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giovedì 28 gennaio 2010

Chiavi di ricerca (9)

Prendo spunto da un blog che non posso citare, (ma che rimane per me un punto di riferimento) per allietare i miei lettori con le frasi-parole chiave che le persone hanno utilizzato nei vari motori di ricerca per arrivare qui.
Alle migliori domande (o frasi sconfusionate) cercherò di dare le mie migliori (!) risposte.
Tanti mi hanno chiesto cosa fossero queste chiavi: questo è un esempio (cliccate qui sopra)
Il giorno 19 gennaio tutti quelli che sono approdati a questo blog, avevano digitato le parole elencate.


  • D: porno macchine
  • R: Certe macchine possono far affiorare pensieri peccaminosi. 2 Pater Noster ed 1 Ave Maria ...
  • D: macchina caffè espresso gocciola
  • R: se non è la Mokona... devi sostituire una guarnizione.
  • D:la pavoni macinatura del caffè
  • R: molto più sottile del caffè già macinato per macchine espresso.
  • D: perchè la macchinetta del caffè sfiata dalla valvola fortemente
  • R: cambia la valvola.
  • D: come pulire macchinetta caffe di acciaio fatta nera per il fuoco
  • R: carta vetrata all'acqua da 1000 o 1500 , e la passi bagnata sempre nello stesso senso fino a riportarla a specchio.
  • D: squisita caffettiera
  • R: ce l'ho da un paio di giorni. sarà oggetto di un bel test, rimanete collegati.
  • D: mettere il caffe in barattolo e usarlo sulla caffettiera
  • R: Fammi capire: seil caffè in polvere lo metti dentro il barattolo, e poi lo appoggi sulla caffettiera, avremo il caffè omeopatico? Mandami un disegno, la comunità scientifica è in fermento all'idea.
  • D: caffe con poca crema con macchina automatica
  • R: Le macchine moderne nascono con l'intento esclusivo di FARE LA CREMA. Ed è un modo per far credere a chi non ha mai avuto la fortuna di bere un vero espresso, che quella broda che stà sorseggiando è buonissimo. Ma è solo fumo negli occhi. Se la tua macchina non fà crema, cambia miscela, pressa un pò la polvere nel filtro ed eventualmente... cambia macchina. Ah, dimenticavo, se usi le cialde la bella crema te la scordi comunque. Mi dicono un gran bene della Mokona.....
  • D: come fregare le macchine da caffè
  • R: Allora: vieni a casa mia, riempi un sacco di juta con tutte le macchine che riesci ad arraffare, e poi puoi iniziare a pregare!
  • D: la mokona nuova non fa il caffe
  • R: E pensa se era vecchia!

domenica 24 gennaio 2010

Stella espresso mod 101 E (2)


Ed eccoci alla seconda parte riguardante la 101E.
Il 10 ottobre 1953 venne rilasciato il brevetto austriaco 176318 al signor Desider Josef Stern di Vienna.
La parte soggetta a tale brevetto era la valvola a 4 vie che permetteva di direzionare il flusso dell'acqua rispettivamente ad un filtro alla volta (fig. 3 e 5), oppure ad entrambi (fig. 4), oppure verso la valvola di sfiato (8) (fig. 6).
Probabilmente in origine, come da disegno, la macchina era stata concepita per un uso su fornello, ma per praticità venne modificata la base ed inserita una resistenza elettrica.

Negli ultimi anni stiamo (purtroppo) assistendo ad una corsa all'accaparramento di tutte le Atomic disponibili sul mercato.
Da oggetti pratici, queste macchine si sono trasformate via via in fulgidi esempi di design postmoderno, fino a divenire prede ambitissime tra i collezionisti australiani.
Le Stella Wien sono un'evoluzione ancor più spinta e di nicchia, poche ricercatissime macchine in circolazione, forse perchè tuttora usate nei tranquilli paesini d'oltralpe.

La spia luminosa (funzionante) potrà far sorridere per le dimensioni spropositate, ma in realtà è quanto di meglio potesse fornire il mercato negli anni '50.
Privo di logica estetica, ma funzionale, è la presa elettrica frontale.

Sul lato superiore dei cappelli, in puro stile Atomic, troviamo le indicazioni del modello, della potenza assorbita, della tensione e del n° di serie progressivo.

Sul disco sovrastante la maniglia sono indicate in lingua tedesca le operazioni eseguibili dalla valvola.
Da dietro possiamo ammirare ancor di più la muscolatura dorsale veramente massiccia.
Il lavoro più complicato, direi quasi estenuante, è stato quello di liberare dal calcare gli orifizi di collegamento tra il livello visivo e la caldaia.
Le viti di bloccaggio del cappello erano cementate al corpo sottostante, quindi tutte le operazioni le ho dovute eseguire attraverso il foro di alloggiamento del tappo di caricamento acqua.
In un diametro di circa 2 cm ho dovuto inserire una lampada flessibile ed una fresa manuale a forma di "L" autocostruita, e grattare pochi millesimi di millimetro alla volta.
Al terzo giorno la diga è finalmente crollata...

Potrà anche non piacere alla maggior parte di voi.
Io la adoro, la venero,
segretamente apro l'armadio dove la custodisco al riparo dagli sguardi di chi non può capire,
e... mi commuovo.

Ringrazio la mia amica Stella di Vienna (si chiama proprio così!) per le informazioni sul brevetto.
E devo assolutamente ringraziare Francesco, per l'aiuto, la gentilezza e la disponibiltà prestatemi per riuscire ad acquistare con rapidità, coordinamento e decisione degne di una SWAT
questo mio sogno, che finalmente è diventato realtà.

sabato 23 gennaio 2010

La filiera del caffè espresso

Ahhhh.....quasi quasi mi bevo un buon caffè!
Anzi no, ho voglia di un vero espresso.

Già, berlo, è diventato talmente una routine giornaliera che pochi si chiedono come nasca un buon caffè espresso.
Da dove proviene, chi lo lavora, chi lo trasporta, chi lo controlla, come viene "abbrustolito", in che modo và macinato, e come deve essere servito?
All'interno di una piccola tazzina in realtà troviamo un microcosmo, composto da migliaia di persone, passaggi obbligati, molteplici lavorazioni e tanta, infinita passione (non vale per tutti i produttori purtroppo!).

Il libro che qui vi presento è l'essenza, il frutto di una vita dedicata a questo magico mondo da parte dei fratelli Bazzara, famosissimi torrefatori di Trieste.

Come evidenziato nella foto qui sopra il libro comprende i seguenti capitoli:
  • la pianta del caffè
  • i segreti della raccolta e della lavorazione dei frutti
  • il lungo viaggio del caffè verde
  • le caratteristiche dei chicchi
  • la torrefazione
  • la metamorfosi del chicco del caffè
  • la tecnologia italiana dell'espresso
  • le regole d'oro per una tazza perfetta
Aprite le porte della conoscenza!
Questo è IL LIBRO per chi volesse scoprire i segreti di codesto affascinante universo.

