero antibatterica, avrei dovuto fare esperimenti con le muffe, e non ho avuto così tanto tempo a disposizione.
Ma la macchina è valida, e continuerò ad usarla ogni mattina.
E detto da uno che ha più di 300 macchine, dovrebbe far riflettere.

sabato 24 luglio 2010

English Vacuum Pot

Questa simpatica macchina inglese mi era sfuggita per troppe volte di seguito;  le solite maledette aste che si concludevano con un rilancio all'ultimo secondo...
Che rabbia! E questa volta pensavo finisse nello stesso modo.
Ma bisogna saper cercare, per trovare l'affare!
Pubblicata sul Bramah, era uno dei miei sogni proibiti...

Il manico bruciacchiato ne accresce sicuramente il fascino, anche se quando mi è arrivata era verniciato con un trasparente poco consono ad una macchina fine '800.
Paglietta, ed olio di lino le hanno restituito un pò di dignità.

Stessa sorte poi è toccata al tappo in ottone e noce.

 Per il momento non l'ho lucidata, il Sidol ha già fatto i suoi danni...
Una bella pulizia interna, ed una guarnizione a misura per sigillare i due recipienti (in gomma; haimè ero sprovvisto di cuoio..) e la macchina è ora pronta a rifare, chissà dopo quanti anni, il suo dovere.

Ed ora un piccolo quiz per i più smaliziati...
Giuro non l'ho fatto apposta, me ne sono accorto solo in fase di post - lavorazione della foto... riuscite a notare le due figure "complementari" che si sono create con un gioco di riflessi a dir poco inquietante?

Pretendo i vostri commenti in merito!

Chiavi

Prendo spunto da un blog che non posso citare, (ma che rimane per me un punto di riferimento) per allietare i miei lettori con le frasi-parole chiave che le persone hanno utilizzato nei vari motori di ricerca per arrivare qui.
Alle migliori domande (o frasi sconfusionate) cercherò di dare le mie migliori (!) risposte.
Tanti mi hanno chiesto cosa fossero queste chiavi: questo è un esempio (cliccate qui sopra)
Il giorno 19 gennaio tutti quelli che sono approdati a questo blog, avevano digitato le parole elencate.


  • D: caravel caffè nera
  • R: Puoi tentare quanto vuoi... ma ne saltano fuori solamente un paio all'anno.
  • D: caffè macchinetta lassativo
  • R: Ebbene si! Certe macchine a prima vista fanno proprio questo effetto. Specialmente le nuovissime a capsula: il trionfo dell'anonimato, del cattivo gusto e della scarsa creatività.
  • D:  la pavoni sfiata
  • R: Svita il tappo della valvola di sicurezza; talvolta la pallina si incastra se la sede è sporca.

venerdì 23 luglio 2010

Super Brandani

Da qualche mese questa simpatica caffettiera attendeva di essere recensita.
Forse non è una Brandani, ma entro qualche giorno i massimi esperti felsinei mi daranno conferma..

Il tipo di alluminio e le sue forme aggraziate non lasciano alcun dubbio sulla sua nascita : fine anni '40, inizio anni '50..

Ma cosa avrà avuto questa bella macchina per essere così pomposamente definita "Super" ?

Il filtro superiore è stranamente forato... (ehm, la guarnizione in silicone non è d'epoca, ma per i miei consueti test prestazionali era perfetta)

... e quello inferiore presenta 3 tubi d'ingresso acqua ed una parte centrale "misteriosa" provvista di molla.

Ed ecco svelato il mistero: la parte centrale era in realtà la valvola di sicurezza, che in caso di necessità avrebbe sfiatato il vapore lungo il camino.

Quante idee, quanti progetti, quanta passione.
Tutto quanto per ottenere lo stesso risultato.
Una buona tazza di caffè!

Un doveroso ringraziamento va al mio amico Jure, il quale in un'attimo di follia me l'ha donata in cambio di una Putizza Triestina, un tipico dolce della mia terra.

lunedì 12 luglio 2010

Cronaca di un successo annunciato: Andrea Moretto mostra i suoi gioielli !


Cosa sarebbe un collezionista senza passione?
Un'accumulatore di oggetti.
Andrea certamente non rischia questa patologia compulsiva...
La sua è passione pura al 100% , talvolta per me quasi esagerata, ma "al cuor non si comanda".

Come una macchina organizzativa perfetta, Andrea ha curato nei minimi dettagli la sua prima mostra, ed i risultati da brividi non lasciano alcun dubbio!
Splendida collocazione; quale posto meglio di una chiesa poteva valorizzare questi oggetti a noi "sacri" ?

Qualche consiglio e un paio di brevetti li ho forniti anch'io, ma il merito assoluto va ad Andrea ed alla sua splendida moglie Laura : paziente, tollerante ed un pò complice.

Complimenti anche al Comune di Ivrea che mette a disposizione ambienti così carichi di fascino.

Andrea, tra qualche anno rileggerai i commenti entusiasti di questi due giorni, e capirai che nonostante la fatica ne è valsa la pena.

Quanti anziani avranno riconosciuto con un pò di commozione le macchine da caffè delle loro madri e nonne... 

E quante giovani signorine si saranno chieste "ma chi è questo gran figo? Il figlio del collezionista?".

Bravo.
Bravo!
Bravissimo!!!!
Diffondiamo la cultura del bello, riscopriamo gli antichi valori, il mondo migliora anche così.


domenica 11 luglio 2010

Il Blog si rinnova!

I cambiamenti spaventano.
Ma bisogna andare avanti!
Abbiate un pò di pazienza, nei prossimi giorni le pagine del blog subiranno pesanti modifiche.
Ma la qualità rimarrà sempre la stessa!!!

Caffettiere d'epoca e antiche in vendita!

Qualcuno l'avrà già notato.
Qualcun'altro no.
Da qualche mese sono disponibili alcune macchine per chi volesse iniziare o integrare una collezione.
Potete vederle cliccando qui .

La prima Moka Bialetti


Dopo anni di ricerche, scrutando sempre con il batticuore le ceste piene di moke ammassate...
...finalmente il primo modello della moka Bialetti ha deciso di entrare a far parte della mia collezione.
Ovviamente la mia sola forza di volontà non era sufficiente, quindi ho atteso pazientemente l'arrivo in quel di Gradisca del mio fratello felsineo.
 E unendo le nostre energie "cosmiche"...
Eccola qui!

Si, sembra una moka normale... ma ...

Il manico ha questa splendida conformazione ergonomica.

Il camino "a fungo" ricorda quello di altre macchine simili anni '40.

Il coperchio ha questo bordino .

La scritta incisa Moka Express ha dei caratteri più arrotondati.

Il marchio ABC riporta sotto la scritta A. (Alfonso) Bialetti ,Crusinallo.

Il filtro superiore ha una profonda croce; potrebbe appartenere anche ad un'altra macchina.

L'ultima peculiarità è il tipo di alluminio impiegato: di scarsa qualità, è soggetto ad un'ossidazione esagerata: bastano poche gocce d'acqua all'interno della caldaia ed in pochi giorni la vedrete riempirsi di residui biancastri.


Non la solita Moka.
La prima Moka.


Storie di Omegna: la Bialetti

Voglio segnalare un interessante lavoro prodotto dagli studenti del Liceo Cavalieri: http://www.liceocavalieri.gov.it/didattica/4BC/B...