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Un piccolo sfogo

Ebbene si, sfogarsi fa bene.
Magari non fa bene a chi ti ascolta ed assorbe parte della nostra rabbia.
Quindi ho pensato di diluire la cosa in rete, attraverso la mia personale "finestra sul mondo".

Siete pronti?

Da sempre mi ritrovo a soffrire per le ingiustizie.
Una sofferenza indicibile, radicata nel profondo della mia anima.
Quindi, quando suppongo di intravedere un'ingiustizia, o una truffa perpetrata con arroganza "berlusconiana" 
(si, l'ho fatto, embè? nego l'evidenza e me ne vanto!),
perdo ogni controllo e rischio di diventare "sgradevole".

Ieri pomeriggio sapevo bene che avrei dovuto confrontarmi con uno di questi "consueti imbrogli".
Eppure in cuor mio speravo.
Eppure ci volevo credere.
Proprio perchè la nostra Società, il mondo che pensavamo di conoscere, sta lentamente affondando come il Titanic.
Pensavo: "arriverà un punto di svolta?" ..."arriverà il momento nel quale la coscienza collettiva si risveglierà?"... "arriverà oggi il momento nel quale la giustizia trionferà?".

Ovviamente non è arrivato.
E mi sono indignato.
E mi sono incazzato.
Non tanto per le mie sensazioni, ma per il senso di rassegnazione di un folto gruppo di persone sensibili ed energeticamente "pulite".
Derise, calpestate, umiliate e... silenti.
Tremendamente silenti.

Ecco, quel silenzio mi ha devastato, mi ha fatto piangere, mi ha fatto male più di tutto il resto.

Gli anni '70 erano gli anni della contestazione.
Gli anni '10 sono gli anni della sottomissione.

Voglio solo mandare un messaggio di speranza a chi sa di cosa sto parlando:
le cose cambieranno.
oh si, cambieranno.



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