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Lamp (La Metallurgica Pavia): piccoli grandi restauri (3)


Ed eccoci alla terza parte...

Qual'è lo scopo finale di ogni restauro?
Oops! riformulo la domanda:
Qual'è il mio scopo finale?


Se questa è una macchina espresso... pur se anni '20...
Deve fare un buon espresso!!!
Due fattori mi hanno spinto in questa direzione:
  • La resistenza era marchiata 220V
  • Il tester indicava che la macchina non scaricava a massa e che la resistenza... era "resistente".
Il mistero del 220V su una macchina così antica mi stimola la fantasia.
Un amico elettricista mi ha raccontato che a suo avviso il 220V esisteva già nei primi anni del '900, e che il 125V era in realtà la tensione nelle case dei meno abbienti.
Se qualcuno avesse qualche notizia a riguardo sarei ben lieto di pubblicarla.
Le guarnizioni hanno fatto egregiamente il loro dovere; l'unica mia preoccupazione era la mancanza di una valvola di sicurezza.
Ma alla fine il caffè è uscito borbottando allegramente, con un metodo d'estrazione uguale alla moka, a pressione di vapore.
Da questo punto di vista la Victoria Arduino da me recensita qualche mese fa replicava più fedelmente la tecnologia dei modelli da bar.
Qui sotto possiamo ammirare il pittoresco sistema di isolamento a... perline di vetro colorate.
Antiche, tutte diverse tra loro e bellissime!
"Mia diletta, abbandoniamoci ad una bevanda corroborante, siffatta con tal apparecchiatura, così simile a quelle dei migliori caffè cittadini.
Orsù, appoggia l'infante nella sua culla, e mentre berrai questo nettare, ti chiedo solo di rifare quel giuoco che tanto mi fà sobbalzare il cuor...
Reclina leggermete la testa e esponi il tuo collo marmoreo alla mia bramosìa...
Avidi baci, languide carezze, ed un buon caffè, null'altro chiedo per accondiscendere alla mia felicità"

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Carta assorbente tipo ScottexGuanti in gomma (nitrile)Sapone liquido per piattiAlcool denaturatoStracci puliti
Una dose massiccia di pazienzaQualche litro di olio di gomito
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