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L'evoluzione della Kamira


Dopo anni di attesa, e di celato mistero, finalmente ho avuto l'onore ed il privilegio di poter parlare con il sig.Santoro, il geniale inventore della Kamira.
Quindi vi do la notizia che tutti attendevate da tempo:

la Kamira è "viva e vegeta".

E di questo ne parlerò in dettaglio in un post successivo...
Oggi vi chiedo di porre la vostra attenzione su delle immagini rarissime... direi uniche.
Queste sono il sogno di ogni "ricercatore di Storia delle Caffettiere".
Ho trovato anche i n° dei brevetti di riferimento, ma non siamo mica in Ungheria o in ogni altro paese civile... I brevetti registrati in Italia non si possono visionare in rete. 
Se penso a quanto è sepolto sotto la polvere a Roma.. mi vien da piangere.
Sopra e sotto abbiamo il primo prototipo... funzionante.
Direttamente dalla voce del sig. Santoro:
"Come hai già avuto modo di intuire nel realizzare la prima "pretendevo" di fare due caffè al primo colpo, dopo un pò di esperimenti ovviamente sono stato obbligato a chiudere uno dei due braccetti, si vede anche che detti braccetti non erano altro che raccordi idraulici adattati. La caldaia era ricavata da una caffettiera Lavazza; con la saldo brasatura ho applicato il tubo di pesca a cui era applicata una valvola per impedire che l'acqua giungesse tiepida sul caffè. L'idea di scaldare le tazzine con il calore latente mi è venuta da subito, ovviamente all'epoca per mettere l'acqua svitavo la caldaia e per scaricare la pressione la mettevo sotto l'acqua. Fondamentale comunque l'idea che l'acqua doveva attraversare il caffè con il favore della gravità."

Passando per la successiva evoluzione...
"La seconda è sempre una caldaia della Lavazza (non ricordo i nomi delle caffettiere originali), subito le tracce dell'evoluzione, la vaschetta per caricare l'acqua con l'ausilio della valvola, il tubo curvo ed il braccetto della polvere, ovviamente la tazzina riscaldata. Le saldature con la fiamma, dati gli spessori erano molto deboli e questa che vedi in foto mi è esplosa sul fornello, ha rotto il vetro della finestra e l'ho raccolta in cinque pezzi, ancora non usavo il manometro, cosa che ovviamente ho fatto subito dopo. Comunque nonostante mi trovassi a 30 cm non sono stato neanche sfiorato (un vero miracolo ndr), questa mi piaceva molto per le sue forme, quindi l'ho saldata di nuovo ed ho misurato la pressione; arrivava a 6 bar."
Notiamo come piano piano la macchina inizia ad assumere una sua personalità...
 Il terzo prototipo (qui sotto) è il mio preferito...
"La terza è come la seconda, si notano bene le saldature rudimentali e "pericolose", oggi la kamira lavora a 3,5 bar ed a 4 bar si apre la valvola."

Per concludere, qui sotto, l'ultima versione prima di avviare la produzione.
sono senza fiato...

...sono estasiato, e felice.

Felice perchè il viaggio della Caffettiera iniziato 200 anni fa non è ancora giunto al suo termine, almeno fino a quando ci saranno persone geniali e coraggiose come Nino Santoro.
Grazie di averci regalato questo gioiello capace di creare il "perfetto espresso Siciliano"!

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