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giovedì 17 maggio 2012

Il Gigante Buono


Mesi fa partecipai attivamente all'acquisto di questa macchina..
..come consulente esterno.
Poi, viste le pessime condizioni estetiche, mi fu affidata per il consueto restauro.
Con riferimento al titolo, le sue dimensioni sono ragguardevoli:
10 o 12 tazze, e tra le macchine a spirito di questa tipologia è certamente la più pesante che mi sia mai capitata.
Priva di marchi, un vero peccato.

Quindi lasciamo spazio alle supposizioni:
costruita in ottone ottimamente nichelato: Tedesca?
particolari quali i piedini, il castello e l'archetto: Inglese?
particolari quali il filtro ed il bruciatore: Italiana?
Solo il Sommo Carli ci potrà illuminare!
Stupidamente non ho fatto alcuna foto prima della pulizia, ma la macchina era di un colore verde satinato, talmente uniforme da farla sembrare dipinta.
E' come se l'ossidazione dell'ottone fosse "trasudata" attraverso la nichelatura.
Poi, i consueti lavaggi caustici e la meravigliosa lana d'acciaio 0000 hanno rimosso la patina, trasformando
il brutto anatroccolo in cigno scintillante.


venerdì 5 agosto 2011

Caffettiera espresso Aquilas (1)


 
 1915-1918
Tre anni difficili, terribili, una guerra assurda, combattuta ancor più assurdamente.
Potrei scriverne per ore, citando le decine di libri che ho letto sull'argomento.
E descrivendo ciò che ho visto con i miei occhi lungo tutto il fronte di guerra, da Duino alla Marmolada...
Ma sarei troppo polemico, e forse anche un pò noioso.

Questo è un blog sulle caffettiere, quindi parliamo di questo.
Come potrete notare nella cartolina d'epoca qui sopra si intravede una Aquilas di Ferrara.
Le sue forme sono inequivocabili.

"Il Tenente si sta preparando un caffettino, nel calduccio del suo ricovero (notate la stufa in basso a destra) tra un assalto suicida comandato, ed una fucilazione dei propri uomini ad opera dei Carabinieri Reali..."
Da un catalogo del 1923 gentilmente inviatomi dal dott. Cavallaroni, possiamo notare che la caffettiera qui sotto fotografata è un mix tra il modello nuovo e quello vecchio.

Ma quella della foto d'epoca ha sicuramente il supporto del modello nuovo (notate l'inclinazione delle esili gambine..)
Queste macchine stanno diventando sempre più difficili da trovare,quindi non spaventatevi se ve ne capita una in queste condizioni.

Forse è proprio una reduce del fronte, ha visto gli orrori del Carso... 
Si merita quindi di essere "curata a dovere".
Questo supporto (o castello che dir si voglia) ha una simpatica particolarità:
come per la maggior parte di queste macchine delicate e fragilissime, gli steli si erano dissaldati dalla base, creando delle voragini al posto dei fori di passaggio.
Per questo motivo erano stati fatti dei nuovi fori, nuove saldature, ed i buchi erano stati "rattoppati" con delle borchie d'ottone.
Semplice, geniale, da copiare assolutamente in caso di necessità.
Come si affronta un restauro "storicamente corretto"?
Paglietta 000 
Carta vetrata 400
Pasta abrasiva
Grasso di vasellina
Gomma nera da 1mm
Sapone per piatti

Quanto prima pubblicherò i risultati del mio lavoro...
10 ore di gran fatica, ma la soddisfazione...
è stata veramente esaltante!

sabato 25 giugno 2011

Stella stellina...



Una bella pubblicità del 1934, dono gradito del sommo Alberto, ci introduce una Stella da me restaurata questa settimana.

Nessuno slogan la accompagna, solo le immagini evocative di un discreto benessere.
La Signora, dotata di un bel taglio alla moda importato da oltre oceano, sorseggia il caffè; la sua sigaretta quasi giunta al termine è nel posacenere.
Il Signore, bell'uomo e molto prestante, mette in mostra i suoi capelli impomatati ed un completo elegantissimo.
Non è il padrone di casa (starebbe in poltrona anch'esso..). Il linguaggio del corpo non mente: petto in fuori, gamba sollevata per esporre al meglio la zona pelvica; molto sicuro di sè.
Lei, elegantissima, con vestito attillato che esalta una certa "turgidità" del busto, ha la mano sinistra reclinata, altro simbolo di disponibilità sessuale.

Sul tavolino, simile ad un menhir, La caffettiera Stella troneggia, lasciandoci accostare incosciamente  la sua conformazione ad una specifica parte anatomica.


Un incontro galante?
Prima o dopo il "folle amplesso di un dì"?
Il marito cornutazzo, forse gerarca del Regime sapeva e taceva?

 ...nel dolce incanto d'amor...
Gli anni '30...
Gli anni dell'ingenuità, del tutto simili al decennio appena trascorso.
Mario mi ha inviato questa caffettiera, invitandomi a "riportarla in vita".
Nessun problema, ho pensato, ne ho già restaurate almeno una decina..
Ma non mi sarei mai aspettato una macchina talmente "incollata".
La consueta bollitura l'ho dovuta prolungare di qualche ora, ed ho dovuto letteralmente penare per estrarre il fornelletto.
Una bella sfida... vinta.
Poi, non pago, ho voluto anche farci il caffè, vero atto finale di ogni mio restauro.
Vi assicuro che il profumo era davvero ottimo!

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...