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Le semplici regole d'oro per ottenere un buon espresso (2)

Oggi, senza tanti preparativi, ho cercato di dimostrare che oltre alla teoria ci vuole tanta pratica, e perchè no, anche tanta, tanta, tantissima pazienza.
Quindi, avendo voglia di bermi un buon caffè, ho colto l'occasione ed ho documentato le mie performance odierne .

Queste tre foto sono relative ad un caffè effettuato con filtro da 1, lasciandolo volutamente lungo, sfruttando tutta la camera d'acqua disponibile.

Il video, invece , è relativo ad un caffè effettuato con filtro da 2, "ristretto", quindi con una sola compressione del pistone.
Per gli espressofili, ho effettuato la "Fellini move", manovra tanto semplice quanto proficua, della quale parlerò in separata sede.
Al tempo di estrazione vanno aggiunti 2-3 secondi, necessari per far partire la ripresa.



Il caffè utilizzato è un Moonsoned Malabar arabica mono origine.
Non avevo robusta da miscelare, ma mi ritengo comunque soddisfatto del risultato finale.
La macchina è ovviamente la mia amatissima Elektra Microcasa a leva, croce e delizia dei suoi fortunati possessori.


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Attrezzature occorrenti:
Ovatta lucidante Duraglit per metalli e per argentoPaglietta in ferro
Carta assorbente tipo ScottexGuanti in gomma (nitrile)Sapone liquido per piattiAlcool denaturatoStracci puliti
Una dose massiccia di pazienzaQualche litro di olio di gomito
La cavia in questo caso era una Stella anni '50 in discrete condizioni.

Il primo passo consiste nel valutare il grado di ossidazione del metallo e la quantità di grasso che normalmente ricopre le macchine tenute su qualche mensola in cucina.
Nel caso ci fosse uno strato di grasso eccessivo, suggerisco di effettuare più passate di carta assorbente ben intrisa di alcool.
Nei casi più disperati si può ricorrere a diluenti nitro o acquaragia.

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