lunedì 2 maggio 2011

Elektra: il caffè è servito.

 Lunedì 18 aprile 2011.
ore 9.00.
Dosson di Casier (Tv).

In una zona industriale atipica, particolarmente silenziosa, direi bucolica, (dove si possono ascoltare lo scroscìo dell'acqua ed il canto degli uccellini), 
potreste imbattervi ...nell'Elektra.

A pochi minuti dal centro di Treviso, il tempo ha rallentato, ed ha permesso al cuore di sostituirsi alla ragione.
La qualità contrapposta alla quantità.
Qui non si producono semplici macchine da caffè, qui si regalano sogni, passioni, emozioni, arte.

Ho voluto abbinare questo mio post ad un classico, cantato nel '64 dagli Animals.
Classico come le macchine qui prodotte.

La mia attività sindacale mi porta talvolta a visitare qualche fabbrica.
Gli odori, lo sporco, il disordine e le facce rassegnate degli operai sono una costante.

Ma qui...

...qui no.
Come un anno fa il sig. Mario si è dimostrato gentile, affabile e soprattutto paziente.
Si è quindi prestato a farmi effettuare un "tour delle meraviglie industriali".

Vecchi macchinari fanno bella mostra di sè.
Piegatrici di 40 anni fa (o più) sono pronte a fare nuovamente il loro dovere.

Questa è un'officina (come risulta anche dal carrello in primo piano); guardate il pavimento (potreste mangiarci sopra) e l'ordine delle Dime posizionate sugli scaffali... tutto perfetto.

Se tra 50 anni ci fosse la richiesta di riproporre modelli fuori produzione, gli stampi sarebbero sempre pronti!
Qualcuno tra di voi riconoscerà questo  supporto per le forature! l'avrei "rubato"!

Negli stessi locali è ospitato il reparto lucidatura ed il box di verniciatura.
Ogni piccolo particolare di rame ed ottone viene rifinito a mano (davvero,l'ho visto con i miei occhi!)
 Mario ci mostra lo spessore "esagerato" del cartone destinato agli imballi: ogni scatola è specifica per i vari modelli, ed è tutto organizzato con logica.
Modelli da bar pronti per essere spediti: allineati come soldatini.
Ed ecco il cuore della fabbrica: il reparto assemblaggio.

Se siete mai entrati in un'officina..
se avete visto le dita di sporco e grasso accumulato in ogni dove..
se, come me, siete cresciuti con l'odore acre dell'olio bruciato nelle narici..
..apprezzerete queste immagini da sogno.
Quanti caffè sforneranno questi gruppi pistone?
Migliaia.
Chi mai sarà il prossimo fortunato possessore?

E quanti di voi neofiti mi scriverete, disperati, che  non riuscite a farci un caffè decente?
Lo ripeto per l'ennesima volta: partendo da zero ci vogliono mesi di prove prima di raggiungere il top: non scoraggiatevi, perseverate!
Caldaie e collegamenti fanno bella mostra di sè, appoggiati su robuste basi d'acciaio.
Quando l'interno è così curato e quasi un delitto nasconderlo. 
Suggerisco ai designer un bel cofano in plexiglass per un futuro modello!
Questo è il training center, dove gli operatori ed i rivenditori vengono opportunamente istruiti.
Le macchine prive dei mantelli di copertura sono analizzate, e capite.

Semplice, diretto, efficace.
"Venite! vi spiego come funziona e ve lo dimostro!"
La Nivola "esplosa", parti sparse della Microcasa a Leva; 
si, ero proprio a Wonderland...
 "Sua maestà il Tamper".
Tale oggetto è il punto di arrivo del barista maniacale: un pressacaffè dinamometrico che comprime il macinato sempre con la stessa forza-peso.
Il macinacaffè Nino sembra in apparenza un qualcosa di già visto:
quasi 70 cm di altezza vi faranno cambiare idea.
Immenso.

Il macinadosatore... questo sconosciuto!

Baristi imbranati danno la colpa dei loro pessimi caffè alla macchina.
Si lamentano che l'espresso non è più buono come prima.
E non cambiano mai le macine!
La durata dell'affilatura delle lame è di circa 1000 - 1200 kg di caffè.
Dopodichè non tagliano più, il chicco non si "sfoglia" ma si "spezza", aumentano gli attriti e si brucia.
La granulometria non è più uniforme e si creano corsie preferenziali per l'acqua.
E noi, sfortunati utenti finali, ci beviamo una schifezza.

Stesso dicasi per certi baristi casalinghi:
spendono 1500 euro per una super macchina, e poi si comprano un macinino - giocattolo.
O peggio ancora, comprano il caffè già macinato "per espresso" al supermercato...
La Belle Epoque denudata ci rivela il suo grande pregio: la caldaia da 5 litri (per la versione più piccola) e tutti gli organi interni alloggiati razionalmente. Sembra il motore di un' automobile giapponese!
Un groviglio di tubicini attendono pazientemente di essere installati.
Chi vuol essere il primo???
Qui sopra ecco svelato qual'è il cuore di ogni macchina da bar: il motore e la pompa dell'acqua.

Ah! lo stanzino dove vorrei lavorare: qui le macchine  vengono revisionate e talvolta modificate.
Una vecchia Microcasa a leva era in attesa di ricevere un nuovo gruppo pistone, per fare altri 25 anni di caffè quotidiano.
 Al termine della visita guidata, ho avuto l'onore di conoscere il sig. Federico, il "paròn" dell'azienda.
Sarei rimasto un giorno intero a sentirlo raccontare con passione la storia dell'Elektra.
 
La storia di scelte coraggiose.
Scelte controtendenza.
Scelte vincenti in un mondo livellato verso il basso.

Io serberò gelosamente nel cuore le emozioni provate, e credo di averne fatte provare altrettante anche a voi. 

Quindi...che cosa state aspettando?
Correte a comprarvi uno di questi gioielli.
Costano tanto, ma valgono tanto.

9 commenti:

  1. Fantastic, Lucio! Thanks for the post!

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  2. Grande Lucio.....come sempre!!

    Ormai il tuo blog e come la sigaretta dopo il caffè!!!!!!

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  3. Una gita di puro piacere... Bellissimo!

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  4. La prossima volta che fai una visita guidata così interessante ..... fai un fischio!!!!!
    Paola di BL

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  5. Ok Paola, sarà fatto!!
    organizzeremo una comitiva :-)

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  6. e ci saro pure io!!!

    Olga

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  7. Ovviamente cara Olga, non serve dirlo! dai che presto se andemo a magnar la porzina de Pepi s'ciavo!!! con tanto kren e senape e birretta d'obbligo.

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