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Atomic (3) : storia di un restauro

Il filtro era ovviamente "usato", anzi usurato.
graffi in gran numero testimoniavano la quantità di caffè fuoriusciti da quei simpatici forellini.
La disposizione dei fori sembra radiale ma in effetti è a croce e non a stella come poi adottato in seguito.


Un'altra differenza rispetto all'altro modello in mio possesso è lo spessore dell'alluminio veramente "generoso" , direi massiccio.


Anche in questo caso la lucidatura è servita principalmente a rimuovere qualche incrostazione.


Però internamente non ho resistito e l'ho lucidato al meglio, essendo la parte a contatto con la polvere di caffè.


Ed eccoci al "pezzo grosso"! Da notare l'assenza del tappo (ne parlerò più avanti).
Un' umida cantina ha probabilmente permesso all'allumino di ossidarsi per benino.


Cominciavo a preoccuparmi...


Le viti in pessime condizioni...
Ho fatto dei tentativi di rimozione della vite centrale per pulire lo screen superiore.
Ho dovuto rinunciare per non rischiare di spezzarla.
Ho quindi eseguito una serie di pulizie interne mediante acido citrico (2) seguite da lavaggi con aceto bianco (3) e svariati lavaggi con agitazione meccanica per aiutare la fuoriuscita delle incrostazioni calcaree.


Le 3 viti di fissaggio del cappello erano anch'esse molto arrugginite e già rovinate nell'intaglio.
Sicuramente (parecchi) anni fa era stata fatta una manutenzione della guarnizione ed era stata sostituita con del Caf (guarnizione liquida)di colore nero.
Che il precedente proprietario lavorasse all'Ansaldo di Monfalcone?
Con un coltellino affilato ho poi rimosso tutte le tracce della guarnizione stracotta ed incollata al bordo dello screen.

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Carta assorbente tipo ScottexGuanti in gomma (nitrile)Sapone liquido per piattiAlcool denaturatoStracci puliti
Una dose massiccia di pazienzaQualche litro di olio di gomito
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Il primo passo consiste nel valutare il grado di ossidazione del metallo e la quantità di grasso che normalmente ricopre le macchine tenute su qualche mensola in cucina.
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