Compratelo, leggetelo, assorbite con pazienza ogni sua più piccola informazione, diventate consapevoli di ciò che giornalmente vi delizia il palato e credetemi, l'espresso che berrete in seguito non sarà più lo stesso.
Sarà ovviamente... migliore.


Chi vorrà ordinarlo potrà contattare la signora Amila al seguente indirizzo:
sales@planetcoffee.it


sabato 16 gennaio 2010

Caffè e poesia

Dalla "Bibbia" del caffè, un rarissimo libro del 1922 del sig. Ukers,
riporto alcuni aforismi di inizio secolo, per la gioia di chi ama... :


La Tazza delle Feste
Succo divino
Nettare divino
La bevanda per Uomini
Liquore amorevole
Moka deliziosa
La bevanda magica
Questo ricco cordiale
Il suo flusso divino
La bevanda di famiglia
La bevanda della festa
Il caffè è il nostro oro
Nettare di tutti gli uomini
Il caffè d'oro
Questo dolce nettare
Celeste ambrosia
La bevanda amichevole
La bevanda allegra
La bevanda essenziale
L'estratto dolce
L'estratto divino
Il liquore grato
La bevanda universale
La bevanda americana
La bevanda ambrata
La bevanda conviviale
L'emozione universale
Re di tutti i profumi
Il calice della felicità
Ambrosia degli Dei
La bevanda intellettuale
L'estrazione aromatica
La bevanda salutare
Il buon drink con i colleghi
La bevanda della democrazia
La bevanda sempre più gloriosa
La bevanda di sobrietà
Una necessità psicologica
La bevanda del combattente
Il simbolo dell' ospitalità
Questo raro cordiale arabo
Ispiratore di letterati
La bevanda rivoluzionaria
La bevanda degli intellettuali
Un ristoratore per lo spirito frizzante
Il suo colore è il sigillo della sua purezza
La bevanda sobria e sana
Più bella di un migliaio di baci
Un vino al quale nessun dolore può resistere
Il simbolo della fratellanza umana
Al tempo stesso un piacere e una medicina
La bevanda degli amici di Dio
Il fuoco che consuma i nostri dolori
Gentile panacea dei problemi interni
L'autocrate del tavolo della colazione
La bevanda dei figli di Dio
Re della colazione all'americana
Si placa piano, di sobrietà opaco
Il calice da applausi che che non inebria
Il Caffè rende il politico saggio
Il suo profumo è il più piacevole in tutta la natura
La bevanda sovrana del piacere e della salute
L' indispensabile bevanda delle nazioni forti
Il flusso in cui lavare via le nostre pene
Il profumo incantevole che uno zefiro ci ha portato
Il liquido preferito che riempie tutta la mia anima di gioia
Versiamo sull'altare di amicizia codesta libagione deliziosa
Questa bevanda tonificante che favorisce la cura del cuore triste

lunedì 11 gennaio 2010

Stella espresso mod 101 E (1)

Nel 1948 il sig. Desider Stern iniziò a produrre a Vienna delle macchine da caffè a dir poco ... stravaganti.
Il primissimo modello venne costruito su licenza Robbiati, una Atomic prima serie ma di dimensioni ridotte, diciamo da 1 tazza e 1/2.
Dopo questo modello ne seguirono altri 14 , sviluppati autonomamente, tutti in alluminio e bakelite nera, con un design inconfondibile.
La produzione della Stella Espresso (Stern in tedesco vuol dire stella) terminò nel 1974.
In Austria lo Stern divenne famoso ed in seguito perfino decorato, per la sua attività di.... bibliografo.

Il modello 101E venne prodotto dal 1953 al 1956.
Si trattava in pratica di una doppia Atomic elettrica.
La grande leva centrale rotante serviva a direzionare il flusso dell'acqua al filtro desiderato.

Quando capita l'occasione di acquistare una macchina di questo tipo non bisogna cercare il pelo nell'uovo, ma una volta arrivata a casa mia, imballata con una cura maniacale (perfino il polistirolo era tagliato su misura per creare dei piccoli scomparti) , ho potuto accertare 2 fatti:
  • La macchina era completa di tutti gli accessori, perfino 2 filtri ed 1 manometro di ricambio.
  • Durante la sua travagliata vita era stata sottoposta ad una serie di manutenzioni "distruttive" che mi hanno obbligato in seguito a risolvere un bel pò di problemi in modo creativo.
I bricchi meriterebbero un post a sè.
Notate come il becco rimanga all'interno della verticale della base.
Guardate con attenzione la sinuosità del manico, fissato solamente sulla parte superiore.
Semplicemente meraviglioso.

Qui sotto vediamo la base, con i 3 punti di appoggio canonici per impedire traballii.
Sul lato sinistro ci sono 2 feritoie per la circolazione dell'aria; la macchina infatti era priva di termostato e di pressostato. Il fatto che mi sia arrivata con la resistenza funzionante, ed anche vista la pochissima usura di parti quali le alette di bloccaggio dei portafiltri mi fanno credere che sia stata usata veramente pochissimo.

Le guarnizioni originali, in gomma rossa (siliconica?) si sono letteralmente sciolte alla prima accensione, quindi le ho dovute rimpiazzare con altre autocostruite con un foglio di gomma industriale sagomato con la sega a tazza e poi portate a misura con pazienza e tanta carta vetrata.

Stesso lavoro per la guarnizione del tappo in bakelite; fustelle e martello.

A seguire si possono vedere 3 parti problematiche:
  1. Il manometro, in origine starato di 1,5 bar aveva l'orifizio d'ingresso completamente otturato dal calcare. Parecchi lavaggi con il Viakal hanno rimosso il calcare, mentre per ritarare il manometro è bastato disassemblare il coperchio e riposizionare l'ago.
  2. Il dado di bloccaggio della leva era stato sottoposto a svariati smontaggi e rimontaggi, sicuramente con attrezzi inappropriati. Questo nel tentativo di arrestare un leggero trafilamento di acqua verso l'esterno. In questo caso è stato semplice trovare una soluzione: ho inserito in battuta un o-ring sottile ed ho dato due giri di nastro al teflon sulla filettatura del dado.
  3. La valvola "misteriosa" di sicurezza era stata anch'essa smontata con un cacciavite più sottile del previsto, ed aveva ammaccato l'intaglio. Con un martelletto da orologiaio ho ribattuto le ammaccature e poi ho rifinito il tutto con una lima ad ago piatta. All'interno c'era una sede, una molla ed un pallino di ferro a mò di otturatore, molto simile al sistema adottato sulla valvola di sicurezza della Pavoni... ma... nessun sfiato verso l'esterno. Spero che il mio amico Jack dall'Australia potrà illuminarmi su questo (abbiamo la stessa macchina).
Il piattino reggitazza si appoggiava ad un pentolino e serviva a raccogliere le gocce senza macchiare la macchina o la cucina.
Nella foto lo si vede girato sottosopra per evidenziare i difetti di fusione dei fori.
Scabroso ed imperfetto, in realtà sull'altro lato era lucidato a specchio.
Pragmatismo teutonico!
(segue)

La Cupola Alessi (di Aldo Rossi)

Dal Sito della Alessi:

Aldo Rossi

Milanese (1931-1997), è considerato da molti il più grande architetto italiano della seconda metà del ventesimo secolo. Ha iniziato la sua storia di architetto lavorando con Gardella e Zanuso. Drammaturgo dell'astrazione, della riduzione e della brevitas, con il suo linguaggio rigoroso di forme primarie, di geometrie e di evocazioni in assenza ha saputo creare alcune delle opere di architettura e di design più intensamente poetiche della sua epoca.


