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Atomic, Robbiati e i rompiscatole.


La scorsa domenica, scambiando qualche e-mail con il curatore del sito di
riferimento mondiale per le Atomic (Questo qui) mi chiesi se il sig. Giordano Robbiati
fosse ancora vivo, e in qual caso, se avesse avuto voglia di rilasciarmi una piccolissima intervista.

Effettuai la più semplice ed ovvia delle ricerche, e magicamente comparve il numero di telefono.
A quel punto il dubbio mi attanagliò : chiamare ? Non chiamare?

Chiamai.
Rispose una signora ovviamente scocciata per la telefonata sospetta.
Mi qualificai, e le spiegai che avrei voluto scambiare quattro chiacchiere con il sig. Giordano riguardo la storia complessa ed intricata dell'Atomic.
Mi disse che suo padre era morto nel novembre del 1990.
Mi disse che era stanca e stufa di ricevere continue lettere, e telefonate da tutto il mondo.
Mi disse che, essendo l'attività chiusa da molti anni, non aveva alcun interesse nel ricordare e rivangare il passato.
Provai a dirle che se ci fossimo accordati, avrei potuto richiamarla in un altro momento di suo gradimento.
Mi disse che non voleva parlare del padre e che i ricordi li avrebbe tenuti per sé.
Mi raccontò che il comune di Milano aveva organizzato a sua insaputa una mostra riguardante i brevetti di suo padre; ed aggiunse che se fossi stato veramente un appassionato, avrei dovuto saperlo.
Vista la piega offensiva che stava assumendo la conversazione, mi scusai ripetutamente ed assicurai la signora che non l'avrei mai più disturbata.

A prescindere, comunque, sono molto dispiaciuto di 2 fatti:
  • che il signor Giordano non sia più in vita e non possa godere dell'immensa fama che attualmente le sue opere d'ingegno stanno riscontrando.
  • che piccoli aneddoti e curiosità che avrebbero fatto veramente felici migliaia di appassionati, cadranno per sempre nell'oblio.
Berremo tutti, quindi, dalle acque del fiume Lete, e associeremo solamente un nome di persona ad un pezzo di metallo ben sagomato.


Grazie di nuovo Giordano, e riposa in pace.

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