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Turrini B.T.D.

"Lucioo, potresti dare una sistematina a questa bella Turrini?"
"C'è solo da rifare il manico e scollare la guarnizione.."
"E poi se vuoi puoi anche lucidarla..."
"E ripristinare il circuito elettrico, sai, ha più di ottant'anni.."
"E poi il coperchio è ovalizzato.."
"E poi..."

...E poi me la tengo!

ma lo sai quante ore ci ho lavorato sopra?
Poi uno si affeziona..
Si crea una bella intesa..
La curi..
La coccoli..
..E quando è perfetta, te ne devi separare.

Esiste una sindrome da restauratore innamorato?

Comunque, per i più distratti ,riecco l'unico modo intelligente per scollare le vecchie guarnizioni:
la bollitura prolungata.
Funziona sempre.
Basta avere molta pazienza, e due presine in silicone per evitare ustioni e conseguenti urla alla Fantozzi.
La Turrini è veramente una gran macchina da caffè.
Elegante.
Pratica e ben strutturata.
Armoniosa.
Ben costruita.
La caffettiera oggetto del restauro è da due tazze;
Qui sopra la possiamo ammirare affiancata dalla sorella maggiore da sei tazze.
I manici in legno la collocano certamente tra le prime prodotte, tra la fine degli anni '20 e l'inizio degli anni '30.
Il castello esterno munito di vite serviva a comprimere la guarnizione tra la caldaia e la parte filtrante.
Su ogni Turrini troviamo inciso il n° di brevetto e la misteriosa (fino ad oggi) sigla B.T.D.
Sotto la base c'è un robusto tramezzo, indispensabile a dare compattezza all'insieme.

I castelli "crollati" delle Aquilas e delle Orso avevano almeno insegnato qualcosa...
Sotto la caldaia troviamo inciso il logo estremamente moderno ed il n° di serie.
Una volta aperta possiamo notarne la robustezza e la generosità degli spessori.
La tensione da 150 a 160 V ...
... ed un filtro tecnicamente perfetto.
Mi congedo regalandovi le immagini del brevetto e...
facendovi notare una bella curiosità: 
la caldaia da sola, munita di coperchio (in basso a destra) si trasformava in pratico bollitore.
Genialità d'altri tempi.
Ah, si, dimenticavo...
Brevetti Turrini Domenico.
B.T.D.

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