Passa ai contenuti principali

La Milanese (1)

Studio, tanto tanto studio e memoria fotografica.
Questo è un pò ciò che distingue il collezionista "fortunato" da quello "sfortunato".
Le macchine rare si trovano ancora, basta avere pazienza e lasciarsi guidare dall'istinto.
Non bisogna focalizzarsi su "quel modello"... non lo troverete!


Una delle macchine ai primi posti della mia lista "dei desideri" è da sempre stata la Milanese.
Colpa anche del mio amico G. che la descriveva come una specie di sogno sensuale...
Ed io la cercavo... e non la trovavo.
Se era milanese... l'avrei trovata ai Navigli... non di certo da queste parti!

Eppure... Il fato mi ha portato a visitare a tarda ora un mercatino friulano, pochi giorni fa.
Ed eccola apparire, in lontananza, in mezzo a tante cianfrusaglie di ottone.
Bella, bellissima, eppur così anonima.


Come al solito ho adottato una tecnica di accerchiamento, informandomi quasi distrattamente sul prezzo di oggetti che non mi interessavano. E tra questi uno ha colpito la mia attenzione.

No
Non può essere

Il supporto reggi macchina
e più in là... i contenitori dello zucchero e del caffè!!!


Credo di essere impallidito.
Ho calcolato rapidamente quale sarebbe stato il mio limite massimo di spesa.
Reso edotto sul prezzo, ho pagato senza battere ciglio (la famosa "Pokerface"), ed ho informato (dopo essermi allontanato di parecchi metri) mia moglie di aver pagato una somma pari ad un decimo del mio limite.

Da un catalogo del 1882 (grazie ancora Paola!!!) scopriamo il principio di funzionamento, e se il Professore Mantegazza la raccomandò.. beh! dobbiamo proprio pensare che all'epoca fosse una gran macchina.




Ed ecco a voi la Milano: 130 o forse anche 140 anni portati splendidamente.
La caffettiera era già stata da me lucidata al momento delle foto, per questo si notano piccole differenze di colore.
Vorrei focalizzare la vostra attenzione sulle maledette macchie biancastre da Sidol.
Per cortesia, dopo averlo usato, se proprio dovete usarlo... lavate i pezzi!

I due contenitori sono deliziosamente uniti da due lame, una conformata ad anello per trasportarli con comodità.

La base è dotata di tre linguette incernierate e di un supporto inferiore in legno di noce dipinto di nero.
La conformazione del manico è incredibilmente ergonomica e funzionale.
Stesso dicasi per la macchina qui sotto, con ben impresso il numero delle tazze ottenibili, caratteristica comune alle caffettiere italiane di fine secolo.

La brutta ammaccatura nulla toglie al fascino della meneghina ottonata, e non ne pregiudica il funzionamento.

Prossimamente pubblicherò ulteriori foto e notizie.

Per il momento gioite con me,
oppure invidiatemi pure,
oggi ve lo consento.

Post popolari in questo blog

Caffè: analisi della mancata evoluzione gustativa italiana (1884-1984)

Voglio sollevare un velo.
Voglio raccontare in breve una storia triste, sotto gli occhi di tutti da fin troppi anni.
E lo farò partendo da una domanda:
perché il caffè-filtro è il metodo di preparazione del caffè più usato al mondo?

Facilità d’uso. Costo dei materiali. Resa gustativa in tazza.

Perché il caffè-filtro è il metodo di preparazione del caffè più usato al mondo.. tranne che in Italia?

Partiamo con un po’ di storia…
Nel 1884 Angelo Moriondo (link)
presenta all’esposizione di Torino (link)
la sua invenzione : una grande  macchina da caffè a pressione di vapore capace di produrre centinaia di caffè all’ora.

Già Loysel nel 1861 aveva tentato la strada della produzione di caffè di massa con il suo enorme e certamente meno pratico percolatore idrostatico.

La differenza nella macchina di Moriondo stava tutta nella spinta del vapore in pressione (circa 1,5 bar) che conferiva al caffè un gusto decisamente nuovo: il sapore amaro e bruciato
Era nato il caffè Espresso.
Questa invenzione rivoluzi…

Sostituire la guarnizione di una caffettiera: il piccolo tutorial

Monitorando le chiavi di ricerca ho notato 2 cose:
tante persone non sono in grado di sostituire una guarnizione (mica siamo tutti esperti manutentori...)tante persone, anzi tantissime, vorrebbero sostituire la guarnizione della MokonaBialetti; il motivo non lo capisco visto che la mia Elektra spara da 4 a 6 caffè giornalieri da più di tre anni, e non l'ho mai sostituita. Possibile che si sia risparmiato anche sulla GOMMA durante la progettazione di quella incredibile macchina ??
Cambiare una guarnizione è molto semplice quando la macchina non è rimasta ferma per tanti anni: si fa leva con un coltellino (attenzione!) , la si toglie tutta intera, e si rimette la guarnizione nuova.
Poi vanno fatti un paio di caffè a vuoto, prima solo con acqua e poi con il caffè, per dare modo alla gomma di modellarsi e fare una buona tenuta.

L'amico Darril mi ha chiesto ieri lumi sulla sostituzione per una Ballarini, e viste le condizioni "granitiche" della mia guarnizione, ho colto la pa…

Come pulire e lucidare una caffettiera : il tutorial

Dopo aver ricevuto l'ennesima richiesta di documentare il mio personale metodo di pulizia delle caffettiere, ecco finalmente un piccolo tutorial.

Attrezzature occorrenti:
Ovatta lucidante Duraglit per metalli e per argentoPaglietta in ferro
Carta assorbente tipo ScottexGuanti in gomma (nitrile)Sapone liquido per piattiAlcool denaturatoStracci puliti
Una dose massiccia di pazienzaQualche litro di olio di gomito
La cavia in questo caso era una Stella anni '50 in discrete condizioni.

Il primo passo consiste nel valutare il grado di ossidazione del metallo e la quantità di grasso che normalmente ricopre le macchine tenute su qualche mensola in cucina.
Nel caso ci fosse uno strato di grasso eccessivo, suggerisco di effettuare più passate di carta assorbente ben intrisa di alcool.
Nei casi più disperati si può ricorrere a diluenti nitro o acquaragia.

Una volta sgrassato le parti si può procedere con la prima passata di ovatta.
Per certi tipi di alluminio preferisco l'ovatta specifica per …