giovedì 16 luglio 2009

Filtri monotazza (1)


I filtri monotazza furono largamente usati in Francia e Germania a partire dalla fine del 19° secolo, fino ad arrivare ai giorni nostri in forma pressochè immutata.
Qui sopra possiamo vedere il disegno del brevetto del 1924 del sig. Frank Altieri.


Nessuna tecnica costruttiva particolare: filtro forato a bicchiere, presso-filtro, coperchio.

L'assoluta semplicità d'uso abbinata alla sola necessità di avere dell'acqua calda, ne decretarono il successo tra chi non aveva pretese di gusto o di velocità.

Bastava inserire qualche cucchiaino di caffè, pressarlo (non troppo) con l'apposito presso-filtro, posizionare il tutto sopra una tazza, indi versarvi all'interno l'acqua calda e coprire con il coperchio.
In 3-4 minuti il caffè era pronto da assaporare.

Qui potete ammirare 2 dei tre apparati da me acquistati la domenica scorsa a Porto Buffolè.
Un ottimo mercatino dell'antiquariato, incorniciato da un paesino delizioso.
Ritengo siano francesi, probabilmente dei primi anni del '900.

In realtà quello qui sotto raffigurato prenderà a breve la strada di Bologna, ma ho voluto comunque documentarne le forme.

Il marchio è rappresentato da una P, un martello, ed una B.
Chissà se qualche lettore francese lo riconoscerà?

Lo spessore del bicchiere e del coperchio è veramente notevole, direi sovradimensionato, ma forse fu una scelta legata a motivi di dispersione termica.

Il materiale costruttivo è ottone, placcato in maniera generosissima in argento.
Avrei voluto pulirli tutti e tre, ma nel prossimo post presenterò l'unico pulito e lucidato.
Purtroppo il futuro proprietario e la mia "altra metà del cielo" hanno idee diametralmente opposte alle mie riguardo la "patina" che per me rimane sempre e solo "sporco".

Cuius commoda, eius et incommoda.


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