sabato 3 marzo 2012

Vickers


Nel 1769 Ebenezer Hancock e Richard Jessop, manufattori di Sheffield, crearono una nuova lega composta da Stagno al 93%, Antimonio al 5% e Rame al 2%.
La lega così composta venne denominata "Metallo Bianco Vickers" e sucessivamente "Britannia Metal".
La novità più interessante di questa lega fu l'assenza di Piombo, elemento tossico.
L'altra consisteva nel fatto che si riuscivano a ricavare dei fogli malleabili, facilmente stampabili e altrettanto facilmente saldabili.
Non seguo molto il mercato delle caffettiere dell'800.
Costano molto e spesso la datazione è talmente incerta che varia anche di quarant'anni.
Ma quando l'ho vista, ho avuto un colpo di fulmine.
Un'attrazione irresistibile, e grazie ad un prezzo d'asta... altissimo, me la sono aggiudicata con un'unica offerta.
Questa caffettiera è la versione più evoluta di quella inventata da Jean-Baptiste de Belloy-Morangle
in quanto provvista di diffusore dell'acqua;
potremmo associarla piuttosto alla caffettiera di Sir Benjamin Thompson, Conte di Rumford.
Pur essendo concettualmente molto semplice, presenta dei particolari deliziosi.
Per pulire e lucidare il metallo, ho utilizzato tre prodotti diversi in successione, assieme alla fantastica paglietta 0000. Una buona insaponata finale ha completato il "restauro".
Il ricciolo posto sul manico, ha una funzione pratica durante le operazioni di versamento: appoggiandoci l'indice si riesce a controllare con maggiore stabilità il flusso della bevanda.
Adoro gli inglesi! 
I marchi stampigliati sono come un microchip ante litteram: regalano un sacco d'informazioni.
Non sono riuscito ad approfondire la ricerca per quanto riguarda i numeri, ma uno dei due dovrebbe indicare l'artigiano che aveva seguito la lavorazione completa.
Invece il marchio "I.Vickers" posto sopra all'indicazione "Britannia Place" ci segnala in maniera inequivocabile che la caffettiera fu prodotta nell'intervallo tra il 1836 ed il 1840.
Il forellino del coperchio permetteva all'acqua di scorrere liberamente, senza creare depressioni.
La parte filtrante è composta da due cilindri; quello superiore (a destra) ha anche la funzione di pestello calibrato, avendo una battuta che lo mantiene ad una distanza prefissata all'interno del filtro stesso.
Sempre nel diffusore superiore possiamo vedere una serie di fori di diametro maggiorato, praticati successivamente allo stampaggio mediante trapanatura.
E per concludere ecco il cuore della caffettiera: il filtro.
Non ho trovato tracce di caffè, forse non è mai stata usata.
Ci penserò io, un caffè di 170 anni è un'esperienza che dovrò sicuramente fare.

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Simpatica intervista alternativa

 Buona lettura! 😁 https://mag.sensaterra.com/it/2021/01/14/il-collezionismo-piu-di-700-caffettiere-antiche/