giovedì 28 gennaio 2010

Chiavi di ricerca (9)

Prendo spunto da un blog che non posso citare, (ma che rimane per me un punto di riferimento) per allietare i miei lettori con le frasi-parole chiave che le persone hanno utilizzato nei vari motori di ricerca per arrivare qui.
Alle migliori domande (o frasi sconfusionate) cercherò di dare le mie migliori (!) risposte.
Tanti mi hanno chiesto cosa fossero queste chiavi: questo è un esempio (cliccate qui sopra)
Il giorno 19 gennaio tutti quelli che sono approdati a questo blog, avevano digitato le parole elencate.


  • D: porno macchine
  • R: Certe macchine possono far affiorare pensieri peccaminosi. 2 Pater Noster ed 1 Ave Maria ...
  • D: macchina caffè espresso gocciola
  • R: se non è la Mokona... devi sostituire una guarnizione.
  • D:la pavoni macinatura del caffè
  • R: molto più sottile del caffè già macinato per macchine espresso.
  • D: perchè la macchinetta del caffè sfiata dalla valvola fortemente
  • R: cambia la valvola.
  • D: come pulire macchinetta caffe di acciaio fatta nera per il fuoco
  • R: carta vetrata all'acqua da 1000 o 1500 , e la passi bagnata sempre nello stesso senso fino a riportarla a specchio.
  • D: squisita caffettiera
  • R: ce l'ho da un paio di giorni. sarà oggetto di un bel test, rimanete collegati.
  • D: mettere il caffe in barattolo e usarlo sulla caffettiera
  • R: Fammi capire: seil caffè in polvere lo metti dentro il barattolo, e poi lo appoggi sulla caffettiera, avremo il caffè omeopatico? Mandami un disegno, la comunità scientifica è in fermento all'idea.
  • D: caffe con poca crema con macchina automatica
  • R: Le macchine moderne nascono con l'intento esclusivo di FARE LA CREMA. Ed è un modo per far credere a chi non ha mai avuto la fortuna di bere un vero espresso, che quella broda che stà sorseggiando è buonissimo. Ma è solo fumo negli occhi. Se la tua macchina non fà crema, cambia miscela, pressa un pò la polvere nel filtro ed eventualmente... cambia macchina. Ah, dimenticavo, se usi le cialde la bella crema te la scordi comunque. Mi dicono un gran bene della Mokona.....
  • D: come fregare le macchine da caffè
  • R: Allora: vieni a casa mia, riempi un sacco di juta con tutte le macchine che riesci ad arraffare, e poi puoi iniziare a pregare!
  • D: la mokona nuova non fa il caffe
  • R: E pensa se era vecchia!

domenica 24 gennaio 2010

Stella espresso mod 101 E (2)


Ed eccoci alla seconda parte riguardante la 101E.
Il 10 ottobre 1953 venne rilasciato il brevetto austriaco 176318 al signor Desider Josef Stern di Vienna.
La parte soggetta a tale brevetto era la valvola a 4 vie che permetteva di direzionare il flusso dell'acqua rispettivamente ad un filtro alla volta (fig. 3 e 5), oppure ad entrambi (fig. 4), oppure verso la valvola di sfiato (8) (fig. 6).
Probabilmente in origine, come da disegno, la macchina era stata concepita per un uso su fornello, ma per praticità venne modificata la base ed inserita una resistenza elettrica.

Negli ultimi anni stiamo (purtroppo) assistendo ad una corsa all'accaparramento di tutte le Atomic disponibili sul mercato.
Da oggetti pratici, queste macchine si sono trasformate via via in fulgidi esempi di design postmoderno, fino a divenire prede ambitissime tra i collezionisti australiani.
Le Stella Wien sono un'evoluzione ancor più spinta e di nicchia, poche ricercatissime macchine in circolazione, forse perchè tuttora usate nei tranquilli paesini d'oltralpe.

La spia luminosa (funzionante) potrà far sorridere per le dimensioni spropositate, ma in realtà è quanto di meglio potesse fornire il mercato negli anni '50.
Privo di logica estetica, ma funzionale, è la presa elettrica frontale.

Sul lato superiore dei cappelli, in puro stile Atomic, troviamo le indicazioni del modello, della potenza assorbita, della tensione e del n° di serie progressivo.

