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Errata corrige.

Il 10 dicembre 2017 uscì su "la nuova Ferrara" un interessante articolo sulle caffettiere. Purtroppo ho rilevato svariate inesattezze.


 Non è così, nel 1909 Manlio Marzetti brevettò e produsse una serie di macchine elettriche a Milano. (fonte: https://cafeoblog.wordpress.com/tag/manlio-marzetti/ )  Non ci sono tracce di caffettiere prodotte in acciaio inox fino agli anni '50Le Stella da viaggio furono prodotte esclusivamente in ottone cromatoIl museo Bramah si trova a Londra (https://en.wikipedia.org/wiki/Bramah_Tea_and_Coffee_Museum e purtoppo è chiuso da anni)Una copia dell'uovo russo di trova nel 90% delle collezioni. E' un oggetto estremamente comune.
La marca esatta di questa caffettiera era "Paluxette"L'inventore si chiamava Hugo PatznerIl brevetto è del 1952 ( https://worldwide.espacenet.com/publicationDetails/originalDocument?CC=FR&NR=1077236A&KC=A&FT=D&ND=3&date=19541105&DB=EPODOC&locale=en_EP# ) (vedi la descrizione…
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Anonima con stile.

Oggi pubblico il testo di un amico (che mi riguarda):
Ricevo una telefonata di un caro amico: “E' uscita una macchina elettrica che sembra una Giussani ma è un po' diversa. Vai a vedere”.
 Mi precipito come ogni incallito collezionista fa, abbandonando in tronco ogni incombenza lavorativa e non del momento.  Ma, accidenti!, la curiosità non viene subito soddisfatta, se non dopo le dritte del compagno di avventure.  E appare finalmente lei, folgorandomi. La guardo e riguardo con piacere.
E ripenso alle parole di Kant: “Solo ed esclusivamente il compiacimento del gusto per il bello, è un compiacimento disinteressato e libero, perché non c’è alcun interesse, né quello dei sensi, né quello della ragione, che costringa l’approvazione”.
 Sembra una Giussani. Non lo è. Ma rimane comunque un oggetto da sogno, per chi sa sognare.

Le caffettiere fanno male?

La domanda retorica ci sta. Non sto parlando di oggetti. Non sto parlando di salubrità del caffè in genere. Parlo di collezionismo. In questi anni ho avuto modo di conoscere vari collezionisti, dal semplice appassionato, al super esperto, al maniaco compulsivo. Ogni collezionista vive la sua passione in modo assolutamente personale, ma spesso non si ferma un attimo a riflettere sulle proprie "splendide manie". Giudica, invidia e denigra gli altri collezionisti credendo di essere immune da ogni forma di patologia correlata. Invito chi ha un minimo di umiltà a leggere i seguenti articoli per riflettere sulla propria condizione: accorgersi di un proprio problema è già un passo enorme nella soluzione dello stesso.
"È la teoria psicoanalitica a spiegarlo: raccogliere oggetti, come fanno ben sette milioni di italiani, è un’espressione della fase anale, chiamata in causa quando si parla di controllo e di conservazione, perché nel bambino coincide con la prima esperienza di dominio d…

De Belloy : storia di un falso storico.

Tempo fa ebbi l'onore di partecipare ad una conferenza sul caffè.
In quell'occasione ascoltai da uno dei "guru" italiani la storia dei metodi di preparazione del caffè riassunta in breve.
Ottima esposizione, chiarezza e tanta cultura sull'argomento.
Ma una delle frasi in particolare mi fece sobbalzare sulla sedia:

"la prima caffettiera a percolazione inventata dall'arcivescovo De Belloy nei primi anni dell'800".

Ma come? 
Di nuovo con questo falso storico?
Eppure le informazioni sono già circolate da anni.
Già si sapeva... o no?

L'errore è quello di "fidarsi dei libri più o meno recenti" senza verificare con oculatezza le fonti, spesso incrociando le informazioni. Anni fa non ne avevo la più pallida idea ma due persone sono state per me di esempio e sprone a migliorare costantemente: 
Mik (http://www.giordanorobbiati.com/) e 
Pootoogoo (https://cafeoblog.wordpress.com/)
Da dove deriva l'errore?
Chi fu per primo ad attribuire ad un simpa…