sabato 27 giugno 2009

La Napoletana di Martinazzi

Codesta caffettiera napoletana viene prodotta in quel di Omegna dalla ditta Martinazzi .

Sfortunatamente è priva del coperchio originale.

Le particolarità di questa simpatica e buffa macchinetta sono i manici ed il beccuccio, sinuosi ed accattivanti.

Non sono riuscito a scoprire il prezzo di vendita, ma spero sia molto basso, in linea con la scarsa qualità del materiale impiegato .
Solo i manici hanno uno spessore adeguato ( a mio avviso ).


Non sempre le ciambelle riescono con il buco, la Martinazzi produce altre macchine più curate (tipo la Dany) e purtroppo talvolta le leggi di mercato impongono scelte dolorose.
Nonostante ciò, per fortuna, non siamo tutti obbligati a spendere 65 euro per una Stella di pari dimensioni (ma con il doppio del peso).

4 commenti:

  1. (1/3 - è un piccolo poema ma so che il sommo Lucio ha una pazienza in-fi-ni-ta ������... o ci spero ��)

    Ciao a tutti/e, scrivo questo per chi passa di qua, perché Lucio è già il mio maestro di cultura di caffettiere e affini, ormai da quasi un annetto (ma intenso come una Robusta forte ))). È da un po' che simpaticamente mi riprometto, e gli prometto, di fare l'avvocato del diavolo per questa napoletana... non che lui sia stato poi così impietoso... ma mi è sembrata una bella sfida verificare se a me sarebbe piaciuto il caffè fatto con questa.

    (NB. Sono della scuola, assai diffusa, per cui far scaldare bene l'acqua prima di preparare la cuccuma, non solo non fa male, ma anzi rende buono e non 'bruciato' il caffè. Unita al minuto di attesa dalla gocciolina al capovolgimento caffettiera.
    Come "tazza" uso e consiglio sicuramente, sia detto come semplice dritta, non pubblicità ecc., il biccherino da liquori "Spirits" del Baladin, che se ben riempito può dare diverse misure di bevanda. E convoglia bene l'aroma).

    Non trovo mai il tempo per riordinare le idee, ma a questo punto butto giù due spunti, imperfetti e manchevolissimi, ma, cerco, il più utili possibile come recensione per chi passa di qua.
    Confrontando due o tre marche.

    Più o meno due o tre volte al giorno, da appunto un anno, mi faccio il caffè con la cuccumella. Ne ho provate di diverse misure e marche: la piccola Vemi 1 tz, la Ilsa sia alluminio che inox 1-2 tz (e inox 6 tz express, quella senza collo e beccuccio), e dulcis in fundo la Stella 3 tz e 9 tz.
    Provate con tanti diversi caffè, diverse granulometrie, diversi esperimenti di tempi e modi di preparazione, anche certosini. Mi esprimo alla buona come tecnicismi, ma un po' di logica e di precisione ce li ho messi quanto ho potuto.
    Beh... la mia idea è che ogni napoletana ha dei pregi e difetti... ovvio, direte voi... certo, ma il fatto è che trattandosi poi di avere di fronte come oggetto/concetto base, sempre una tazza di caffè, direi che ogni cuccuma fa caso a sé e fatico a dire poi sia "meglio" o "peggio" di un'altra. Ognuna richiede i suoi trucchetti, anche.

    La Vemi: ottima resa con il Vergnano Granaroma, e buona/ottima in generale con miscele "intense" (con appunto 80-20 robusta-arabica). La chiusura "a clic" all'inizio può ispirare diffidenza, ma gioca (ritengo) sull'essere girata con un bell'oplà tenendo solo la parte fredda del manico. Dopo di che, se anche l'altro pezzo scotterà (e ciò è cma buono perché mantiene la temperatura), non la si aprirà per lavarla subito dopo, ma magari dopo un'oretta, anche di più, e va bene così. Per me dopo mesi di tentativi non proprio al meglio, è un ottimo giocattolino, scoperto un suo caffè elettivo (quello detto sopra), e ovviamente in granulometria un po' più grossa che non le napoletane più grandi. LIMITE: la "tazza" o come qualche venditore su ebay dice, "mezza tazza", per i miei gusti personali è un po' risicata, saranno 4 cl circa. Che è poi la tazza da moka, ma uno dei pregi della cuccuma ritengo debba essere di farne dei bei sorsi, come e anche più intensi, di 8-10-12 cl.

    Le Ilsa: ottime caffettiere (passando alle inox le preferisco sotto tutti gli aspetti), molto buona la resa in tazza, c'è da dire che forse qua la misura di una tazza (che poi infatti è la taglia "1-2 tz") è fin troppo abbondante per un caffettino al volo, che può capitare al mattino (magari a mo' di cappuccino) (10-12 cl, direi a occhio). Ottima invece per un caffè un po' più impegnativo e ben degustato e meditato, dopo il pranzo o la cena, per fare sprint fino a sera/notte.