Attendere
Non farsi prendere dall'ansia dell'incauto acquisto
Valutare lucidamente il prezzo
Non avere rimorsi

Queste sono le regole che cerco di applicare quando trovo una macchina che non possiedo.
E di macchine ne ho veramente viste a migliaia in questi anni.
Tra queste c'era la Cupola, una vera icona tra le caffettiere.
Non mi è mai piaciuta a tal punto da spendere più del prezzo che reputavo "giusto".
E l'attesa è stata premiata.

"Ma è un'oggetto di design!"
"Ma è della Alessi!"
"Ma è la Cupola di Aldo Rossi!"

Queste le frasi che mi sono sentito ripetere come un mantra da tutti i venditori in questi anni.
E la mia risposta è stata sempre la stessa:
"Si, ma è una caffettiera, è di alluminio, e non ha 50 anni!"
Alla fine ho trovato chi la pensava come me.


La Samma Milano

Il mercatino paesano di novembre mi ha regalato la solita botta di .... fortuna.
Ospite graditissimo dell'occasione, il mio amico collezionista G.G., che ha potuto assaporare l'atmosfera austro-ungarica che tuttora aleggia su queste decentrate contee.
E quando l'ho visto scattare verso questo strano e buffo bollitore, come un bracco che punta alla preda inerme, mi sono chiesto il perchè.
Sollevato il coperchio ho avuto un mancamento: aveva trovato una rarissima Samma, difficile da riconoscere anche per via del pomello mancante, sostituito con un supporto per cavi elettrici anni '30 in ceramica bianca .

La macchina potrebbe collocarsi alla fine degli anni '40, e presenta la peculiarità delle due coste a camino fuoriuscenti dal mantello, riprese da qualche anno dalla G.A.T. (ma con un solo camino).

Il misterioso simbolo inciso sul reggimanico mi toglie il sonno la notte, e non ho ancora capito cosa significhi (Paoloooo... un aiutinoooo???)

Ricostruire la guarnizione mi ha impegnato più della lucidatura finale ma il tocco di classe è stato il pomellino sberciato in bakelite recuperato da un sezionatore elettrico a lame veramente antico che tenevo nascosto in cantina.
Il filtro è delizioso, con la disposizione dei fori formante un fiorellino simile ad altri filtri francesi di fine '800.

Ma se l'ha trovata G.G. , come mai ce l'ho io?
Scambio di cortesie tra gentiluomini, collezionisti illuminati che antepongono l'amicizia al mero possesso di un oggetto.
Le caffettiere vanno e vengono, ciclicamente ritornano, e la gioia di "scoprirle" è l'essenza dell'onesto collezionista.
Ma l'amicizia e la magia di condividere questa passione me la riservo per pochi selezionatissimi eletti.

sabato 9 gennaio 2010

il caffè di scorzetta

Talvolta capita di acquistare un caffè pessimo.
Pochi anni fa, durante gli anni d'oro del consumismo, la scelta conseguente sarebbe stata ovvia: via nel cestino dei rifiuti e di corsa ad acquistare un nuovo pacco di un'altra marca.

Ma oggi...
Vanno recuperate dai nostri anziani tutti i trucchi e le malizie del periodo pre e post-bellico, quando non si poteva andare troppo per il sottile.

Un sistema che ho utilizzato qualche volta è stato quello consigliatomi dal mio amico Massimo, da lui appreso in Calabria una quindicina di anni fa: il famosissimo caffè di scorzetta.
Innanzi tutto il caffè va estratto normalmente, meglio con una moka da sei.
Nel frattempo si sbuccia un limone non trattato, molto sottile, evitando la parte bianca (amarissima); volendo si può grattuggiare o fare dei fili di buccia con l'apposito attrezzino.
Si prende un tegame e di mette a bollire il caffè appena ottenuto assieme alla scorzetta e 2 - 3 cucchiaini colmi di zucchero per ogni tazza.
A questo punto si usa il metodo alla turca: il caffè bollendo dovrà risalire verso il bordo del pentolino per ben tre volte: per arrestarne il flusso basterà toglierlo dal fuoco per poi riposizionarlo.
Attendete qualche minuto prima di versare, e... slurp!
Anche il caffè peggiore diventa delizioso.
Provate, e commentate!


giovedì 7 gennaio 2010

Sostituire la guarnizione di una caffettiera: il piccolo tutorial

Monitorando le chiavi di ricerca ho notato 2 cose:
  1. tante persone non sono in grado di sostituire una guarnizione (mica siamo tutti esperti manutentori...)
  2. tante persone, anzi tantissime, vorrebbero sostituire la guarnizione della Mokona Bialetti; il motivo non lo capisco visto che la mia Elektra spara da 4 a 6 caffè giornalieri da più di tre anni, e non l'ho mai sostituita. Possibile che si sia risparmiato anche sulla GOMMA durante la progettazione di quella incredibile macchina ??
Cambiare una guarnizione è molto semplice quando la macchina non è rimasta ferma per tanti anni: si fa leva con un coltellino (attenzione!) , la si toglie tutta intera, e si rimette la guarnizione nuova.
Poi vanno fatti un paio di caffè a vuoto, prima solo con acqua e poi con il caffè, per dare modo alla gomma di modellarsi e fare una buona tenuta.

L'amico Darril mi ha chiesto ieri lumi sulla sostituzione per una Ballarini, e viste le condizioni "granitiche" della mia guarnizione, ho colto la palla al balzo.
In questo caso specifico la gomma era saldamente incollata all'alluminio, quindi ho dovuto rimuovere con cautela un pezzetto alla volta.
Coltello o cacciavite piano sono i fedeli compagni sui quali poter fare affidamento...

Al termine dell 'arduo cimento, eseguito in un paio di minuti, ho inserito una chicca: una simpatica guarnizione in silicone, difficile da trovare, e leggermente più costosa.
Ma la tenuta al primo caffè è stata eccellente.

