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Stella espresso mod 101 E (2)


Ed eccoci alla seconda parte riguardante la 101E.
Il 10 ottobre 1953 venne rilasciato il brevetto austriaco 176318 al signor Desider Josef Stern di Vienna.
La parte soggetta a tale brevetto era la valvola a 4 vie che permetteva di direzionare il flusso dell'acqua rispettivamente ad un filtro alla volta (fig. 3 e 5), oppure ad entrambi (fig. 4), oppure verso la valvola di sfiato (8) (fig. 6).
Probabilmente in origine, come da disegno, la macchina era stata concepita per un uso su fornello, ma per praticità venne modificata la base ed inserita una resistenza elettrica.

Negli ultimi anni stiamo (purtroppo) assistendo ad una corsa all'accaparramento di tutte le Atomic disponibili sul mercato.
Da oggetti pratici, queste macchine si sono trasformate via via in fulgidi esempi di design postmoderno, fino a divenire prede ambitissime tra i collezionisti australiani.
Le Stella Wien sono un'evoluzione ancor più spinta e di nicchia, poche ricercatissime macchine in circolazione, forse perchè tuttora usate nei tranquilli paesini d'oltralpe.

La spia luminosa (funzionante) potrà far sorridere per le dimensioni spropositate, ma in realtà è quanto di meglio potesse fornire il mercato negli anni '50.
Privo di logica estetica, ma funzionale, è la presa elettrica frontale.

Sul lato superiore dei cappelli, in puro stile Atomic, troviamo le indicazioni del modello, della potenza assorbita, della tensione e del n° di serie progressivo.

Sul disco sovrastante la maniglia sono indicate in lingua tedesca le operazioni eseguibili dalla valvola.
Da dietro possiamo ammirare ancor di più la muscolatura dorsale veramente massiccia.
Il lavoro più complicato, direi quasi estenuante, è stato quello di liberare dal calcare gli orifizi di collegamento tra il livello visivo e la caldaia.
Le viti di bloccaggio del cappello erano cementate al corpo sottostante, quindi tutte le operazioni le ho dovute eseguire attraverso il foro di alloggiamento del tappo di caricamento acqua.
In un diametro di circa 2 cm ho dovuto inserire una lampada flessibile ed una fresa manuale a forma di "L" autocostruita, e grattare pochi millesimi di millimetro alla volta.
Al terzo giorno la diga è finalmente crollata...

Potrà anche non piacere alla maggior parte di voi.
Io la adoro, la venero,
segretamente apro l'armadio dove la custodisco al riparo dagli sguardi di chi non può capire,
e... mi commuovo.

Ringrazio la mia amica Stella di Vienna (si chiama proprio così!) per le informazioni sul brevetto.
E devo assolutamente ringraziare Francesco, per l'aiuto, la gentilezza e la disponibiltà prestatemi per riuscire ad acquistare con rapidità, coordinamento e decisione degne di una SWAT
questo mio sogno, che finalmente è diventato realtà.

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