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venerdì 2 settembre 2011

Gaggia Gilda (2)

Di solito cerco di ripristinare l'operatività delle macchine che restauro.
Per la povera Gilda però gli interventi sono stati esclusivamente conservativi.

...la famosa rimozione del pistone...
Non ho mai incontrato così tante difficoltà.
La guarnizione dello screen era talmente cristallizzata che non sono riuscito a rimuoverla neanche con lo scalpello .
Ho dovuto utilizzare una fresa con la quale lavoro saltuariamente l'acciaio inox, e distruggerla un millimetro alla volta.

L'asta del pistone era così marcia che alla prima martellata si è disintegrata la zona di attacco filettato.
Per rimuovere il pistone ho dovuto scaldare con la fiamma tutta la camicia per almeno 20 minuti; poi con 2 colpetti di martello è finalmente uscito.


Ho quindi scelto di riutilizzare le parti originali, visto che tutta la caldaia era corrosa in maniera irreparabile.
Ho utilizzato la tecnica della saldatura a freddo con la colla epossidica.
Nelle foto potrete apprezzare il risultato.
Non ci farò il caffè, ma quantomeno riesco ad azionare nuovamente la leva.
Lavorare con l'epossidica non è semplice: va miscelata con cura ed applicata a strati in tempi molto ristretti.
Ecco le fasi finali: il vetrino l'ho recuperato da un vecchio manometro, ma l'ho dovuto fresare per ridurne il diametro.
L'interruttore è anch'esso recuperato da una vecchia apparecchiatura anni '50.
Mancano la vaschetta (mancava... ma adesso c'è!)
e soprattutto il portafiltro.
So già come procurarmelo, ma non sarà un'impresa facile!
Chissà se Babbo Natale ascolterà le mie preghierine...


sabato 20 agosto 2011

Gaggia Gilda

 Nel 1946 Rita Hayworth cantava "put the blame on Mame" nel film "Gilda".
Nel testo si dava la colpa di un terremoto all'ancheggiare della signora Mame;
One night she started to - shim and shake-
that brought on the `Frisco quake

La simpatica analogia con la macchina oggetto del post è veramente calzante!

"la vuoi una Gilda da rimettere a posto?"
Ovviamente si.
con entusiasmo ho accettato questo omaggio, non immaginando a cosa stavo andando incontro..
La macchina era in condizioni "quasi irreparabili".
Corrosioni ovunque, depositi di calcare esagerati, le due aste spezzate, il vetrino del termometro mancante.
E per concludere senza piattino, sotto piattino, e portafiltro.
Le foto risalgono a qualche settimana fa.
Ora la macchina ha un altro aspetto.
Ma di questo devo ringraziare Francesco (ed indirettamente Pasquale) per il supporto morale.
Ebbene si, stavo per rinunciare.
In effetti a dispetto di tutti i miei lavoretti di restauro, non sono in grado (mentalmente) di affrontare lavori impegnativi e prolungati nel tempo.
Solo per rimuovere il pistone ci ho impiegato 4 ore, ed è stata un'esperienza traumatica.
Ma ce l'ho fatta.
E magari un giorno vi racconterò come.

domenica 16 maggio 2010

Gaggia Gilda (1956)



Ed ecco a voi la Gilda 2° serie, una splendida macchina da 23.000 lire!
323 euro dei giorni nostri ben spesi, per portarsi a casa la possibilità di  bersi un vero infuso di caffè idrocompresso, quasi come al bar.
La forma della Gilda fu evidentemente influenzata dal periodo nel quale nacque: la "space age" o "atomic era".

Casalinghe, pin up... razzi spaziali ,satelliti...
.... un connubio esplosivo che permise alla Gaggia di vendere un gran bel numero di macchine.
Successivamente la bakelite rossa diventò nera e lo scudetto in metallo fu sostituito da un'applicazione di vernice nera.

La macchina fu ribattezzata "la Gaggia ad orecchie di coniglio" a causa delle caratteristiche leve ripiegabili, fatte in tal guisa per contenere gli ingombri.

Mi ero ripromesso di fare un post degno di una delle più belle macchine a leva mai prodotte, e lo farò.
Ma ho dovuto raccogliere la sfida di un amico: "scommetto che con questa non lo farai il caffè ! "
Perchè no?

La macchina qui fotografata è in buone condizioni, mediamente usata , e già oggetto di manutenzione una trentina di anni fa.
Chi volesse effettuare un rapido restauro potrà rimuovere i 2 perni delle leve e le viti di bloccaggio del gruppo pistone. Nessuna paura, la molla non vi centrerà un occhio con il classico "SBOING" dei fumetti.

La sostituzione dell'unica guarnizione è incredibilmente semplice: vite, rondella, guarnizione.
Nessuno sclero per infilarla nella cava del pistone.
Tempo medio per l'operazione : 2 minuti.

Qui sotto si possono notare gli anelli seeger in luogo di quelli a forchetta dei modelli successivi.
La forza da applicare sulle leve è veramente a livello delle corna del toro del luna park, oggetto cult tra i giovani bulletti degli ultimi 40 anni.
Mia figlia non ce l'ha fatta a smuoverle, mi chiedo se l'elegante miss della foto iniziale ci sarebbe mai riuscita.

E per concludere... 
Ecco la crema di caffè.
Già al secondo tentativo era di gran lunga superiore a quella della Pavoni.
Corposa, profumata, ottima!


Almeno per questa volta,
la gallina vecchia ha fatto un buon brodo (di caffè).

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...