    RispondiElimina
  2. (2/3)

    Le Stella: sicuramente ottima fattura e produzione assai rimpianta da tutti, hanno dalla loro forse un po' di marcia in più per qualità materiali che non le altre, e anche una gran praticità nell'incastro e combinazione dei pezzi: le si apre e chiuse a occhi chiusi, praticamente con due dita. Hanno però un LIMITE, per me (oltre ai prezzi ormai sempre più esorbitanti anche nell'usato): le misure. A oggi non mi spiego come mai abbiano fatto le 1 (piccolina, come la Vemi) e 3 tz (grossina, per una sola persona), mancando in pieno la più comune (e ragionevole) taglia "1-2 tz" ( = le Ilsa, ma anche molte altre) e quindi la magica tazza 10-12 cl che torna perfetta dopo un pranzo festivo, buona tra l'altro per gustare bene i caffè più pregiati (e costosi), che con le Stella darebbero, danno, il meglio. Costringe a fare una 3 tz o lasciando da parte una tazza, o, peccato di gola, bevendosela tutta salvo sperare che una 100% arabica abbia davvero caffeina "solo" come una tazza e mezza di miscela. La 1 tz, che non ho ma ne so le misure, suppongo a rigore di logica sia paragonabile alla Vemi, e quindi buona con caffè robusti più che non pregiati (sia per caffeina sia per gusto intenso nei pochi cl).

    RispondiElimina
  3. (3/3)

    E qui veniamo alla *MARTINAZZI*: ce l'ho da due settimane... tutti i giorni... dedicandoci tutti i caffè... penso ormai di poter dire che: è vero, è relativamente economica. Ma questo è un pregio di per sé, e sicuramente un attenuante nel bilancio complessivo (questo è riconosciuto nel saggio qui sopra e d'accordissimo). È cmq acciaio 18/10 made in italy (ce ne sono di simili, forse piu vecchie, 16/10. Non ne ho) Beh trovo abbia un GROSSO, GROSSO, GROSSO punto forte, anzi due: la praticità e la misura in tazza.
    PRATICITÀ: Di tutte le mie cuccume è senza dubbio (mio, per lo meno) la più pratica da caricare e poi da pulire. È vero, il manico inferiore inox ricurvo si scalda per quanto sia già esterno alla fiamma sotto. E non si girerà con una mano sola come le Vemi, Ilsa o Stella (che combinano in manici in "uno solo"). Pazienza! Con una presina (io uso un egg cozy di cotone, per pentolini ecc.) la si girerà alla vecchia scuola, con ambo le mani (come le classiche Ilsa alluminio). Ma quando poi la si pulisce, i buchi grossi nel cilindro base (forse il termine tecnico è cisterna? Qui lascio i tecnicismi agli eruditi) permettono di scacquarla al volo senza avere i soliti pezzettini di macinato che non vogliono proprio staccarsi (sarà un perfezionismo o barbarie da novellino, e ok :) , ma questa cosa mi dà sui nervi nelle pur ottime Stella). Con i bei buconi che ha sul fondo filtro, la si caricherà "alla napoletana" e cioè inserita nel pentolino, in modo che i (cmq pochi) pezzettini vi cadranno ad aromatizzare il tutto e non andranno persi. Poi una volta fatto il caffè (aspettando un minuto regolare prima di girarla, come tutte, e però sì magari mettendoci il cuppetiello, che nelle altre non ritengo cruciale - anzi su certe mi rallenta il passaggio aria e quindi la discesa dell'acqua, che poi è il motivo della tacca nel filtro), dicevo una volta fatto il caffè, oplà va tolto il filtro-pentolino sopra e messo l'apposito coperchietto, che qui agevolerà il versamento in tazza. Nulla di più di come si fa più per scena che per altro, con tutte le cuccume (la nobile Stella, come il diavolo, faceva che fare direttamente le cuccume ma non... i coperchi eheh).

    MISURA IN TAZZA: E qui veniamo al vantaggio finale, che merita questi (piccolissimi) gesti: la "1-2 tazze" dà un caffè dignitosissimo, di resa per me più che gratificante, proprio di quella taglia in tazza di 8-10 cl che è la perfezione per un caffè non stringato (direi quasi "ristretto" se si può per una napoletana) ma neanche impegnativo come quelle appena un pelo più grosse. Buono a tutte le ore!

    Occhio solo che (almeno per me) vuole una granulometria parecchio più grossa delle altre (dovuta al fatto che è la "1-2 tz", ma anche alla sua dinamica interna evidentemente). Sul mio classico Tre Spade manuale, le grosse vogliono due tacche di macinino, la Vemi 3 tacche, e la Martinazzina 5 tacche.
    Buon caffè! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Precisazione (in caso il triplo trattello non fosse abbastanza 😅 tra parentesi, grazie Lucio 😌) mi scuso per i refusi, scritto di getto, e c'è una cosa di cui mi sono accorto da poco (provando diverse qualità)... che la granulometria va anche aggiustata tra arabica e robusta, e penso vada da sé per la tostatura ma io con la cuccuma vado di regola con tostature cmq chiare/medie. Ma certe Arabica son più fragili e richiedono una tacca più grossa sul macinino cmq. L'altra cosa è che il bello della cuccumella è che si può giocare con la ratio caffè vs acqua,
      PERÒ una Ilsa 1-2, o una Stella 3, fatte con meno acqua e meno caffè, saranno cmq una bevanda diversa da una cuccuma che di suo è già piccola. E la Martinazzi ha anche un filtro lungo e stretto per cui mettendo meno caffè ( = 1 tazza meno carica) viene cmq filtrata bene attraverso il macinato. Con questo mi sa che è tutto, poi starà a ciascuno giocarci come meglio crede 😁

      Elimina

Simpatica intervista alternativa

 Buona lettura! 😁 https://mag.sensaterra.com/it/2021/01/14/il-collezionismo-piu-di-700-caffettiere-antiche/