Sul disco sovrastante la maniglia sono indicate in lingua tedesca le operazioni eseguibili dalla valvola.
Da dietro possiamo ammirare ancor di più la muscolatura dorsale veramente massiccia.
Il lavoro più complicato, direi quasi estenuante, è stato quello di liberare dal calcare gli orifizi di collegamento tra il livello visivo e la caldaia.
Le viti di bloccaggio del cappello erano cementate al corpo sottostante, quindi tutte le operazioni le ho dovute eseguire attraverso il foro di alloggiamento del tappo di caricamento acqua.
In un diametro di circa 2 cm ho dovuto inserire una lampada flessibile ed una fresa manuale a forma di "L" autocostruita, e grattare pochi millesimi di millimetro alla volta.
Al terzo giorno la diga è finalmente crollata...

Potrà anche non piacere alla maggior parte di voi.
Io la adoro, la venero,
segretamente apro l'armadio dove la custodisco al riparo dagli sguardi di chi non può capire,
e... mi commuovo.

Ringrazio la mia amica Stella di Vienna (si chiama proprio così!) per le informazioni sul brevetto.
E devo assolutamente ringraziare Francesco, per l'aiuto, la gentilezza e la disponibiltà prestatemi per riuscire ad acquistare con rapidità, coordinamento e decisione degne di una SWAT
questo mio sogno, che finalmente è diventato realtà.

sabato 23 gennaio 2010

La filiera del caffè espresso

Ahhhh.....quasi quasi mi bevo un buon caffè!
Anzi no, ho voglia di un vero espresso.

Già, berlo, è diventato talmente una routine giornaliera che pochi si chiedono come nasca un buon caffè espresso.
Da dove proviene, chi lo lavora, chi lo trasporta, chi lo controlla, come viene "abbrustolito", in che modo và macinato, e come deve essere servito?
All'interno di una piccola tazzina in realtà troviamo un microcosmo, composto da migliaia di persone, passaggi obbligati, molteplici lavorazioni e tanta, infinita passione (non vale per tutti i produttori purtroppo!).

Il libro che qui vi presento è l'essenza, il frutto di una vita dedicata a questo magico mondo da parte dei fratelli Bazzara, famosissimi torrefatori di Trieste.

Come evidenziato nella foto qui sopra il libro comprende i seguenti capitoli:
  • la pianta del caffè
  • i segreti della raccolta e della lavorazione dei frutti
  • il lungo viaggio del caffè verde
  • le caratteristiche dei chicchi
  • la torrefazione
  • la metamorfosi del chicco del caffè
  • la tecnologia italiana dell'espresso
  • le regole d'oro per una tazza perfetta
Aprite le porte della conoscenza!
Questo è IL LIBRO per chi volesse scoprire i segreti di codesto affascinante universo.

Compratelo, leggetelo, assorbite con pazienza ogni sua più piccola informazione, diventate consapevoli di ciò che giornalmente vi delizia il palato e credetemi, l'espresso che berrete in seguito non sarà più lo stesso.
Sarà ovviamente... migliore.


Chi vorrà ordinarlo potrà contattare la signora Amila al seguente indirizzo:
sales@planetcoffee.it


sabato 16 gennaio 2010

Caffè e poesia

Dalla "Bibbia" del caffè, un rarissimo libro del 1922 del sig. Ukers,
riporto alcuni aforismi di inizio secolo, per la gioia di chi ama... :