Lo sentite il profumo?
E' quello della cucina di nostra madre, 30 anni fa...


mercoledì 30 dicembre 2009

Manutenzione periodica dell'Elektra a leva

L'Elektra Microcasa a leva è una macchina formidabile, paragonabile ad un'automobile sportiva.
E come tutte le macchine, ha bisogno di una corretta manutenzione periodica.
Ma, rispetto alla Pavoni per esempio, le operazioni sono estremamente semplici ed alla portata di tutti.
Per cominciare rimuovete le 2 viti in inox che vanno a bloccare il gruppo leva-pistone.

Sfilate il gruppo tirandolo e ruotandolo un pò a destra , un pò a sinistra, fino ad estrarlo del tutto.

Dopo qualche mese di lavoro lo screen interno (o doccetta) si presenta sempre molto sporco.
Ciò è dovuto al flusso contrario che si instaura quando fate un caffè doppio, quindi con doppia pompata sulla leva, oppure se siete avezzi alla tecnica "Fellini" anche con il singolo espresso.

Per la rimozione dello screen vi potete costruire un'attrezzo su misura in legno.
Io uso un semplice mestolo da cucina, premendo delicatamente lungo tutta la circonferenza fino al distacco della guarnizione che normalmente si incolla al corpo.

La Guarnizione va sfilata dallo screen e pulita con un pò di sapone.
Lo screen va lavato con cura, se volete anche in lavastoviglie, ma a mano con una paglietta va bene lo stesso.

Il pistone si pulisce rapidamente con lo scottex ed un pò di sapone.

L'alloggiamento dello screen va pulito con attenzione utilizzando uno spazzolino dedicato ed ancora tanto scottex, spingendolo negli anfratti per rimuovere la parte "grassa" del caffè.

Ed ecco il grasso, indispensabile per ogni possessore dell'Elektra. Non ci sono alternative: o prendete questo, o dovrete sostituire le guarnizioni ogni anno.
Le mie hanno già tre anni..
Ingrassate con cura entrambe le guarnizioni, e l'interno del cilindro.
Posizionate lo screen provvisto di guarnizione nella sua sede e premete con forza verso l'alto.
Inserite il portafiltro ed innestatelo per bloccare saldamente lo screen.

L'ultima parte, con un pò di sadismo non la voglio documentare con foto...
Ma oggi mi sento buono e ve la descrivo comunque:
posizionate il pistone sull'imboccatura ed inseritelo; non entrerà, bloccato dalla guarnizione.
Premete con l'unghia lungo tutta la circonferenza della guarnizione e con calma "zen" fatela entrare nel cilindro.
Ripetete l'operazione per la guarnizione superiore.
Riavvitate le viti ed ingrassate gli snodi e la parte del pistone che fuoriesce premendo la leva verso il basso.

Tempo necessario con un pò di pratica: 5 minuti.

Consiglio di fare comunque un paio di caffè a perdere prima di riutilizzarla.
E... Buon caffè!

martedì 22 dicembre 2009

La Bacchi colpisce ancora!

Un piccolo video, pubblicato anche su youtube, nel quale potete vedere la macchina in azione.
Purtroppo il caffè non era il più adatto e nemmeno la macinatura appropriata, a causa di altri test dei quali tratterò in seguito.
Nonostante ciò , il risultato è stato comunque più che discreto.
In sottofondo si può ascoltare mia figlia in preda ad un attacco di risate inconsulte...
Birbante!


video

mercoledì 16 dicembre 2009

Tanti Auguri e Buone Feste !


Un cordiale saluto a tutti quanti, da me e dall'amico Ugo,
geniale autore dell'albero Atomic.. o.
Con i migliori auguri a tutti i collezionisti che il prossimo anno ci riservi altrettante soddisfazioni e ci premi nelle nostre accanite e minuziose ricerche.
Buon 2010 !!!!

giovedì 10 dicembre 2009

La Bacchi - Tutorial

Continuano a fioccare le richieste di informazioni su questa incredibile macchina, e visto che già parecchi amici l'hanno acquistata, mi trovo moralmente costretto a dare qualche piccolo consiglio personale, a tutti quelli che finora si sono fidati del mio "entusiasmo".
Piccoli consigli, e comunque aperti alle integrazioni "esterne".
  • L'acqua della base è indispensabile. Se non la mettete, la macchina si contorcerà emettendo lamenti aghiaccianti. Va versata fino a dove inizia il tratto verticale. Procuratevi un misurino se siete pigri.
  • Il corpo centrale va alloggiato sulla base tenendolo in questo modo. Non sarà elegante, ma eviterete che vi scivoli di mano con conseguenze nefaste per il portafogli o per un dito del piede.
  • Poi va riempito con cura fino all'orlo .


  • Se non l'avete già fatto, questo è il momento giusto per chiudere la valvola nera.
  • Il cappello con i due tubicini in uscita deve essere ben lavato dopo ogni caffè. Per essere certo che le canalizzazioni non si siano ostruite, soffio dentro entrambi i tubi durante il risciacquo.

  • Il caffè deve essere macinato sul momento per avere i risultati migliori. Riempite tutto il filtro creando una montagnetta, poi livellate senza pressare passando delicatamente il dito indice (con gli altri non si riesce....) ed eliminando l'eccesso.
  • Poi il filtro va posto nel portafiltro, e successivamente si innesta il cappello premendo delicatamente e ruotandolo un paio di volte per uniformare il caffè.

  • Il tutto va serrato fortemente con il manopolone superiore. Senza eccessi però, non serve esagerare.
  • Spesso mi regalo un doppio espresso, quindi utilizzo il buffo ma funzionale tappino, che va rimosso come mostrato qui sotto, spingendolo dal basso e non tirandolo dall'alto.


  • La fiamma deve essere forte, ma non deve debordare dal corpo.
  • La tazzina la appoggio sulla base dopo circa 2 minuti, altresì diventa troppo calda per i miei gusti.

  • Il momento cruciale è quello del temibile "fischiotto": ci sono delle avvisaglie prima, quindi tenetevi pronti.
  • Prima di aprire la valvola abbasso la fiamma del 50%, poi apro la valvola molto delicatamente (attenzione, se il fuoco era troppo forte, la valvola può essere molto calda (la prossima volta lo regolate meglio...)).
  • L'apertura della valvola incide di molto sui tempi di estrazione del caffè, quindi fate molte prove, ma meno l'aprite, più lento sarà il flusso. Da 1/8 a 1/4 di giro può andar bene.
  • Per il doppio espresso 18 - 20 secondi sono perfetti, fate attenzione al flusso, se iniziano ad uscire sbuffi intermittenti siete già nella fase di sovraestrazione.
  • Durante l'erogazione abbasso del tutto la fiamma, per poi spegnerla dopo aver chiuso la valvola.
  • La macchina può essere raffreddata sotto un getto d'acqua (non fatelo troppo spesso...), io di solito sciacquo subito il raccogligocce per evitare di dover pulire in seguito.
  • Dopo aver assaporato il caffè, trascorsi una decina di minuti, apro la valvola, svito il manopolone e lavo il tutto solo con acqua corrente.

