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sabato 13 febbraio 2016

venerdì 30 agosto 2013

The Baker coffee maker: a scientific kitchen utensil




Nel meraviglioso universo delle apparecchiature destinate alla creazione del magico infuso (il caffè), la Baker merita a mio avviso un posto d'onore.

Non è bella.
Non è tecnologicamente avanzata per l'epoca.
Non è costruita con materiali pregiati.

E' pragmatica, senza fronzoli o orpelli.
Semplice da usare.
Funzionale.
E credetemi, non è cosa di poco conto...
La confezione ben riflette lo spirito costruttivo generale:
foglio d'istruzioni? No grazie, la stessa scatola diventa istruzioni e pubblicità, una volta esposta in un negozio.
Come sempre consiglio lo studio della lingua inglese per poter apprezzare appieno queste immagini.
Per i pochi che a scuola hanno studiato altro, o non hanno imparato nulla, voglio tradurre una piccola significativa parte:

Le uova utilizzate per far depositare il caffè (macinato) sigillano le cellule oleose, impediscono il rilascio della completa "forza" del caffè e non aggiungono nulla all'aroma.
Il caffè fatto senza uova quindi è più economico (l'uovo costa!).
La caffettiera Baker chiarifica il caffè.

 Uova?

Alzi la mano chi sa di cosa stiamo parlando.
In realtà è una tecnica antica per far depositare i fondi del caffè  senza alcun altro metodo di filtraggio.
Nasce probabilmente in Scandinavia e Norvegia nei primi anni dell'800, per poi diffondersi negli Stati Uniti con le immigrazioni. Veniva chiamato anche "il caffè del raduno ecclesiastico" perchè si utilizzava per grandi quantità di infuso.
In un pentolone si aggiungeva il caffè e uno o due uova strapazzate, compreso il guscio (!!).
Durante la bollitura l'uovo catturava tutto il caffè macinato, creando una sorta di malta vischiosa che si depositava sul fondo del pentolone.

Lascio a voi ogni giudizio e commento in merito.
Le istruzioni ci avvisano che... una bella pulizia saltuaria con la soda, ed il vostro caffè sarà sempre "dolce" e "pulito".
E quindi finalmente ecco a voi la "favolosa Baker" (citando il famoso film del 1989).
E' un bidone di latta stagnata.
Il manico è removibile, per contenere gli ingombri della scatola.
In rilievo vediamo il nome e la data del brevetto (potevano anche scriverci il n°... mi avrebbero risparmiato un bel pò di tempo in ricerche.)
Il manico è di legno verniciato.
E sul fondo... un oggetto strano.
Molti avranno già capito.
E' uno sfiato, per permettere all'aria di entrare dopo aver rovesciato la Baker ed averla posizionata sopra la caffettiera a servire.

Altrimenti, creandosi il vuoto all'interno, la percolazione sarebbe stata estremamente lenta, regalando una nota amara al caffè.

Il collezionista poco attento potrebbe paragonarla ad altre caffettiere francesi dei primi anni dell'800, ma proprio questa valvola fa la differenza!
Il filtro a sacchetto...
...ed il suo supporto.
Notate il tramezzo per aiutare l'estrazione dal corpo macchina.
Il caffè veniva posto assieme all'acqua (calda o fredda) all'interno della caffettiera, poi una volta tolta dal fuoco, si inseriva il filtro, si rovesciava la caffettiera, e si premeva lo sfiato. Pronto il caffè!
Ehm.. mi scuso ma non avevo un bricco delle dimensioni corrette, ma almeno vi farete un'idea.
Il brevetto di Thomas Baker mostra la caffettiera in sezione e soprattutto il particolare dello sfiato.
Qui sotto notiamo una cameriera mentre preme il "magico nottolino".
Un dollaro del 1902 è pari a circa 28 dollari odierni.
Mi sembra un prezzo molto onesto!
I fratelli Baker, Thomas e William, erano inoltre proprietari della celeberrima torrefazione 
Barrington Hall a Minneapolis.
Nella pubblicità qui sopra potrete scoprire le mirabolanti caratteristiche del caffè "Bakerizzato", cioè macinato con mole di acciaio, una vera rarità per l'epoca.

