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mercoledì 5 giugno 2013

You can do Magic




All'interno del variegatissimo mondo delle macchine da caffè talvolta ne possiamo incontrare alcune "magiche":
certe sono più ricche di fascino, mentre altre nascondono segreti spesso inaccessibili alla maggior parte degli appassionati.
Quest'oggetto in alluminio francese è certamente magico.
Mi ha stregato, ammaliato, circuìto, annichilito.
Nell'annuncio non si specificava bene l'uso: una teiera, una caffettiera ad infusione?
Cos'era?
In molti l'avranno vista ed avranno pensato: "chissà a cosa serve?".
Io l'ho vista ed ho pensato: "è una vacuum, una macchina da caffè a depressione".
E per 5 giorni mi sono scervellato cercando di immaginare come potesse funzionare.
Poi ho capito; non poteva funzionare, mancava un filtro.
L'ho voluta quindi, e mi è arrivata.
Ho bucato un filtro di una moka, e ci ho fatto subito un caffè, giusto per fugare ogni dubbio.
Funziona!
E' MAGICA.
La parte più interessante è la ventola interna.
Il filtro rimane bloccato grazie alla molla che lo mantiene in sede, mentra la "ventola" ha la possibilità di salire lungo l'asse del perno centrale.
Quando l'acqua risale verso l'alto sospinta dal "cuscino" di vapore, la ventola inizia a girare, mescolando automaticamente (e direi anche magicamente) la miscela di acqua e caffè macinato.
Rimuovendo il tutto dal fuoco, il vuoto che si crea conseguentemente al rapido raffreddamento del vapore, aspira immediatamente l'infuso verso il bricco inferiore.
Altrimenti svitando il tappino potremo avere una percolazione più lenta, a gravità.
Questione di gusti.
La Magic è davvero speciale, e stilisticamente bellissima.
E' geniale.
E' molto francese.

J'adore Magic!

sabato 5 gennaio 2013

Guida Rapida per la Kamira (in simil-inglese)



Presto il mio amico Gary riceverà la sua nuova Kamira, quindi ho pensato di preparargli un video introduttivo.

Quelli che sanno parlare bene l'inglese mi perdonino l'assenza di un copione o di una benchè minima preparazione.
Ho improvvisato, chiedendo alla mia sposa di filmare questa buffa cosa.

A prescindere dall'aspetto linguistico, potrete vedere che la Kamira è veramente una macchina "diversa".
E potrete vedere con che semplicità è possibile preparare un caffè sublime.

Per chi la ritiene troppo complicata auguro di bere tante tazze di caffè "anonimo e triste" preparato con la classica moka!

Si, la Kamira non è per tutti.
Ma chi si prende la briga di perdere 10 minuti per imparare ad usarla...
non la lascia più!


domenica 30 settembre 2012

L'evoluzione della Kamira


Dopo anni di attesa, e di celato mistero, finalmente ho avuto l'onore ed il privilegio di poter parlare con il sig.Santoro, il geniale inventore della Kamira.
Quindi vi do la notizia che tutti attendevate da tempo:

la Kamira è "viva e vegeta".

E di questo ne parlerò in dettaglio in un post successivo...
Oggi vi chiedo di porre la vostra attenzione su delle immagini rarissime... direi uniche.
Queste sono il sogno di ogni "ricercatore di Storia delle Caffettiere".
Ho trovato anche i n° dei brevetti di riferimento, ma non siamo mica in Ungheria o in ogni altro paese civile... I brevetti registrati in Italia non si possono visionare in rete. 
Se penso a quanto è sepolto sotto la polvere a Roma.. mi vien da piangere.
Sopra e sotto abbiamo il primo prototipo... funzionante.
Direttamente dalla voce del sig. Santoro:
"Come hai già avuto modo di intuire nel realizzare la prima "pretendevo" di fare due caffè al primo colpo, dopo un pò di esperimenti ovviamente sono stato obbligato a chiudere uno dei due braccetti, si vede anche che detti braccetti non erano altro che raccordi idraulici adattati. La caldaia era ricavata da una caffettiera Lavazza; con la saldo brasatura ho applicato il tubo di pesca a cui era applicata una valvola per impedire che l'acqua giungesse tiepida sul caffè. L'idea di scaldare le tazzine con il calore latente mi è venuta da subito, ovviamente all'epoca per mettere l'acqua svitavo la caldaia e per scaricare la pressione la mettevo sotto l'acqua. Fondamentale comunque l'idea che l'acqua doveva attraversare il caffè con il favore della gravità."

Passando per la successiva evoluzione...
"La seconda è sempre una caldaia della Lavazza (non ricordo i nomi delle caffettiere originali), subito le tracce dell'evoluzione, la vaschetta per caricare l'acqua con l'ausilio della valvola, il tubo curvo ed il braccetto della polvere, ovviamente la tazzina riscaldata. Le saldature con la fiamma, dati gli spessori erano molto deboli e questa che vedi in foto mi è esplosa sul fornello, ha rotto il vetro della finestra e l'ho raccolta in cinque pezzi, ancora non usavo il manometro, cosa che ovviamente ho fatto subito dopo. Comunque nonostante mi trovassi a 30 cm non sono stato neanche sfiorato (un vero miracolo ndr), questa mi piaceva molto per le sue forme, quindi l'ho saldata di nuovo ed ho misurato la pressione; arrivava a 6 bar."
Notiamo come piano piano la macchina inizia ad assumere una sua personalità...
 Il terzo prototipo (qui sotto) è il mio preferito...
"La terza è come la seconda, si notano bene le saldature rudimentali e "pericolose", oggi la kamira lavora a 3,5 bar ed a 4 bar si apre la valvola."

Per concludere, qui sotto, l'ultima versione prima di avviare la produzione.
sono senza fiato...

...sono estasiato, e felice.

Felice perchè il viaggio della Caffettiera iniziato 200 anni fa non è ancora giunto al suo termine, almeno fino a quando ci saranno persone geniali e coraggiose come Nino Santoro.
Grazie di averci regalato questo gioiello capace di creare il "perfetto espresso Siciliano"!

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...