  • Il caffè di stamattina era macinato leggermente più grosso del solito, e 100% arabica (quindi non chiedete più crema di così , non si può), ma lo stesso il risultato è stato soddisfacente.
  • E ricordate... la crema è coreografica, la crema è bella, la crema è invitante... ma non è l'unica parte che bevete. Sotto sotto ci deve stare un buon caffè.



martedì 8 dicembre 2009

Chiavi di ricerca (8)

Prendo spunto da un blog che non posso citare, (ma che rimane per me un punto di riferimento) per allietare i miei lettori con le frasi-parole chiave che le persone hanno utilizzato nei vari motori di ricerca per arrivare qui.
Alle migliori domande (o frasi sconfusionate) cercherò di dare le mie migliori (!) risposte.
Tanti mi hanno chiesto cosa fossero queste chiavi: questo è un esempio (cliccate qui sopra)
Il giorno 29 ottobre tutti quelli che sono approdati a questo blog, avevano digitato le parole elencate.


  • D: perchè la mokona non eroga il caffè
  • R: Si è offesa, forse. Oppure hai provato a collegare il cavo nell'apposita presa? Dai, bando agli scherzi... conosci le bianche scogliere di Dover ? La porti con una piccola carriola fino al ciglio e scopri se è in grado di volare oltre che a fare un buonissimo caffè.
  • D: caffettiere ugo
  • R: Il grandissimo Ugo! andate a cercare i suoi nuovi video su youtube!
  • D:macchine da caffe in prova
  • R: Posso testare le vostre macchine, miei cari imprenditori, basta che siano macchine ben costruite e di qualità.
  • D: porno anni 30
  • R: Come le caffettiere, era "ruspante" e senza troppi fronzoli.


mercoledì 2 dicembre 2009

le considerazioni di "Pavonix"

Ricevo e pubblico dal misterioso "Pavonix"... ma chi sarà mai....... un supereroe? un vendicatore? un sognatore, o un vero appassionato? Tutto quanto assieme, credo.
La XXX Gialla... chissà in quanti l'abbiamo sognata...
mi auguro che sia finita in buone mani.




Ho letto le tue considerazioni sull'aumento dell'offerta e dei prezzi schizzati verso l'alto.

In teoria è una contraddizione, se aumenta l'offerta a parità di domanda i prezzi scendono. Quindi è aumentata anche la domanda. ma la domanda per aumentare ha bisogno di qualcosa che la alimenti.
Probabilmente siti come il tuo e il mio invitano all'acquisto da una parte, incitano i venditori ad aumentare i prezzi dall'altra.
Questa cosa un pò mi scoccia, aumentano quelli che scopiazzano pezzi di descrizione, a volte in maniera impropria e senza citare la fonte, e poi sono capaci di fare gli offesi se usi una loro foto sul sito (mi è capitato).
Diciamo che l'impegno nel sistematizzare e condividere le informazioni ha un effetto boomerang. Le persone sono più informate, è più facile risalire a marche e modelli, valutarne le differenze e quinid il valore. Le cose buone diventano difficili da conquistare. Come dici giustamente tu possiamo contare solo sugli errori dei venditori inesperti e dei rari colpi di fortuna o rapidità di azione.

Per questo motivo prima di aprire il mio sito ho aspettato di avere una discreta collezione, per evitare l'effetto "boomerang". Ormai tra le mie macchine sto abbastanza tranquillo e ho un esemplare per ogni versione (a parte la mitica numero 1).

Per le altre macchine a leva sarei quasi tentato di ammazzare la versione in italiano, almeno i venditori ignoranti li taglio fuori.

Ma in realtà c'è poi il rovescio della medaglia, che è stato il vero motivo per cui ho aperto il sito.
Il mio obiettivo è stato da subito combattere l'ignoranza e l'approssimazione dei centri assistenza (riguardo alla pavoni) e su questo sto sulla buona strada.
La stessa cosa un pò ho anche ottenuto verso i venditori. Aumentando le informazioni disponibili diventa più difficile dare delle fregature e più facile dare un valore all'oggetto. E se qualcuno si lascia fregare...vuol dire che se lo merita.

E noi stiamo in mezzo, un pò Jekyll e un pò Hyde.

E siccome Jekyl oggi ha perso una XXX gialla finche Hyde non ne trova una come dice lui, sul suo sito il nome XXX non comparirà!

buona serata!

domenica 29 novembre 2009

La caffettiera del Regio Esercito

Qualche mese fa ho avuto l'onore di "incontrare" un nuovo amico con il quale posso condividere le mie due passioni principali:
  • le caffettiere
  • gli oggetti di uso comune della Grande Guerra


Terminato il conflitto, sulle montagne e nelle zone più impervie e difficili da raggiungere, rimasero ammassati tonnellate di materiali "poveri" e di scarso interesse economico.
Dalle mie parti per oltre 60 anni tutti i bambini vennero mandati a "far ferro" sul Carso,
a raccogliere metalli per rimediare qualche soldino nei centri di raccolta .
In montagna invece la difficoltà fu maggiore, logisticamente parlando, e per questo motivo ancora qualche anno fa si poteva trovare facilmente qualsiasi cosa, bastava poi aver la forza di riportarla a valle.

Negli anni '70 P.G. ebbe la fortuna (sfacciata!) di trovare questo oggetto commovente in un ricovero italiano nei pressi della val Camonica.
Nessun metal detector! trovato a vista, esattamente dove 50 anni prima era stato appoggiato per sgomberare in fretta e furia prima dell'avanzata austriaca del '17.

Quanti caffè avrà fatto!
Quali storie tristi ed orribili potrebbe raccontarci!
Storie di piccoli soldati, di eroi o di martiri votati troppo spesso al massacro ingiustificato.

Mi inchino rispettoso davanti a questo cimelio così carico di storia.

E come disse Alice Shalek (la prima corrispondente di guerra di tutti i tempi) in occasione dell'eroica presa del monte Nero ...

"GIU' IL CAPPELLO DAVANTI AGLI ALPINI !"
.. e davanti alla loro caffettiera...

sabato 28 novembre 2009

Stella Espresso type 402E

Negli anni '50 una fonderia di Vienna produsse a marchio Stella una serie di piccoli capolavori.
Il primo modello
relativamente famoso fu una versione leggermente modificata della Atomic di Robbiati ( la 1° serie a testa piatta), costruita su licenza.
Uno splendido esempio lo possiamo ammirare nel sito di Francesco.