Ma di questo ne parleremo (forse) un'altra volta. 

BAKER!
BAKER!
BAKER!


domenica 11 agosto 2013

Quando le supposizioni si scontrano con i fatti.


Anni fa qualcuno dichiarava un qualcosa sulle Atomic, e solo per il fatto di averlo scritto in internet, ciò diventava Storia, Realtà, Oggettività.

Poi arrivò Lui.

Ed iniziò a chiedere informazioni.
Iniziò a ricercare la Verità.
Iniziò a pretendere di conoscere le fonti alle quali gli "esperti" attingevano le loro conoscenze.
Ma non c'era nessuna fonte.
Solo... supposizioni.

Ciò non era tollerabile per un serio ricercatore.

All'inizio non capivo.
Ed anch'io ho scritto un bel pò di idiozie.

Ma poi ho visto la Luce, grazie a Mik.
La "certezza" di tutti questi anni era il fatto che il modello "A" a testa piatta era il primo tipo prodotto da Robbiati. 
I brevetti lo confermavano pienamente.
Il modello "B" era il tipo successivo.
Due stili simili ma sostanzialmente diversi.

Il dubbio quindi era il seguente: il modello "A" 
venne sostituito dal "B"?
Tutti lo pensavano.
Tutti ne erano certi.
Era logico.
Ovvio.

Ed invece...
Ecco una cartolina che ritrae entrambi i modelli.
E sul retro la loro indicazione tecnica: 6/T ("A")  e  9/T ("B").
Sei tazze e nove tazze! Ecco la discriminante.
Ecco perchè si trovano ancora molte Atomic "A" sui banchetti dell'usato di Milano e dintorni: ne vennero prodotte a migliaia e chissà per quanti anni!
Se rivalutiamo il prezzo (al commerciante) la "A" costerebbe oggi 46 euro, quindi una stima del prezzo al dettaglio potrebbe essere di 110 euro circa.
Se rivalutiamo il prezzo (al commerciante) la "A" costerebbe oggi 51 euro, quindi una stima del prezzo al dettaglio potrebbe essere di 122 euro circa.

Quanti capiranno il senso di questo post?
 
..grazie e distinti saluti..
 

mercoledì 23 gennaio 2013

Simpatiche testimonianze dal passato



Ci sono dei mercati esteri dai quali mi tengo abbondantemente alla larga;
uno di questi è certamente la Spagna.
Perchè questa decisione?
La Spagna è in crisi quanto l'Italia, anzi qualcosina di più.
Eppure i prezzi delle caffettiere rimangono sempre altissimi, direi spropositati.

Pagare il giusto, sempre.
Questo è il mio credo.
Talvolta ho rinunciato a delle belle macchine, ma il mio budget mensile, è sempre più risicato.
Tutta questa noiosa introduzione per raccontare le modalità di acquisto di questa "cafetera": 
presa in Spagna ad un prezzo (purtroppo) medio - alto.
Lo so, non avrei dovuto, ma quando mai ne troverò un'altra???
Che noia questo post...(penserete voi...).
Per poi presentare la solita pressofiltro tipo Melior..

Però a ben vedere, non può essere una Melior: non è cilindrica.
Ed il pomello del coperchio è in ceramica, non in legno o bakelite.
E poi qual'è la funzione del tappino munito di catenella?
La caffettiera era leggermente nichelata in origine, ma gli anni, l'umidità e l'uso l'avevano ridotta veramente male, donando all'insieme un color marroncino-ruggine.
Una passatina del mio impasto "segretissimo" ed eccola riprendere un pò di tinta..
Il numero inciso alla base del manico non lascia dubbi: è una caffettiera ed è da 4 tazze.
Qui sotto vi prego di notare il pistone che ... pistone non è!
Chiamamola "asta di sollevamento", necessaria a sollevare il filtro ad essa collegato.
Il traversino sottile in filo di ferro aveva la duplice funzione di aggancio al tappo sovrastante (munito di due uncini) in posizione sollevata, e di bloccaggio della parte inferiore del filtro stesso.
Questa quindi è un'infusiera ed il filtro, dopo i canonici 5-7 minuti di immersione nell'acqua bollente, poteva essere sollevato, lasciandolo gocciolare la preziosa bevenda all'interno del bricco sottostante senza dover rimuovere il coperchio.
Il tappino con catenella aiutava ad imprigionare tutti gli aromi al di sopra della bevanda, pronti a fuoriuscire all'atto del versamento in tazza.
 
