mercoledì 29 aprile 2009

Faemina Baby, storia di un piccolo restauro (2)

Nel novembre del 1957 il Sig. Pietro Papetti presentò per conto delle Officine Faema domanda di brevetto europeo.
Il brevetto francese n° 1186666 A47J oltre a ben rappresentare il principio di funzionamento della macchina, ci fa scoprire la sua simpatica denominazione: "Macchina per la preparazione della crema-caffè ad uso domestico" .

Nel disegno si possono notare le impugnature sferiche, a conferma che tali erano nei primi modelli. Successivamente, pur mantenendo la verniciatura martellata verde, vennero adottate le impugnature a oliva, sempre in bakelite; il portafiltro venne alleggerito ricavando 2 ampie finestre sul corpo; sotto la base vennero sistemati 4 gommini antiscivolo.
(foto gentilmente fornita dalla rete).


Il restauro non poteva dirsi completo se non dopo aver ripristinato la funzionalità della guarnizione al 100%.
Il primo tentativo, il più logico, fu quello di scrivere alla Faema, chiedendo la disponibilità del ricambio.
Dopo qualche giorno fui chiamato e mi venne dato il numero di una ditta che si occupava della produzione delle macchine casalinghe.
Risultato? Ovvio: migliaia di macchine prodotte, decine in vendita all'asta ogni mese, e nessun ricambio disponibile, neanche a pagarlo oro.

I primi tentativi furono imbarazzanti...
Macinatura del caffè ottimale, compressione del caffè nel filtro adeguata ( circa 10 kg ), pressione sulle leve come da calcoli...
Risultati :
  1. effetto brodaglia con poca pressione sulle leve.
  2. effetto champagne con fuoriuscita dell'acqua dal portafiltro con media (1,5 - 2 Kg) pressione sulle leve.
Rripetutamente cercai di adattare degli anelli o-ring al lato superiore della guarnizione, ma la tenuta sulle pareti del filtro non era mai sufficiente.
Così con pazienza "olimpica" riuscii a togliere la guarnizione dalla sua sede per cercare un ricambio in qualche negozio di pompe idrauliche.


Ma poi, 2 giorni fa, ho visto un video che mi ha illuminato la "strada delle semplici soluzioni".
E devo ringraziare un vero e proprio "guru" americano di questo.

Un elastico in gomma di 3 cm di diametro e 2 pezzi di nastro adesivo opportunamente ripiegati hanno riportato in vita un importante pezzo di storia italiana, di design, di ingegno e di quel pizzico di follia che permette, a chi osa, di vincere le grandi sfide.
Non ho documentato fotograficamente la modifica, anche per non togliere all'amico americano la gioia di vendere le sue guarnizioni create in esclusiva.

4 commenti:

  1. mmm...però non hai scritto come è venuto il caffè..

    RispondiElimina
  2. Hai ragione, e non l'ho fatto perchè non era un granchè.
    peccato, l'idea era buona, magari troverò una guarnizione migliore e riuscirò a fare la vera crema-caffè idrocompressa.

    RispondiElimina
  3. io posseggo una 4a serie. l'abbiamo usata in casa mia fin da quando ero bambino, e ti assicurao che quando si trova il giusto rapporto tra la quantità di caffe e dell'acqua (che dipende dal tipo di caffe, e ti ci vuole un bel po', ma ero diventato bravissimo) viene un caffè meraviglioso! meglio di quello del bar xchè un pelo più lungo! Ora, mi si è vulcanizzata la guarnizione e vorrei tanto recuperarla! Dove cercheresti?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Khaldizhel, non la troverai, a meno che tu non conosca un vecchio rivenditore... prova un O-ring o se conosci un tornitore te la ricavi dalla gomma piena

      Elimina

Simpatica intervista alternativa

 Buona lettura! 😁 https://mag.sensaterra.com/it/2021/01/14/il-collezionismo-piu-di-700-caffettiere-antiche/