La Tazza delle Feste
Succo divino
Nettare divino
La bevanda per Uomini
Liquore amorevole
Moka deliziosa
La bevanda magica
Questo ricco cordiale
Il suo flusso divino
La bevanda di famiglia
La bevanda della festa
Il caffè è il nostro oro
Nettare di tutti gli uomini
Il caffè d'oro
Questo dolce nettare
Celeste ambrosia
La bevanda amichevole
La bevanda allegra
La bevanda essenziale
L'estratto dolce
L'estratto divino
Il liquore grato
La bevanda universale
La bevanda americana
La bevanda ambrata
La bevanda conviviale
L'emozione universale
Re di tutti i profumi
Il calice della felicità
Ambrosia degli Dei
La bevanda intellettuale
L'estrazione aromatica
La bevanda salutare
Il buon drink con i colleghi
La bevanda della democrazia
La bevanda sempre più gloriosa
La bevanda di sobrietà
Una necessità psicologica
La bevanda del combattente
Il simbolo dell' ospitalità
Questo raro cordiale arabo
Ispiratore di letterati
La bevanda rivoluzionaria
La bevanda degli intellettuali
Un ristoratore per lo spirito frizzante
Il suo colore è il sigillo della sua purezza
La bevanda sobria e sana
Più bella di un migliaio di baci
Un vino al quale nessun dolore può resistere
Il simbolo della fratellanza umana
Al tempo stesso un piacere e una medicina
La bevanda degli amici di Dio
Il fuoco che consuma i nostri dolori
Gentile panacea dei problemi interni
L'autocrate del tavolo della colazione
La bevanda dei figli di Dio
Re della colazione all'americana
Si placa piano, di sobrietà opaco
Il calice da applausi che che non inebria
Il Caffè rende il politico saggio
Il suo profumo è il più piacevole in tutta la natura
La bevanda sovrana del piacere e della salute
L' indispensabile bevanda delle nazioni forti
Il flusso in cui lavare via le nostre pene
Il profumo incantevole che uno zefiro ci ha portato
Il liquido preferito che riempie tutta la mia anima di gioia
Versiamo sull'altare di amicizia codesta libagione deliziosa
Questa bevanda tonificante che favorisce la cura del cuore triste

lunedì 11 gennaio 2010

Stella espresso mod 101 E (1)

Nel 1948 il sig. Desider Stern iniziò a produrre a Vienna delle macchine da caffè a dir poco ... stravaganti.
Il primissimo modello venne costruito su licenza Robbiati, una Atomic prima serie ma di dimensioni ridotte, diciamo da 1 tazza e 1/2.
Dopo questo modello ne seguirono altri 14 , sviluppati autonomamente, tutti in alluminio e bakelite nera, con un design inconfondibile.
La produzione della Stella Espresso (Stern in tedesco vuol dire stella) terminò nel 1974.
In Austria lo Stern divenne famoso ed in seguito perfino decorato, per la sua attività di.... bibliografo.

Il modello 101E venne prodotto dal 1953 al 1956.
Si trattava in pratica di una doppia Atomic elettrica.
La grande leva centrale rotante serviva a direzionare il flusso dell'acqua al filtro desiderato.

Quando capita l'occasione di acquistare una macchina di questo tipo non bisogna cercare il pelo nell'uovo, ma una volta arrivata a casa mia, imballata con una cura maniacale (perfino il polistirolo era tagliato su misura per creare dei piccoli scomparti) , ho potuto accertare 2 fatti:

  • La macchina era completa di tutti gli accessori, perfino 2 filtri ed 1 manometro di ricambio.
  • Durante la sua travagliata vita era stata sottoposta ad una serie di manutenzioni "distruttive" che mi hanno obbligato in seguito a risolvere un bel pò di problemi in modo creativo.
I bricchi meriterebbero un post a sè.
Notate come il becco rimanga all'interno della verticale della base.
Guardate con attenzione la sinuosità del manico, fissato solamente sulla parte superiore.
Semplicemente meraviglioso.

Qui sotto vediamo la base, con i 3 punti di appoggio canonici per impedire traballii.
Sul lato sinistro ci sono 2 feritoie per la circolazione dell'aria; la macchina infatti era priva di termostato e di pressostato. Il fatto che mi sia arrivata con la resistenza funzionante, ed anche vista la pochissima usura di parti quali le alette di bloccaggio dei portafiltri mi fanno credere che sia stata usata veramente pochissimo.

Le guarnizioni originali, in gomma rossa (siliconica?) si sono letteralmente sciolte alla prima accensione, quindi le ho dovute rimpiazzare con altre autocostruite con un foglio di gomma industriale sagomato con la sega a tazza e poi portate a misura con pazienza e tanta carta vetrata.

Stesso lavoro per la guarnizione del tappo in bakelite; fustelle e martello.