Bella.
Geniale.
Diversa.

domenica 15 luglio 2012

Caffettiera Stime


Con gioia ed orgoglio voglio presentarvi la caffettiera Stime.
Forse prodotta a Bologna negli anni '50?
Presenta delle finezze costruttive di gran pregio, anche se l'alluminio impiegato non è di altissima qualità e poco si presta alla sua lucidatura.
Mi scuso, la foto non è riuscita un granchè, ma sul manico reca in rilievo "Prodotti Stime Italia".
Almeno per questa volta la macchina ha un nome!
Pesantissima, ultra dimensionata negli spessori, e dotata di un simpatico "naso" porta valvola di sicurezza.
Una volta aperta ci svela un suo piccolo segreto: il filtro è un blocco di alluminio tornito, unico nel suo genere (e certamente più costoso da realizzare!).
Gran macchina!
Elegante, raffinata, unica.

domenica 6 maggio 2012

Piston Freezing Machine and Ice Company: Ash's Kaffeekanne

 1866
 Ancora un'altra delle invenzioni del sig. Ash esposta (alla fiera) dalla stessa società (Piston Freezing Machine and Ice Company), è la KaffeKanne, che combina i vantaggi della normale caffettiera ed il "percolatore". La normale pentola bollente produce caffè forte, ed è rapida nella sua azione, ma il sapore è suscettibile di essere rovinato dall'ebollizione, e il caffè necessita di essere filtrato (ripulito). Il percolatore fa un caffè di sapore delicato, ma debole di gusto, a meno che non venga utilizzata una grande quantità di caffè macinato, ma è anche noioso nel suo funzionamento, e il caffè perde il suo calore e gran parte del suo aroma, mentre la Ash "Kaffeekanne" assicura un calore sufficiente e non eccessivo, perche è fornita di una camicia di acqua calda, e il caffè è reso perfettamente pulito essendo prelevato dal basso da un doppio fondo rivestito con un tessuto filtrante. Il caffè viene estratto in un bagno di acqua bollente. Due minuti sono sufficienti per il funzionamento. La filtrazione è perfetta, immediata, e sempre certa.

1870
La Kaffee-Kanne, questo è il nome dato ad una nuova ed eccellente caffettiera, che unisce le migliori qualità del percolatore con la normale caffettiera. Essa può essere collocata sul fuoco, o riscaldata per mezzo di una lampada a spirito. Si compone di due contenitori (coassiali), posti su un supporto mobile di stagno, sotto i quali è posta la lampadina spirito. L'involucro esterno o "camicia" di stagno ha un labbro, nel quale viene versata sufficiente acqua calda per riempire la cavità tra la parte interna ed esterna. L'acqua in questa "giacca" esterna è mantenuta bollente per mezzo del fuoco o lampada a spirito, e il caffè viene messo in un filtro di flanella ben calzante nel contenitore interno; dell'acqua bollente viene versata delicatamente su di esso (il caffè), e in meno di cinque minuti caffè chiaro e forte può essere prelevato attraverso il rubinetto posto sul fondo della Kanne Kaffee. Il caffè preparato in questo modo è molto più aromatico, nonché economico, rispetto a quello bollito. Parliamo forti di una certa esperienza, avendo utilizzato la Kaffee Kanne giornalmente per un certo periodo di tempo, e l'ho trovata in ogni modo soddisfacente. E 'brevettato da Mr. Ash, ed è prodotto dalla Piston Freezing Machine and Ice Company.



