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sabato 9 marzo 2013

il segreto di Pulcinella (lo sanno tutti...)


Recentemente ho "scoperto" un nuovo prodotto che potrebbe essere d'aiuto a chi restaura con amore le proprie caffettiere.
Quando il metallo è molto arrugginito bisogna preservarlo:
togliete la ruggine con carta vetrata 320 (o superiore), poi passate la paglietta di ferro (o talvolta basta solo la paglietta).
Lavate con sapone per piatti ed asciugate con cura: anche un phon per capelli andrà bene.
A questo punto bisogna creare una barriera che impedisca al metallo ripulito di ossidarsi e di creare nuova ruggine.
Io consiglio tre strade:
  1. Convertitore di ruggine (Ferox)
  2. Olio di lino o olio per armi
  3. Supercromo
Questa volta ho utilizzato proprio il Supercromo, una pasta a base di alluminio che permette di ricoprire con poca spesa le parti precedentemente trattate, lasciando comunque intravedere il metallo sottostante.
La pasta si applica usando dei guanti, preferibilmente "a dita", rimuovendo eventuali eccessi dopo qualche minuto con uno straccio.
Dopo qualche settimana poi potrete spazzolare la caffettiera e lucidarla con un panno morbido.
Provare per credere!

domenica 5 febbraio 2012

Napoletanaquilas


Bella!
Bellissima!
Dopo due giorni di lavoro, sono orgoglioso di presentarvi la Napoletana Aquilas, prodotta a Ferrara dai fratelli Santini.
La solita napoletana?
L'ennesima macchinetta?
Direi piuttosto una versione extra lusso dei primi del '900.
Come di consueto il coperchio andava a coprire la parte inferiore trasformando la caffettiera in una cuccuma.
Le foto sono ben fatte, ma l'emozione di vederla dal vivo è fortissima!
Piccoli particolari denotano una cura veramente certosina.
Le quattro tazze risultano ben evidenti dal numero impresso.
Il becco d'uscita... delizioso!
Si... anche questa macchina prenderà la via di Bologna.
Sigh...
E' stato bello, ma è durato troppo poco!

Restauri! Restauri! Restauri!


Spesso le napoletane antiche erano dotate di un manico in legno.
Molto spesso però il manico non c'è.
Scomparso.
Beh, basta ricostruirlo no?
Ma quando avrete un innesto di questo tipo le cose saranno un pò più complicate...
Allargatelo e sollevate il lembo esterno (delicatamente)
Poi, al tornio che sicuramente avrete in cantina andrete a lavorare il nuovo manico.
In questo caso ho sfruttato la gamba di un comodino abbandonato nei pressi di un cassonetto della Caritas...
Terminata la tornitura avrete la zona dell'innesto più larga, a misura per essere inserita nell'alloggiamento, seguita da una gola più stretta.
Il bordo metallico dovrà quindi essere spinto delicatamente nella gola che avrete creato.
Il passo successivo consisterà nel dare al manico una parvenza di antico: tinture all'anilina, gommalacca, olio di lino, cera d'api... ogni restauratore ha la sua ricetta ed i suoi trucchi segreti.

Una volta asciutto e lucidato, il manico sarà pronto, quindi potrete iniziare a ripulire il metallo, come già ampiamente spiegato nei precedenti post.
Curiosi di vedere il risultato finale?


Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...