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BiCaf


"Volli, sempre volli, fortissimamente volli."
La celeberrima frase dell'Alfieri ben si sposa con codesta macchina espresso.
La vidi anni fa... e la volli.


Questo tentativo economico per ottenere una crema caffè a casa senza l'ausilio dell'elettricità, fu probabilmente prodotto in pochi esemplari.
Ad oggi, tra le collezioni che conosco, se ne contano... meno di tre e più di una.
Probabilmente la verniciatura originale, suo vero tallone d'achille, la rendeva inguardabile dopo pochi anni, al punto da gettarla via.
Se ne avete una anche voi, sappiate che si può restaurare (senza fretta però).
Con queste esili antenne, ed il design quasi rigoroso, la BiCaf si differenzia nettamente dalla Faema Baby (click sul link) pur copiandone il concetto di funzionamento.
Chiaramente risalta il colore sgargiante: non è originale, ma ho cercato di avvicinarmici il più possibile.
La particolarità di questa macchina consiste anche nella verniciatura delle zone concave.
Ovviamente la verniciatura è stata particolarmente complessa; un lavoro certosino di copertura delle parti lucide con nastro per carrozziere.
Vi confesso un segreto: non sono mai stato capace di verniciare a spray; anche in questo caso la volontà ha prevalso sulle convinzioni personali!
Il pistone è molto simile a quello della Faemina... Probabilmente è lo stesso.
Il marchio ci suggerisce che la macchina doveva essere utilizzata da due gnomi messicani (è uno scherzo..) e ci fa comprendere il significato del nome: Bi - Caf , cioè "doppio caffè".
Qui sotto potete vedere la BiCaf pre restauro.
La sverniciatura è stato un lavoro lento e faticoso.
Stressante.
il Gaviscon lo testimonia...
Lente e pennellino per riempire di vernice le parti scrostate: calma e sangue freddo!
Concludo con un ringraziamento a Maurizio, che per anni l'ha custodita con cura e amore. 
Cosa che farò sicuramente anch'io.


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