 1866
Still another of Mr. Ash's inventions exhibited by the same company, is the Kaffe Kanne, which combines the advantages of the ordinary coffee-pot and the" percolator."
The ordinary boiling pot produces strong coffee, and is rapid in its action, but the flavour is liable to injury from boiling, and the coffee requires clearing. The percolator makes coffee of a fine flavour, but weak, unless a very large quantity of ground coffee is used; it is also tedious in its operation, and the coffee loses its heat and much of its arome, whereas Ash's "Kaffeekanne" insures a sufficient and not excessive heat, which is provided for by means of a hot water jacket; and the coffee is rendered perfectly bright by being drawn off from below a false bottom covered with a filtering fabric.
The coffee is extracted in a boiling water bath. Two minutes is sufficient for the operation. The filtration is perfect, immediate, and always certain.

1870
The Kaffee Kanne-This is the name given to a new and excellent kind of coffee-pot, combining the best qualities of the percolator with the ordinary coffee-pot. It can either be placed on the fire, or heated by means of a spirit-lamp. It consists of two pots in one, on a moveable tin stand, underneath which the spirit lamp is placed. The outer casing or "jacket" of tin has a lip, into which sufficient hot water is poured to fill the cavity between the outer and inner pot. The water in this outside jacket is kept boiling by means of the fire or lamp; and the coffee is put on a tightly fitting flannel strainer in the inner pot; boiling water is gently poured over it, and in less than five minutes clear, bright, strong coffee may be drawn off through the tap in the bottom of the kaffee kanne.
The coffee made in this way is much more aromatic, as well as economical, than when boiled. We speak from some experience, having used the kaffee kanne daily for some time, and found it in every way satisfactory. It is patented by Mr. Ash, and is manufactured by the Piston Freezing Machine and Ice Company.


Più di 140 anni...
Talvolta certe macchine da caffè mi commuovono.
Penso a come hanno potuto arrivare intatte ai giorni nostri.
Penso alle Storie che potrebbero raccontarci.
Macchine difficili da trovare.
In queste condizioni poi...
La Ash's Kaffeekanne fu prodotta da un'azienda che aveva all'epoca più di 100 anni di esperienza in... impianti frigoriferi.
Per quanto ne so, fu il primo e l'unico apparato per l'estrazione del caffè da loro commercializzato.
Stilisticamente perfetta.
Linee semplici.
Ottone a profusione.
Ecco l'imbuto nel quale veniva versata l'acqua per mantenere alla corretta temperatura l'infuso.
I manici in legno pregiato isolavano dal calore con... classe.
Qui sotto potete vedere l'interno della macchina, nel quale trova alloggiamento il filtro oggetto di un mio post qualche settimana fa http://caffettiere.blogspot.it/2012/04/il-filtro-biggin.html (click sul link).
All'interno del coperchio...
Il marchio.
Bello.
Fantastico!
"Coffee in perfection".
Oxford Street nel 1880, il terzo edificio sulla destra era la sede della Piston Freezing.
Il fornellino probabilmente non è l'originale ma anch'esso è molto elegante.
La parte dipinta è in ottone; probabilmente la sua verniciatura fu effettuata per adattarsi al colore delle parti in legno.
Concludo con il supporto.
Guardate i piedini d'appoggio:
meravigliosi.
Incredibilmente moderno e semplicemente perfetto.
Come tutta la Ash.

domenica 26 febbraio 2012

Caffettiera di latta


Il collezionista medio si aggira spesso con fare furtivo tra i banchetti del mercatino...
Visto da vicino sembra stia vivendo in una versione cosciente della fase REM
gli occhi impazziti corrono alla ricerca qua e là di forme conosciute, viste e riviste tra le pagine dei libri o... in questo blog.

Il rischio più grosso è quello di lasciarsi scappare piccoli oggetti quasi insignificanti, essendo mentalmente alla ricerca di cromature e macchine di alluminio tondeggianti...
Ma G.G. , il Principe del foro Felsineo, ha imparato a riconoscere anche le caffettiere diversamente belle.
Quanti secoli di Storia avrà visto questo oggettino?

Quanti collezionisti osserveranno queste immagini provando un senso di sottile disgusto?
Confessate... l'avreste mai presa? 

Io che l'ho tenuta in mano, mi sono commosso, ed ho ringraziato il Cielo di averla fatta arrivare sana e salva fino ai giorni nostri.

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...