lunedì 13 maggio 2019

La "macchinetta" Bialetti


Condivido qualche foto che sono riuscito a rubare da un collega collezionista che (purtroppo) non vuole alcuna pubblicità.
Peccato, perchè la sua collezione è davvero meritevole.
Questa macchinetta Bialetti è stata trovata anni fa in Australia(!!) e successivamente è stata restaurata completamente. 
Così come la vedete doveva apparire negli anni '30.

Consiglio la visione con un bel sottofondo musicale scelto per l'occasione:



















domenica 5 maggio 2019

Alessi Moka - il test


Alessi Moka... 
Davvero bella, davvero emozionante.
Tecnicamente è una normalissima moka, ma la base forse nasconde un segreto...


Scopriamo assieme se riesce a preparare un caffè di qualità...




Il diametro della base è quasi identico.
L'altezza è quasi identica.
La filettatura è la stessa.
Filtro, guarnizione e controfiltro sono gli stessi.

Quindi tutto uguale o quasi.
A rigor di logica il caffè dovrebbe venire uguale..



Per questo test ho utilizzato gli stessi parametri per entrambe le moke:
150 cc di acqua
15 grammi di caffè
fiamma al massimo
erogazione completa, senza rimuovere la moka prima del termine
T1 era la sonda posta nel bricco di raccolta
T2 era la sonda posta all'interno del camino

La moka Bialetti aveva la doccia (o controfiltro) standard, identico a quello della Alessi.

Questo è il risultato per la moka Bialetti:

Fase
T1 °C
T2°C
Tempo sec.
Uscita dal camino
63,6
66,6
3:58
Termine estrazione
73,5
96,4
4:34




Questo è il risultato della moka Alessi:

Fase
T1 °C
T2°C
Tempo sec.
Uscita dal camino
56,3
49,3
2:56
Termine estrazione
65,9
83,9
3:27




Sorpresa!
Due caffettiere quasi uguali.. risultati diversi.
Come mai?
La parola magica è "quasi uguali".
Basta davvero poco per migliorare un prodotto:
ovviamente ci vogliono idee nuove, ed investire nella sperimentazione, da sempre cavallo di battaglia della Alessi.


Temperature e tempi si discostano da altri miei test: il motivo è il tipo di caffè impiegato e la macinatura più grossa.
L'importante è vedere la differenza di temperatura a parità di condizioni.

La moka Alessi stravince senza alcun dubbio.
All'assaggio la corretta acidità e la quasi assenza di amaro la fanno avvicinare all'estrazione perfetta.

Continuerò con i miei test con diversi tipi di caffè e con il filtro IMS da competizione.

"ne vedremo delle belle mi sa"

A new moka is born - Alessi colpisce ancora!



Il giorno in cui ho letto di questo nuovo oggetto del desiderio di tutti i fan di casa Alessi mi sono detto: "sarai mia".
E così è stato, comprata al volo a Brunico mentre ero in vacanza.
Mi sembra di aver speso 29 euro per la tre tazze.
Leggermente più cara della Bialetti.

Bella, bellissima.



La forma ci ricorda nella base la primissima moka Bialetti anche se la base risulta più larga.
Questa semplice modifica di design la rende anche un'ottima caffettiera?

Bisognerebbe fare un test!

(segue)

sabato 20 aprile 2019

Anonima? Prototipo? Balzano?



Vista e presa immediatamente.
Un azzardo: il venditore non era riuscito ad aprirla, quindi sarebbe potuta essere davvero un "pezzo di metallo".
Ma mi sono detto: la aprirò io. 
E così è stato.
Questo è il fondo, la parte a contatto con la fonte di calore.
Tutta la caffettiera è stata ricavata dal pieno con il tornio.
Non posso immaginare il costo di produzione di un oggetto simile costruito ora ai giorni nostri.
 Questo è l'altro lato della base. La lucidatura a specchio l'ho terminata oggi.
Una delle tante particolarità di questa caffettiera: un cilindro che funge da pressino (o tamper) per il caffè macinato.
Sul fondo vediamo uno dei due alloggiamenti per le viti di fissaggio al corpo superiore.
Da questo lato si osserva meglio.
Una volta fissato al corpo superiore ci è chiaro lo scopo del foro centrale: ospitare un misterioso camino.
A richiudere il tutto, un filtro, bloccato da un anello elastico.
La parete esterna del bicchiere non tocca la parete interna del corpo superiore.
Un altro oggetto "misterioso" è questo bicchiere, forato in due zone opposte. Da un lato sei fori, dall'altro un foro singolo ma di diametro maggiore.
All'interno del bicchiere notiamo un rivestimento, una sorta di vernice.
Probabilmente la sua funzione era quella di impedire l'accumulo di calcare.
Il bicchiere va inserito all'interno della base.
La sua funzione è quella di abbassare la temperatura di estrazione.
Questo è il filtro vero e proprio, anch'esso ricavato al tornio.
Notate l'altezza del cestello portacaffè e la costa posta a circa metà del mantello.
La parte filtrante è collegata ad una molla e si può comprimere.
Il filtro inserito nella base si appoggia alla guarnizione con la costa.
L'altezza nel complesso è unica nel panorama delle caffettiere "moka".
La parte superiore è dotata di reggitazze e di tre uscite.
Chissà perchè tre?
Il caffè risale dal tubo centrale..
..mentre le due guide contrapposte fungono da bloccaggio del coperchio.
In questa sorta di camera poi il caffè si distribuisce tra le tre uscite.
Al di sotto del dado trova posto una vite ...
...che regola in altezza un tappo in teflon spinto da una molla.
Le due viti regolabili in altezza si innestano nelle giude viste sopra.
Una volta avvitato la parte superiore a quella inferiore la caffettiera è completa.
Pronta all'uso.
Affascinante.
Vista di lato è ancora più bella!
Il manico in legno ben si sposa con la linea futuristica dell'oggetto.
Ma ogni singolo particolare ci racconta di una cura maniacale dei dettagli.
In realtà le tre uscite hanno questa conformazione per puro senso estetico. Non credo ci sia una qualche funzione pratica.

Questa caffettiera mi ha davvero stupito.
E messo in imbarazzo.
Ci ho messo qualche giorno prima di iniziare a comprenderla, anche se tuttora mi rimangono molti dubbi.
Il funzionamento è ad alta pressione, molto simile alla Brikka.
La pressatura del caffè avviene mentre si avvitano i due corpi.
Il bicchiere interno abbassa la temperatura.

Avrebbe avuto le carte in regola per diventare un oggetto di culto?
Forse si, ma sinceramente non ne ho viste altre in giro e potrebbe essere davvero un prototipo.

Ed ha parecchi problemi di funzionamento, sicuramente da affinare.

Il venditore mi ha confessato che la caffettiera arriva dalla fabbrica della Balzano. 
Chissà se è vero?
Chissà qual'è la storia di questo oggetto?
Spero che qualcuno di Verres legga questo post e mi chiami un giorno per raccontarmela.

La Metallurgica Balzano di Verres (Aosta) oggi si presenta così:



Che peccato!!