Esistono poi i modelli sviluppati
autonomamente, a mio avviso frutto di esperienze aeronautiche
acquisite prima e durante la 2° guerra mondiale.
Chi avrà potuto ammirare in qualche museo certa componentistica d'epoca in alluminio mi capirà ....al volo.

La Stella espresso typ 402E è un lingottino di Duralluminio probabilmente prodotta tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60.
La sua forma unica ed accattivante, rispecchia appieno la praticità teutonica.
Il manico che si allunga verso l'esterno, per quanto possa sembrare visivamente assurdo, ha una sua logica non appena si svita il manopolone che mantiene chiuso il coperchio.
Il bricco è quello originale d'epoca, come il cavo di alimentazione elettrica.

La parte più impegnativa del restauro è stata la sostituzione delle guarnizioni, purtroppo cristallizzate e di uno spessore quasi doppio rispetto agli standard, e della guarnizione di tenuta posta sotto al manopolone, fatta con un materiale siliconico rosso, che al primo tentativo di erogazione del caffè si è sciolta "come neve al sole".

Un altro piccolo problemino si è presentato sul filtro: era presente solo un piccolo moncone del bordino che avrebbe dovuto appoggiarsi al portafiltro.
L'ho rimosso ed ho applicato del teflon sul mantello esterno per garantire la tenuta.

La zona più interessante che però voglio mantenere nascosta per motivi di "copyright" manutentivi, è sita nel cappello: a differenza di quanto uno potrebbe immaginare, l'acqua risale lungo il tubo filettato nel quale si avvita il manopolone.
All'interno della vite c'è una canalizzazione che sfocia in un foro posto in corrispondenza di una fresatura, la quale va a coincidere con una placchetta di ottone forata che la mette in comunicazione con lo screen posto sopra al filtro.

Lo posso capire, uno la vede e pensa: "carina !" ma dal vivo è tutta un'altra cosa.
E' superba, eccezionale, al tatto quasi "erotica" (ehm, si lascia accarezzare...)

A breve mi arriverà un'altro modello Stella che metterà in subbuglio l'ambiente collezionistico:
non è unica ma molto molto rara.
Curiosi ?

venerdì 27 novembre 2009

Una piccola considerazione.......

In questi ultimi mesi, complice l'aggravarsi della crisi che investe ogni regione ed ogni settore, ho potuto notare un'incremento esponenziale delle macchine da caffè offerte sul noto sito d'aste.

Macchine più o meno antiche, offerte e soprattutto comprate a prezzi via via sempre più alti. Una Faemina a 470 euro, una Gaggia Gilda a 800 oppure a 2.450 euro (!!!) con il compralo subito, una Caravel a 196 euro....

Per non parlare delle caffettiere veramente rare o antiche, tipo la Stella Wien incompleta pagata 194 euro!!!

Un momento... non capisco. Aumenta l'offerta ed aumentano i prezzi ?
Dove stà l'inghippo?
Fortunatamente riesco ancora a trovare qualche macchina offerta nelle categorie sbagliate, perchè sennò dovrei rinunciare e capitolare di fronte a questa folle concorrenza.
Attenti però... non si vive di sole aste, e se un giorno dovrete rivendere le vostre macchine pagate 5 volte il loro valore reale, preparatevi a cocenti delusioni.

mercoledì 4 novembre 2009

La Bacchi ... Nuda !

Ogni singola parte di questa splendida macchina rappresenta un piccolo gioiello.
Scriverò a breve al MoMA di New York per farle riservare un posto che oramai le spetta di diritto, tra le migliori espressioni di arte contemporanea degli ultimi 10 anni.

Qui sopra possiamo ammirare l'ingegnoso sistema di pressatura calibrato (autotampering)
a prova di imbranato.

Qui sotto invece uno dei tanti segreti reconditi... il microscopico forellino di ingresso dell'acqua frena il flusso ma non la pressione e permette al caffè di essere estratto perfettamente.

Il cestello in acciaio inossidabile è forse la parte più anonima, ma riscuote comunque la mia simpatia per le sue dimensioni oversize.

Il pistone è comprimibile anche a mano, ma con tanta fatica.


Ecco le 3 valvole, 2 di sicurezza ed una a fischiotto.
Vi assicuro che non è possibile dimenticarsi la macchina sul fuoco: si innesca un ultrasuono che scatena la gioia ed un'irrefrenabile voglia di danzare nei vicini di casa e tra tutti gli animali presenti nel raggio di qualche centinaio di metri.


Qui si intravede il mollone che serve a riportare il pistone in posizione iniziale, una volta scaricata la pressione.


In questa foto di dettaglio possiamo notare il capezzolo raccogli gocce, elemento indispensabile in quanto pur chiudendo la valvola, il gocciolamento perdura ancora per qualche secondo e quindi una volta tolte le tazzine ci sarebbero schizzi (indesiderati) ovunque.

E qui sopra l'unica nota dolente: la base a contatto con il fuoco si macchia in maniera indelebile, ma è una pecca che accetto di buon grado... visti i risultati.

Il Caffè di Carmagnola

Lo scorso mese un mio simpatico amico piemontese si è offerto (dietro mio suggerimento)
di inviarmi 2 confezioni di caffè per un test casalingo.
Premetto che non posso arrogarmi alcun titolo quale assaggiatore di caffè,
professione ambitissima quanto rara.

Posso paragonarmi piuttosto ad un ubriacone che sorseggia un vino di un'altra regione.
E nelle ultime 2 settimane mi sono veramente ubriacato di caffè.

Per i miei test ho utilizzato principalmente la Pavoni professional in rame ed ottone che attualmente occupa un posto d'onore nella mia cucina.

Ed ovviamente ho usato la Bacchi, e nel post di qualche giorno fa, la foto con 2 cm (!!!) di crema è relativa ad una di queste due miscele.

La miscela denominata "Europeo" è la più classica, con un gusto deciso, con uno spiccato retrogusto di nocciola, molto diverso da quello che normalmente siamo avezzi a bere in Venezia Giulia.
Già... ma perchè diverso?
Questione di abitudine direi: quando uno sorseggia una Coca Cola, si aspetta di percepire il gusto che razionalmente il cervello collega alla famosa bevanda... ma se ci arriva il gusto del chinotto, l'effetto è a dir poco traumatico, per quanto buono possa essere il chinotto.

Ci ho messo parecchi giorni per addestrare i sensi, ma ne è valsa la pena.
Il top l'ho raggiunto con la Bacchi;
cremoso al punto giusto, secondo il mio modestissimo parere raggiunge le condizioni ideali lasciandolo qualche minuto in tazzina prima di degustarlo.

