martedì 5 febbraio 2019

Dubbi amletici riguardo la caffettiera Bialetti



Partiamo da qualche domanda:
quale fu l'innovazione della "macchinetta" creata da Alfonso Bialetti?
Quale fu l'invenzione stessa?
Cosa apportò di diverso da ciò che già esisteva?

Il nome?
-Assolutamente no. Fino al 1946 la caffettiera non risulta avesse un nome specifico se non "la macchinetta" (fonte: Tina Bialetti).
-Anche il nome "Moka" era di fatto sinonimo di caffè da oltre 300 anni (fonte: Wikipedia)
-Express deriva ovviamente da "espresso", termine con il quale si indicava il caffè prodotto grazie alla pressione del vapore dall'inizio del '900 nei bar di tutta Italia (fonte Wikipedia)

Il sistema di estrazione?
-Assolutamente no. Parker aveva di fatto inventato lo stesso procedimento nel 1833 - 1834
(fonte: Arcana of Science and Art 1837)

Vorrei far notare che la "storia" dell'ispirazione avuta da Alfonso Bialetti durante l'osservazione della Lessiveuse non ha alcun senso logico:
tecnicamente la nonna delle odierne lavatrici non funzionava tramite la spinta del vapore
(fonte: Wikipedia)
In realtà avrebbe dovuto ricreare un percolatore osservandola.. (fonte Wikipedia)

Inoltre dai primi anni del '900 furono prodotte centinaia di modelli diversi di caffettiere ad uso domestico che utilizzavano la pressione prodotta dal vapore per estrarre il caffè.

Consiglio la visione di questo blog per farsene un idea.


La forma? 
Si. Effettivamente la forma sfaccettata fu totalmente idea di Alfonso Bialetti.
Svitare una caldaia con superficie liscia era certamente più difficile.


Il tipo di fabbricazione?
Si, la fusione in conchiglia fu la sua più grande innovazione, adatta alla produzione di massa.


L'accoppiamento a vite tra caldaia e bricco superiore?
Ad oggi non ho alcuna prova che sia stata un'idea originale, esistono molte caffettiere in alluminio stampato, presumibilmente anni '30, che adottano tale soluzione. 

Qui sotto comunque possiamo ammirare (e adorare) la "macchinetta" di Alfonso Bialetti.


Le informazioni su questo oggetto sono incredibilmente vaghe.
Per esempio sappiamo che non fu realizzato un brevetto in quanto troppo oneroso. (fonte: Tina Bialetti)
Non esiste alcuna prova che attesti la sua "data di nascita": dappertutto è indicato il 1933, ma ne siamo davvero sicuri?
Non esiste alcuna foto di questa macchina tra il 1933 e il 1945, o almeno non è stata pubblicata in internet.
L'unico riferimento alla ALFONSO BIALETTI & C. - FONDERIA IN CONCHIGLIA Società per Azioni Sede in Omegna-Crusinallo l'ho trovato in una gazzetta ufficiale del 1938 (link)

Soprattutto su una pagina di Wikipedia troviamo una bugia colossale: 

Il 1933 fu l'anno dell'invenzione di un apparecchio che rivoluzionò totalmente il metodo della preparazione del caffè, che soppiantò le tradizionali napoletane: la moka[3]. Progettata dallo stesso Alfonso[4], la sua produzione venne avviata in quello stesso anno, e fino al dopoguerra rimase a carattere artigianale con 70.000 pezzi l'anno[2]

70.000 pezzi all'anno...
Immaginiamo di escludere gli anni dal 1943 al 1945 per evidenti motivi di occupazione territoriale ad opera delle truppe tedesche, fanno un totale di 700.000 pezzi.
Dove sono finiti?
Dove?
 Ne sono sopravissute 4 o 5 per quanto si sappia.

Tutti i collezionisti lo sanno: i modelli rari sono quelli prodotti in piccolissima serie.
Non è statisticamente possibile che di 700.000 pezzi se ne siano salvati 5.


1 commento:

  1. sono felice di informarti che i pezzi salvati sono saliti a 6 !
    Giulia

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Simpatica intervista alternativa

 Buona lettura! 😁 https://mag.sensaterra.com/it/2021/01/14/il-collezionismo-piu-di-700-caffettiere-antiche/