A seguire si possono vedere 3 parti problematiche:

  1. Il manometro, in origine starato di 1,5 bar aveva l'orifizio d'ingresso completamente otturato dal calcare. Parecchi lavaggi con il Viakal hanno rimosso il calcare, mentre per ritarare il manometro è bastato disassemblare il coperchio e riposizionare l'ago.
  2. Il dado di bloccaggio della leva era stato sottoposto a svariati smontaggi e rimontaggi, sicuramente con attrezzi inappropriati. Questo nel tentativo di arrestare un leggero trafilamento di acqua verso l'esterno. In questo caso è stato semplice trovare una soluzione: ho inserito in battuta un o-ring sottile ed ho dato due giri di nastro al teflon sulla filettatura del dado.
  3. La valvola "misteriosa" di sicurezza era stata anch'essa smontata con un cacciavite più sottile del previsto, ed aveva ammaccato l'intaglio. Con un martelletto da orologiaio ho ribattuto le ammaccature e poi ho rifinito il tutto con una lima ad ago piatta. All'interno c'era una sede, una molla ed un pallino di ferro a mò di otturatore, molto simile al sistema adottato sulla valvola di sicurezza della Pavoni... ma... nessun sfiato verso l'esterno. Spero che il mio amico Jack dall'Australia potrà illuminarmi su questo (abbiamo la stessa macchina).
Il piattino reggitazza si appoggiava ad un pentolino e serviva a raccogliere le gocce senza macchiare la macchina o la cucina.
Nella foto lo si vede girato sottosopra per evidenziare i difetti di fusione dei fori.
Scabroso ed imperfetto, in realtà sull'altro lato era lucidato a specchio.
Pragmatismo teutonico!
(segue)

La Cupola Alessi (di Aldo Rossi)

Dal Sito della Alessi:

Aldo Rossi

Milanese (1931-1997), è considerato da molti il più grande architetto italiano della seconda metà del ventesimo secolo. Ha iniziato la sua storia di architetto lavorando con Gardella e Zanuso. Drammaturgo dell'astrazione, della riduzione e della brevitas, con il suo linguaggio rigoroso di forme primarie, di geometrie e di evocazioni in assenza ha saputo creare alcune delle opere di architettura e di design più intensamente poetiche della sua epoca.


Attendere
Non farsi prendere dall'ansia dell'incauto acquisto
Valutare lucidamente il prezzo
Non avere rimorsi

Queste sono le regole che cerco di applicare quando trovo una macchina che non possiedo.
E di macchine ne ho veramente viste a migliaia in questi anni.
Tra queste c'era la Cupola, una vera icona tra le caffettiere.
Non mi è mai piaciuta a tal punto da spendere più del prezzo che reputavo "giusto".
E l'attesa è stata premiata.

"Ma è un'oggetto di design!"
"Ma è della Alessi!"
"Ma è la Cupola di Aldo Rossi!"

Queste le frasi che mi sono sentito ripetere come un mantra da tutti i venditori in questi anni.
E la mia risposta è stata sempre la stessa:
"Si, ma è una caffettiera, è di alluminio, e non ha 50 anni!"
Alla fine ho trovato chi la pensava come me.


La Samma Milano

Il mercatino paesano di novembre mi ha regalato la solita botta di .... fortuna.
Ospite graditissimo dell'occasione, il mio amico collezionista G.G., che ha potuto assaporare l'atmosfera austro-ungarica che tuttora aleggia su queste decentrate contee.
E quando l'ho visto scattare verso questo strano e buffo bollitore, come un bracco che punta alla preda inerme, mi sono chiesto il perchè.
Sollevato il coperchio ho avuto un mancamento: aveva trovato una rarissima Samma, difficile da riconoscere anche per via del pomello mancante, sostituito con un supporto per cavi elettrici anni '30 in ceramica bianca .

La macchina potrebbe collocarsi alla fine degli anni '40, e presenta la peculiarità delle due coste a camino fuoriuscenti dal mantello, riprese da qualche anno dalla G.A.T. (ma con un solo camino).

Il misterioso simbolo inciso sul reggimanico mi toglie il sonno la notte, e non ho ancora capito cosa significhi (Paoloooo... un aiutinoooo???)

