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Universal, mod. 006 , Landers Frary & Clark

Un regalo molto gradito, da parte di mia moglie, fu il libro del sig. Bramah, la vera bibbia per tutti gli appassionati delle macchine da caffè.
Nel libro fanno bella mostra di macchine ed apparecchiature da museo, vere opere d'arte create in piccole quantità, se non pezzi unici.
Eppure, tra sì tanta bellezza, una semplice perla, prodotta in larga serie, colpì la mia attenzione.
Panciuta, rubiconda, buffa, con queste gambette Art Nouveau.... fu amore a prima vista.

Tante ne furono vendute in Inghilterra e quindi fu lì che la mia attenzione si rivolse; il destino volle che incontrassi (via Internet) il proprietario, un simpaticissimo gentleman (mr. David), e soprattutto volle che la mia offerta fatta all'ultimo secondo disponibile, fosse superiore di 1 sterlina a quella più alta.

Il sig. David mi raccontò di averla acquisita nel 1968 a Burton Upon Trent, in un deposito di carbone o legnaia (Coal House) e che fu pagata ben 5 sterline (pari a 71 euro odierni).

La macchina fu trovata completamente ricoperta da polvere di carbone, quindi (presumo), con le istruzioni presentate ieri poste all'interno, al sicuro.

Vorrei dilungarmi descrivendo le varie caratteristiche, ed il piccolo e gentile restauro alla quale l'ho sottoposta.

Ma sarebbe giusto? In fondo è solo un pezzo di rame, ottone, alluminio, vetro e legno, assemblati assieme, che semplici foto non possono più di tanto emozionare.
Il fatto è che mi ci sono già affezionato.
E per questo quando torno a casa, l'accarezzo e... sorrido.


Per la cronaca, il lavoro più impegnativo è stato il ripristino del fornello a spirito.
Dopodiché ho testato con successo e soddisfazione la macchina, ma forse di questo ne parlerò in seguito.

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