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Atomic (1) : storia di un restauro


Il 18 settembre del 1946 il sig. Giordano Robbiati brevettò un nuovo tipo di macchina percolatrice , una vera rivoluzione per l'epoca. La macchina era costruita in alluminio, tanto alluminio, di dimensioni inusuali , quasi ingombrante.
Subito qualcuno fiutò l'affare e comparvero dei cloni in Austria e più tardi in Ungheria .
La produzione continuò con piccole ma significative modifiche costruttive e funzionali fino al 1985. Poi il nulla.

Il primissimo modello è qui splendidamente rappresenato nello schema descrittivo del brevetto inglese.

Da qualche anno sono il felice possessore di un modello presumibilmente degli anni '70 dotato di lancia a vapore per far schiumare il latte e di barra in ottone blocca goccia.

Domenica scorsa però il mio cuore ha rallentato... sempre di più.... Al mercatino dell'usato, in bella mostra su un tavolone c'era una Atomic prima serie. Brutta , molto ossidata, priva del bricco raccoglicaffè, le viti arrugginite, il tappo di caricamento rotto spezzato in due parti concentriche e bloccato saldamente al corpo (una tragedia!!!), mancante di tutte le guarnizioni e dulcis in fundo , un "buco" di 5 mm di diametro dovuto a mio avviso ad un difetto di fusione.
Ho avuto il mio bel daffare per mascherare la mia gioia assoluta; ma i venditori, due signori anziani molto gentili e comunicativi non erano molto interessati a quel vecchio pezzo di metallo, inutilizzabile per di più.

Il marchio indicato sul cappello recita : Atomic Milano Brev. Robbiati - concessionario Croci.

Il "buco" misterioso

Il tappo veramente mal ridotto.

Il prezzo non è stato un problema, avrei speso 5 volte tanto, ma gli interventi necessari erano parecchi. Quindi mi sono rimboccato le maniche e..... (segue)

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Ovatta lucidante Duraglit per metalli e per argentoPaglietta in ferro
Carta assorbente tipo ScottexGuanti in gomma (nitrile)Sapone liquido per piattiAlcool denaturatoStracci puliti
Una dose massiccia di pazienzaQualche litro di olio di gomito
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Il primo passo consiste nel valutare il grado di ossidazione del metallo e la quantità di grasso che normalmente ricopre le macchine tenute su qualche mensola in cucina.
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