Ricostruire la guarnizione mi ha impegnato più della lucidatura finale ma il tocco di classe è stato il pomellino sberciato in bakelite recuperato da un sezionatore elettrico a lame veramente antico che tenevo nascosto in cantina.
Il filtro è delizioso, con la disposizione dei fori formante un fiorellino simile ad altri filtri francesi di fine '800.

Ma se l'ha trovata G.G. , come mai ce l'ho io?
Scambio di cortesie tra gentiluomini, collezionisti illuminati che antepongono l'amicizia al mero possesso di un oggetto.
Le caffettiere vanno e vengono, ciclicamente ritornano, e la gioia di "scoprirle" è l'essenza dell'onesto collezionista.
Ma l'amicizia e la magia di condividere questa passione me la riservo per pochi selezionatissimi eletti.

sabato 9 gennaio 2010

il caffè di scorzetta

Talvolta capita di acquistare un caffè pessimo.
Pochi anni fa, durante gli anni d'oro del consumismo, la scelta conseguente sarebbe stata ovvia: via nel cestino dei rifiuti e di corsa ad acquistare un nuovo pacco di un'altra marca.

Ma oggi...
Vanno recuperate dai nostri anziani tutti i trucchi e le malizie del periodo pre e post-bellico, quando non si poteva andare troppo per il sottile.

Un sistema che ho utilizzato qualche volta è stato quello consigliatomi dal mio amico Massimo, da lui appreso in Calabria una quindicina di anni fa: il famosissimo caffè di scorzetta.
Innanzi tutto il caffè va estratto normalmente, meglio con una moka da sei.
Nel frattempo si sbuccia un limone non trattato, molto sottile, evitando la parte bianca (amarissima); volendo si può grattuggiare o fare dei fili di buccia con l'apposito attrezzino.
Si prende un tegame e di mette a bollire il caffè appena ottenuto assieme alla scorzetta e 2 - 3 cucchiaini colmi di zucchero per ogni tazza.
A questo punto si usa il metodo alla turca: il caffè bollendo dovrà risalire verso il bordo del pentolino per ben tre volte: per arrestarne il flusso basterà toglierlo dal fuoco per poi riposizionarlo.
Attendete qualche minuto prima di versare, e... slurp!
Anche il caffè peggiore diventa delizioso.
Provate, e commentate!


giovedì 7 gennaio 2010

Sostituire la guarnizione di una caffettiera: il piccolo tutorial

Monitorando le chiavi di ricerca ho notato 2 cose:
  1. tante persone non sono in grado di sostituire una guarnizione (mica siamo tutti esperti manutentori...)
  2. tante persone, anzi tantissime, vorrebbero sostituire la guarnizione della Mokona Bialetti; il motivo non lo capisco visto che la mia Elektra spara da 4 a 6 caffè giornalieri da più di tre anni, e non l'ho mai sostituita. Possibile che si sia risparmiato anche sulla GOMMA durante la progettazione di quella incredibile macchina ??
Cambiare una guarnizione è molto semplice quando la macchina non è rimasta ferma per tanti anni: si fa leva con un coltellino (attenzione!) , la si toglie tutta intera, e si rimette la guarnizione nuova.
Poi vanno fatti un paio di caffè a vuoto, prima solo con acqua e poi con il caffè, per dare modo alla gomma di modellarsi e fare una buona tenuta.

L'amico Darril mi ha chiesto ieri lumi sulla sostituzione per una Ballarini, e viste le condizioni "granitiche" della mia guarnizione, ho colto la palla al balzo.
In questo caso specifico la gomma era saldamente incollata all'alluminio, quindi ho dovuto rimuovere con cautela un pezzetto alla volta.
Coltello o cacciavite piano sono i fedeli compagni sui quali poter fare affidamento...

Al termine dell 'arduo cimento, eseguito in un paio di minuti, ho inserito una chicca: una simpatica guarnizione in silicone, difficile da trovare, e leggermente più costosa.
Ma la tenuta al primo caffè è stata eccellente.

Lo sentite il profumo?
E' quello della cucina di nostra madre, 30 anni fa...


22 Luglio 1876, Giovanni Toselli

ATTESTAT0 di privativa industriale (22 luglio 1876 - Vol. 17, N. 315), per anni sei, a da tare dal 30 settembre 1876, rilasciato al s...