La miscela denominata Europeo "S" invece è stata una piacevolissima sorpresa:
tostatura chiara, quasi svedese, al primo assaggio mi ha sconvolto.
Il retrogusto di liquirizia è talmente spiccato da farlo sembrare aromatizzato artificialmente.
La Pavoni in questo caso è stata la scelta vincente, per un'estrazione più delicata, consona alla particolarità del caffè.
L'ho provato anche con un paio delle mie caffettiere da fiamma, ed il risultato è stato comunque molto piacevole al palato.
Tempo fa, spinto dai commenti entusiasti di Andrea Moretto , avevo voluto provare un famoso
caffè piemontese (bleah!) ma il Caffè Nova, per quanto di nicchia, è veramente tutta un'altra cosa.

Complimenti Alberto, state facendo un buon lavoro!

venerdì 30 ottobre 2009

Chiavi di ricerca (7)

Prendo spunto da un blog che non posso citare, (ma che rimane per me un punto di riferimento) per allietare i miei lettori con le frasi-parole chiave che le persone hanno utilizzato nei vari motori di ricerca per arrivare qui.
Alle migliori domande (o frasi sconfusionate) cercherò di dare le mie migliori (!) risposte.
Tanti mi hanno chiesto cosa fossero queste chiavi: questo è un esempio (cliccate qui sopra)
Il giorno 29 ottobre tutti quelli che sono approdati a questo blog, avevano digitato le parole elencate.


  • D: sostituire guarnizione moka
  • R: Non ci credevo, ma vista l'ennesima richiesta, dovrò fare un tutorial su questa complicata procedura.
  • D: residuo fisso per fare il caffè
  • R: Nell'800 si usava il caffè esausto con un sistema a doppio filtraggio , a valle del caffè "buono" credendo che il gusto migliorasse. Sarebbe da fare un tentativo...
  • D:blog di porno caffe
  • R: eh eh eh ! certi caffè , se fatti VERAMENTE bene.... sono da orgasmo !
  • D: come fare il caffe con la macchina pavoni
  • R: Non ci vuole uno studio approfondito... bisogna ricordarsi di sfiatare la lancia vapore prima di fare il caffè, e mi raccomando... non serve pressare troppo il macinato, 6-7 kg possono bastare.
  • D: migliore macchina caffè leva casa
  • R: Elektra Microcasa a Leva. .... mmm mmmm ! per me n° 1 !! (Egregi signori dell'Elektra , dovreste madarmi qualche gadget per tutta la pubblicità che vi faccio aggratis)

sabato 24 ottobre 2009

Presso infusiera Melior smaltata.

Come già ampiamente illustrato in un precedente post di marzo 2009,
il brevetto del 1936 del sig. Bruno Cassol fu il passo successivo della ditta Moneta
per il raggiungimento della perfezione nel metodo della presso infusione.
Settantatre lunghi anni sono passati da quel 1° settembre, eppure nessuna sostanziale miglioria è stata apportata a questo progetto .
Consiglio ai più curiosi di cercare uno di questi "attrezzi" in un qualsiasi negozio specializzato , e di verificare e toccare con mano la zona filtro.
Così era, così è e così sarà.
Chissà se Bruno lo avesse mai sperato...

Qui sopra possiamo ammirare un brevetto del 1894, giusto per chiarire che l'800 gettò veramente tutte le basi per gli sviluppi futuri delle macchine da caffè.

La qui presente Melior rientra tra i colpacci di settembre,
nuova, perfetta , piccolina, ma piena di personalità!

"ciao Lucio, te ga macchinette de caffè ?" - "oggi no"
"bon dei, te ciogo questa... cossa la costa? " la costa troppo per ti, lassa star..."
"troppo quanto?" " damme due euro per el caffè e viva l'A. e pò bon..."

Questo è l'esempio di quanto effettivamente successo tra me ed il venditore, in dialetto triestino.
Talune terminologie non sono traducibili se non con un ampissima spiegazione, quindi le lascio così come sono, anche per la gioia dei cugini friulani che da sempre si deliziano nel sentirci parlare.
Qui sotto un video esemplificante dei cordiali rapporti che ci legano...

video


Il filtro disassemblato mostra tutta la sua semplicità .

Per concludere credo di poter collocare temporalmente la macchina attorno agli anni '50, salvo ovviamente smentite o rettifiche , sempre molto ben gradite.


venerdì 23 ottobre 2009

10.000 contatti !!!


Ebbene si.
10.000 è una bella cifra per un piccolo blog.
Ringrazio tutti i lettori occasionali, e saluto tutti i nuovi amici
che nell'ultimo anno ho avuto la fortuna di conoscere.

mercoledì 21 ottobre 2009

Faema Baby: le istruzioni per l'uso


Complimenti a Francesco per aver salvato dall'oblio queste 2 significative paginette.
Per chi si volesse cimentare nell'uso di questo simpatico oggetto, senza il ricorso alla forza motrice.... la signora qui sopra propone un gesto inequivocabile: "ma va là!!" .

lunedì 19 ottobre 2009

Capri Express

Uno dei più simpatici acquisti "veneti" di settembre è stata questa caffettiera, veramente "alternativa".

La particolarità maggiore e più tecnicamente interessante è la conformazione del filtro, molto largo e di altezza ridotta.
Questo riduce il tempo di passaggio dell'acqua attraverso il caffè macinato, e di fatto viene evitato il "lavaggio" finale.

L'ho pagata più del dovuto, ma dopo una leggera pulizia ed un paio di caffè a perdere, la "caprese" ha sfornato un caffè superbo, ripagandosi da sola.

Da dove nasce l'idea di un progetto di questo tipo?

Credo di non sbagliarmi nel ritenere che la fonte di ispirazione fu... una scatola di pelati!

giovedì 15 ottobre 2009

La Bacchi espresso : pre - test


I test sulla macchina procedono a rilento a causa dell'influenza suina che mi ha costretto a letto per svariati giorni.
Sono eccitato per i risultati strabilianti che sto ottenendo, e per questo motivo vorrei fare una presentazione degna.
Ma dovrò tenere a freno il mio entusiasmo: già un mio post su un
forum
americano
non ha destato un grande interesse.
E di questo me ne rammarico.

Le foto parlano da sole, ma attenzione: questi sono i miei risultati personali, frutto di anni di esperienza con altre macchine.
Il neofita che vorrà farsi tentare sappia che non ha di fronte un sistema a capsule o cialde automatico: qui l'uomo è parte integrante del processo.
E come per una macchina da corsa, per farla andare al massimo ci vogliono molte pazienti prove...
ma quando inizia ad andare forte... non ce n'è per nessuno!


lunedì 12 ottobre 2009

Bocca Gebrüder Bing Nürnberg Bavaria (parte 2)

Avere tra le mani un piccolo pezzo di storia non si può descrivere se non agli amici collezionisti.
E questa macchina di emozioni ne regala parecchie.

Ma che design! Ma che pragmatismo teutonico!


