Dal 9 al 13 novembre il professor Moretto si recò in Francia.
A Cassis.
Buon vino, alte scogliere e tante... caffettiere.
Ben poche notizie ottenei dall'esimio professore, persona estremamente riservata...
Gli chiesi un piccolo resoconto, ma nulla mi arrivò.
Quindi, dovetti andare a leggermi la cronaca locale, il celeberrimo "Bonjour Cassis" per scoprire l'esito della sua mostra.
Migliaia di persone si assieparono all'ingresso della sua esposizione il giorno 9, e molti tornarono nei giorni successivi solamente per disquisire con l'affabile ospite sui sistemi estrattivi e i vari tipi di materiale impiegati.
Il Poliglotta Andrea stupì tutti quando riuscì a raccontare il principio fisico delle vacuum traducendolo in ... aramaico antico!
Anche due splendide studentesse giapponesi furono accontentate...
Il Sindaco di Cassis (Le Maire de Cassis)
in persona cercò di barattare la moka da 50 tazze con le chiavi della città (ma nulla trapelò sull'esito della trattativa).
Il povero Andrea dovette chiamare più volte la guardia medica (Le médecin de garde) per sbalzi di pressione dovuti all'ansia che qualcuno toccasse le sue macchine da caffè (percolateurs).
La bella dottoressa (Le bon docteur) della quale cito solo le iniziali, J.B. , dichiarò all'incredulo giornalista locale che per ripristinare i normali valori il sig. Andrea ricorse ad impacchi di caffettiere, passate ripetutamente sulla fronte e sotto le ascelle.
Qui sopra possiamo vedere immortalato il plurimiliardario LeCorbusier mentre si accinge a firmare un assegno in bianco per l'acquisto dell'intera collezione Moretto.
La notizia suscitò un gran scalpore a livello nazionale, specie sulla stampa scandalistica (in special modo "Le Gossìp"), e fu titolata
"Le grand refus",
con riferimento al rifiuto categorico del piemontese.
Quest'ultima parte avrei voluto ometterla, ma per onor di cronaca la riporto ugualmente:
sembra, ma la notizia è ancora da verificare al 100%, che il giorno 12 il Moretto fu arrestato alle ore 23.15 in un vicoletto buio di Cassis per
"atti contrari alla pubblica decenza in quanto sorpreso in atteggiamenti intimi con una caffettiera minorenne, conosciuta nell'ambito locale come "La Mokette".
La sopracitata caffettiera era totalmente priva degli imballi e dell'incarto...
Quale scandalo!!!
Il console di Marsiglia riuscì ad ottenerne il rilascio in tempo per concludere la mostra.
Mi dissocio completamente da tali atteggiamenti ma comprendo che la carne è debole...
Vive la France!!!!!
Al ritorno a casa il bravo Marco gli regalò questa bellissima opera.
Nota dell'autore:
ho ripetutamente sollecitato il caro Andrea per avere due righe sulla mostra e sulla bella esperienza trascorsa, minacciandolo di pubblicare una marea di cazz...ate se non le avessi ricevute...
Andrea certamente non rischia questa patologia compulsiva...
La sua è passione pura al 100% , talvolta per me quasi esagerata, ma "al cuor non si comanda".
Come una macchina organizzativa perfetta, Andrea ha curato nei minimi dettagli la sua prima mostra, ed i risultati da brividi non lasciano alcun dubbio!
Splendida collocazione; quale posto meglio di una chiesa poteva valorizzare questi oggetti a noi "sacri" ?
Qualche consiglio e un paio di brevetti li ho forniti anch'io, ma il merito assoluto va ad Andrea ed alla sua splendida moglie Laura : paziente, tollerante ed un pò complice.
Complimenti anche al Comune di Ivrea che mette a disposizione ambienti così carichi di fascino.
Andrea, tra qualche anno rileggerai i commenti entusiasti di questi due giorni, e capirai che nonostante la fatica ne è valsa la pena.
Quanti anziani avranno riconosciuto con un pò di commozione le macchine da caffè delle loro madri e nonne...
E quante giovani signorine si saranno chieste "ma chi è questo gran figo? Il figlio del collezionista?".
Bravo.
Bravo!
Bravissimo!!!!
Diffondiamo la cultura del bello, riscopriamo gli antichi valori, il mondo migliora anche così.