Visualizzazione post con etichetta lever espresso maker. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lever espresso maker. Mostra tutti i post

sabato 28 aprile 2012

BiCaf


"Volli, sempre volli, fortissimamente volli."
La celeberrima frase dell'Alfieri ben si sposa con codesta macchina espresso.
La vidi anni fa... e la volli.


Questo tentativo economico per ottenere una crema caffè a casa senza l'ausilio dell'elettricità, fu probabilmente prodotto in pochi esemplari.
Ad oggi, tra le collezioni che conosco, se ne contano... meno di tre e più di una.
Probabilmente la verniciatura originale, suo vero tallone d'achille, la rendeva inguardabile dopo pochi anni, al punto da gettarla via.
Se ne avete una anche voi, sappiate che si può restaurare (senza fretta però).
Con queste esili antenne, ed il design quasi rigoroso, la BiCaf si differenzia nettamente dalla Faema Baby (click sul link) pur copiandone il concetto di funzionamento.
Chiaramente risalta il colore sgargiante: non è originale, ma ho cercato di avvicinarmici il più possibile.
La particolarità di questa macchina consiste anche nella verniciatura delle zone concave.
Ovviamente la verniciatura è stata particolarmente complessa; un lavoro certosino di copertura delle parti lucide con nastro per carrozziere.
Vi confesso un segreto: non sono mai stato capace di verniciare a spray; anche in questo caso la volontà ha prevalso sulle convinzioni personali!
Il pistone è molto simile a quello della Faemina... Probabilmente è lo stesso.
Il marchio ci suggerisce che la macchina doveva essere utilizzata da due gnomi messicani (è uno scherzo..) e ci fa comprendere il significato del nome: Bi - Caf , cioè "doppio caffè".
Qui sotto potete vedere la BiCaf pre restauro.
La sverniciatura è stato un lavoro lento e faticoso.
Stressante.
il Gaviscon lo testimonia...
Lente e pennellino per riempire di vernice le parti scrostate: calma e sangue freddo!
Concludo con un ringraziamento a Maurizio, che per anni l'ha custodita con cura e amore. 
Cosa che farò sicuramente anch'io.


martedì 17 aprile 2012

Diana Espresso Crema Caffè



Nella città di Asti si cela una delle più belle collezioni di macinacaffè e di macchine da caffè in assoluto al mondo.
E tra tante meraviglie...
C'è lei.
Diana.
La dea della caccia.
Una macchina a leve per ottenere un'espresso a basso costo,
ma anche un oggetto di culto per gli appassionati del genere.
Probabilmente databile negli anni '60.
Non appena ne troverò una con scatola e garanzia potrò confermarlo..
Molto leggera, sembra un giocattolo, ma ogni sua parte è semplicemente perfetta.
Sollevando le leve si sollevava un pistone munito di guarnizione in gomma;
l'acqua andava riscaldata a parte e versata sopra il caffè, poi si inseriva il portafiltro ed abbassando le leve si applicava una pressione moltiplicata fino od oltre i fatidici 9 bar.
Mani in alto!
questa è una rapina.
si, mi hai "rubato il cuor!"
il filtro molto capiente si inserisce assialmente, senza rotazioni di sorta.
L'alluminio rimane la mia vera passione.
Notate la croce impressa sul fondo per mantenere distanziato il filtro.
Vi è piaciuta?
a me... tantissimo.
E pure a Paul che nel 1957 le dedicò una canzone ed una strofa in particolare
"Squeeze me baby with-a all your might" 

(ovviamente è una battuta..)

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...