La Bing fu una importantissima società tedesca che a cavallo tra l’800 ed il ‘900 si sviluppò enormemente, diversificando la produzione, (principalmente però giocattoli di latta) acquisendo svariate piccole società. Prima del crollo economico nel 1924 (che favorì più avanti l’ascesa di Adolf Hitler) impiegava la bellezza di 16.000 dipendenti.

La Bocca (Bing’s Original Conoisseurs Coffee Apparatus) non nasconde l’epoca alla quale appartiene, ciò che veramente stupisce è l’incredibile ed assoluta qualità dei materiali.

La base è stilisticamente di un periodo post bellico, ben diversa da quella riprodotta nelle istruzioni, ed anche visibile sul Bramah (per i curiosi..), databile secondo me attorno al 1910.
La qui presente potrebbe essere collocata tra il 1919 ed il 1924.

Il manico a boomerang, unico esempio in un periodo nel quale tutti copiavano tutto, mi fà ritenere che forse non ne vennero prodotte molte.
Il pomolino in legno, elegante modo per sollevare la pattella senza incorrere in spiacevoli scottature, è un’eredità del secolo precedente, utilizzato nelle prime fontane a vapore.


Ed ecco il filtro, talmente perfetto da poter ingannare anche un’esperto.
Nello stesso periodo in Italia venivano prodotti dei filtri che sarebbe imbarazzante accostare a questo fulgido esempio di quanto più avanti era l’industria tedesca rispetto a noi.
15 anni dopo, se ne sarebbe accorto tutto il mondo...

La bellezza, qui, si sposa con la genialità, ed anche in questo caso non mi risulta che esistano dei cloni di questo particolarissimo sistema filtrante: il tubo di sinistra portava l’acqua al piattino superiore, fuoriuscendo da 4 fori posti all’estremità del tratto orizzontale; il tubo di destra era cieco ma anch’esso provvisto di fori sul tratto verticale, ma interno al filtro.
In questo modo la percolazione a ricircolo avveniva sia dall’alto che dal fianco, in un cesto che richiama terribilmente quello di una lavatrice , in inox (ma in realtà è ottone cromato).


In queste foto possiamo ammirare... la perfezione.

Chissà se il caffè ottenuto era buono.
A questa domanda non potrò dare risposta se non trovandone un’altra, usata .
Questa è, e dovrà rimanere nuova.


La basilica di S.Bocca chiude degnamente questo post e mi fa istintivamente alzare gli occhi al cielo, per ringraziare il fato che ci ha voluto unire per sempre.

sabato 10 ottobre 2009

Bocca Gebrüder Bing Nürnberg Bavaria (parte 1)

Mai fidarsi delle presentazioni dei venditori di ebay.. infatti io non mi sono fidato, ma gli altri compratori si, e si sono lasciati scappare questa meravigliosa macchina che piuttosto che a casa mia si sarebbe meritata un posto in un museo.

This unique item was manufactured, we believe, in the early 1950's.
sbagliato! stante il marchio, la macchina è stata prodotta non oltre il 1924.

The engineering suggests German manufacture.
bravo! forse perchè c'era scritto Bavaria sulle istruzioni ?

It has a bone handle and a stainless steel inner perculator.
grazie! questo ha dato il colpo di grazia alle offerte. l'acciaio inox è una conquista relativamente recente, ed il manico è in legno dipinto

It comes complete with its original instructions and is in an unused condition.
questa è la parte migliore.. per me! infatti la macchina è nuova, in mint condition, con le istruzioni allegate .

Un ringraziamento speciale a Francesco per l'opera di intelligence ed intermediazione svolta in mia vece durante le mie vacanze estive.
Un super ringraziamento alla signora Ursula, che mi ha fornito preziose ed interessanti notizie sul produttore, alle quali non sarei mai riuscito a risalire.

Piccolo tutorial su come ricostruire un manico di bakelite

Poco tempo fa, un'amico mi chiama e mi chiede se può prendermi una caffettiera molto bella ma purtroppo priva di una parte del manico, bruciato o rotto.
Prendila, che problema c'è?

La bakelite è una resina fenolica molto in voga nei primi anni del '900 per le sue ottime proprietà di isolante termico, di resistenza agli agenti chimici e per le caratteristiche di isolante elettrico.
Stampabile anche in forme complesse, ha però un tallone d'Achille: è terribilmente fragile.
Quanti di noi hanno in casa splendide padelle o tegami in acciaio inox, eterni quindi, con i manici mancanti o sberciati... di bakelite.

I negozi di bricolage in questo caso ci possono aiutare con un prodotto nato per tutt'altri scopi (orecchini, pupazzetti..).
Il Cernit è una pasta modellabile termoindurente, ottima quindi per ricostruire piccoli pezzi mancanti.

All'inizio è molto rigida e va portata lentamente in temperatura massaggiandola e comprimendola fino ad ottenere la plasticità desiderata.
Poi con infinita pazienza modellata ed aggiunta un per volta sempre evitando che si raffreddi troppo.

Aiutandosi con degli oggetti piani o curvi (nel mio caso un coltello ed un mestolo di legno ) la pasta compattata il più possibile per evitare fessurazioni in fase di cottura.


Ed eccoci quindi pronti alla cottura: 20 minuti in forno ventilato a 100° C , seguito da un lento raffreddamento di circa 2 ore, ed il manico è quasi pronto.

L'ultima fase, la lucidatura, non l'ho documentata perchè eseguita in un momento di raptus creativo (ebbene si, ho un oscuro passato di artista maledetto!) .
Posso solo accennare al fatto che ho usato carta vetrata, paglietta di acciaio, olio d'oliva e di gomito.

Il risultato è soddisfacente, si poteva far di meglio, ma poi chi ci crede che l'ho ricostruito?
A breve seguirà un post dedicato a questa splendida signora anziana.

Ringrazio pubblicamente Giorgio per questa fantastica caffettiera, e per avermi sfidato a rimetterla a posto.... Hai visto che roba?
E ci ho anche fatto il caffè !

venerdì 9 ottobre 2009

La Columbia

Fulgido esempio della produzione anni '50, la Columbia è tuttora uno dei rari esempi di accoppiamento rovesciato.

Caratteristici sono gli svasi simili ad una gonna a plissè, che probabilmente nell'intendimento dei produttori avrebbe dovuto attrarre istintivamente la casalinga media all'acquisto.

Ed ecco svelato qui sotto il misterioso accoppiamento: la filettatura maschio è sulla parte superiore e la guarnizione era ospitata in quella inferiore.

Tale configurazione necessitava quindi di uno screen mobile, mantenuto poi solidale al filtro dai 3 perni visibili nel corpo superiore.

Tra qualche settimana vedrò di testarla, anche se la sostituzione della guarnizione presenterà grosse difficoltà per adattarne una consona.
Nel frattempo farà bella mostra di sè accanto alle sue nuove amiche.