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Visualizzazione dei post da Aprile, 2009

Faemina Baby, storia di un piccolo restauro (2)

Nel novembre del 1957 il Sig. Pietro Papetti presentò per conto delle Officine Faema domanda di brevetto europeo.
Il brevetto francese n° 1186666 A47J oltre a ben rappresentare il principio di funzionamento della macchina, ci fa scoprire la sua simpatica denominazione: "Macchina per la preparazione della crema-caffè ad uso domestico" .

Nel disegno si possono notare le impugnature sferiche, a conferma che tali erano nei primi modelli. Successivamente, pur mantenendo la verniciatura martellata verde, vennero adottate le impugnature a oliva, sempre in bakelite; il portafiltro venne alleggerito ricavando 2 ampie finestre sul corpo; sotto la base vennero sistemati 4 gommini antiscivolo.
(foto gentilmente fornita dalla rete).


Il restauro non poteva dirsi completo se non dopo aver ripristinato la funzionalità della guarnizione al 100%.
Il primo tentativo, il più logico, fu quello di scrivere alla Faema, chiedendo la disponibilità del ricambio.
Dopo qualche giorno fui chiamato e mi venne …

Faemina Baby, storia di un piccolo restauro (1)

In ogni collezione di macchine da caffè non dovrebbe mai mancare la qui
presente Baby Faemina.
Ed infatti dopo anni di ricerche ho coronato il mio sogno :
ad un prezzo più che onesto, sono riuscito ad aggiudicarmi sul noto sito d'aste on-line il primissimo modello con stampigliato sulla base il n°progressivo 798.
Grande successo hanno i modelli più recenti,sicuramente più accattivanti esteticamente, ma privi di quella poesia costruttiva, anche ingenua e "casareccia", di una prima serie.

Il primo passo è stato quello di rimuovere il perno di fissaggio delle due leve al corpo in lega, verniciato con Hammerite verde martellata... proprio come i vecchi torni o le vecchie frese industriali.
Il pistone sembrava quello di una moto...

Le palline in bakelite tendevano a ruotare, quindi ho ricoperto i filetti con del nastro in teflon.
E' stato sufficiente un giro di nastro per fissarle perfettamente
Il materiale delle leve e la finitura superficiale mi ha sorpreso molto:
una lama ripieg…

RO-RE (Paradiso) pronta al decollo...

Recarmi al mercatino delle pulci odierno è stata una vera sfaticata.
Ma ne è valsa la pena.
Su tavolo di uno dei miei "pusher" preferiti, sonnecchiava codesta meraviglia, assemblata in modo ignobile tale da renderla irriconoscibile.
Ma invece la conoscevo bene, la briccona.
Vista ed ammirata in via Conti, a Trieste, nella vetrina impolverata di un tecnico riparatore di macchine da bar, nella versione svizzera Paradiso - Zappia di Lugano, visibile qui in un simpatico blog..


Forme inusuali e ben distinte dalle altre marche la rendono unica, oggetto di culto tra gli appassionati di design della "space age".
Difatti la somiglianza con una navicella spaziale potrebbe far pensare di avere di fronte un prodotto di tecnologia aliena.
Chissà chi copiò chi: gli italiani o gli svizzeri ?


Ottime cromature e spettacolari accoppiamenti le faranno meritare un posto d'onore nella mia collezione.
E forse uno di questi giorni la metterò alla prova...

La Lupa Express

L’anno scorso mi ero già occupato della sorella maggiore in questo post.E ieri, dalla provincia di Siena, mi è arrivata questa simpatica versione ridotta.

L’esterno presentava di primo acchito due evidenti deformazioni sul coperchio; inoltre la decalcomania era staccata in più punti e c’erano dei graffi più o meno evidenti su tutto il corpo.

Non appena aperta però… nuova intonsa! Nessuna traccia di calcare, filtro perfetto,
e guarnizione (ovviamente) secca e crepata. Dopo 1 ora di pulitura gentile, ecco il risultato: riportata a nuovo con lucidatura a specchio.

Chissà da dove proviene in origine. Non sono riuscito a scoprirlo nemmeno negli anfratti della rete.Certo è che la Lupa appartiene alla simbologia romano-fascista; non credo che nell’immediato dopoguerra qualcuno potesse mantenere un simile marchio.

Landers, Frary & Clark mod. Universal 404

GeorgeLanders a sedici anni arrivò a New Britain, Connecticut nel 1829 in cerca di un posto di lavoro. Lo trovò presso una piccola fonderia. Dopo la morte del titolare, fondò la LandersSmith & ManufacturingCompany nel 1853. Nel 1862 acquisì la società di Frary, Clark & Company, Meriden Connecticut, .
Uno degli innumerevoli oggetti posti in vendita fu la macchina de caffè "Universal" (prodotto per la prima volta nel 1905), che offrì un nuovo metodo di estrazione del caffè , senza l’utilizzo di acqua bollente, con conseguente miglioramento del sapore. Charles F. Smith, andato a lavorare per Landers nel 1882, divenne nel 1900 presidente della società. Fino alla sua morte nel 1938, Smith fu l’artefice dell’enorme crescita della società.
È interessante il fatto che nei primi anni ‘20 la Landers aveva raggiunto la maggior parte delle case americane con molteplici apparecchi, anche elettrici. Nel 1923 aveva ottenuto i $ 10,5 milioni di fatturato ed impiegava più di tremil…