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Faemina Baby, storia di un piccolo restauro (2)

Nel novembre del 1957 il Sig. Pietro Papetti presentò per conto delle Officine Faema domanda di brevetto europeo.
Il brevetto francese n° 1186666 A47J oltre a ben rappresentare il principio di funzionamento della macchina, ci fa scoprire la sua simpatica denominazione: "Macchina per la preparazione della crema-caffè ad uso domestico" .

Nel disegno si possono notare le impugnature sferiche, a conferma che tali erano nei primi modelli. Successivamente, pur mantenendo la verniciatura martellata verde, vennero adottate le impugnature a oliva, sempre in bakelite; il portafiltro venne alleggerito ricavando 2 ampie finestre sul corpo; sotto la base vennero sistemati 4 gommini antiscivolo.
(foto gentilmente fornita dalla rete).


Il restauro non poteva dirsi completo se non dopo aver ripristinato la funzionalità della guarnizione al 100%.
Il primo tentativo, il più logico, fu quello di scrivere alla Faema, chiedendo la disponibilità del ricambio.
Dopo qualche giorno fui chiamato e mi venne dato il numero di una ditta che si occupava della produzione delle macchine casalinghe.
Risultato? Ovvio: migliaia di macchine prodotte, decine in vendita all'asta ogni mese, e nessun ricambio disponibile, neanche a pagarlo oro.

I primi tentativi furono imbarazzanti...
Macinatura del caffè ottimale, compressione del caffè nel filtro adeguata ( circa 10 kg ), pressione sulle leve come da calcoli...
Risultati :
  1. effetto brodaglia con poca pressione sulle leve.
  2. effetto champagne con fuoriuscita dell'acqua dal portafiltro con media (1,5 - 2 Kg) pressione sulle leve.
Rripetutamente cercai di adattare degli anelli o-ring al lato superiore della guarnizione, ma la tenuta sulle pareti del filtro non era mai sufficiente.
Così con pazienza "olimpica" riuscii a togliere la guarnizione dalla sua sede per cercare un ricambio in qualche negozio di pompe idrauliche.


Ma poi, 2 giorni fa, ho visto un video che mi ha illuminato la "strada delle semplici soluzioni".
E devo ringraziare un vero e proprio "guru" americano di questo.

Un elastico in gomma di 3 cm di diametro e 2 pezzi di nastro adesivo opportunamente ripiegati hanno riportato in vita un importante pezzo di storia italiana, di design, di ingegno e di quel pizzico di follia che permette, a chi osa, di vincere le grandi sfide.
Non ho documentato fotograficamente la modifica, anche per non togliere all'amico americano la gioia di vendere le sue guarnizioni create in esclusiva.

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