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giovedì 8 gennaio 2009

Prima Espresso OMG


Guardatemi sono tutta diversa.

Nel 1966 la Prima Espresso ci allettava in tal guisa.

Un'oggetto di incredibile bellezza,
sicuramente avveniristico per l'epoca

La particolarità principale consisteva nel fatto che il caffè risaliva
lungo tutta la circonferenza e attraverso dei condotti ricavati nel mantello esterno.
Una camicia provvedeva a garantire la tenuta.

Il caffè doveva essere macinato fine; questo avrebbe dovuto
rendere la bevanda simile all'espresso del bar...

Addirittura il coperchio recava la firma del
designer , de Goetzen.
Alla 3° mostra Macef vinse (con pieno merito) il primo premio.

sabato 13 dicembre 2008

Caffexpress (LISA)


Tante volte ho esitato: la prendo, non la prendo?
E con regolarità sadica E-bay me la riproponeva a prezzi
variabili.... Ma l'attesa ha permesso al destino di farci incontrare.
Ovviamente ad un prezzo sensibilmente inferiore.


Pur se non in perfette condizioni esterne, internamente
la macchina è integra e la cosa più interessante, è che
il caffè ottenuto è ... incredibile.
Infatti l'anello superiore è collegato ad un peso che va a chiudere
l'orifizio di uscita del nero nettare.


La pressione interna non trova sfogo fino all'apertura repentina della
valvola a peso: ciò crea una preinfusione lenta, seguita ad una vera e propria espulsione
di una crema ben consistente di caffè direttamente nelle tazzine che nel frattempo si sono preriscaldate.
Geniale e ben progettato.
Un anello in gomma evita la fuoriuscita del caffè dal cappello superiore.
Un piccolo mistero è dato dal bicchiere forato che va posto all'interno della caffettiera.
Ho provato a non inserirlo ma il caffè ottenuto non era all'altezza dei precedenti.


La consiglio a tutti quelli che amano l'espresso e la moka in egual misura.

domenica 26 ottobre 2008

Sama Milano modello export : un trattore da caffè

Negli anni '70 una piccola azienda di Milano produsse queste macchine espresso adatte ad un uso casalingo .
Ogni più piccolo particolare fu realizzato seguendo principi di praticità e razionalità.
Tanto acciaio inox (compresa la caldaia) dimensioni compatte, e sforzo ridotto per azionare la leva, ne decretarono un discreto successo nel mondo dei "maniaci" del caffè espresso.

Incredibilmente e dopo varie vicissitudini, la stessa macchina con lo stesso nome (export) viene tuttora prodotta dalla Ponte Vecchio di Pavia.
Evidentemente il progetto di base era qualitativamente...perfetto.

Le sue linee squadrate riflettono le tendenze stilistiche di quegli anni.
La griglia superiore funge da scalda tazzina monoposto.


Il controllo visivo del livello: una chicca sempre utile per evitare di mandare in corto circuito la resistenza


Un timer magnetico (in tinta!) da me applicato sul fianco mi avvisa quando la macchina è in temperatura (circa 7 minuti)


Vista dall'alto della razionale disposizione dell'apparecchiatura di erogazione del vapore, per ottenere cremosi capuccini (...soffici...) e della valvola di sicurezza, atta ad evitare sovrappressioni in caldaia.


Dopo quasi un mese dall'acquisto posso finalmente fornire un giudizio oggettivo: questa macchina è veramente un trattore, un' inarrestabile sforna caffè, facile da pulire, resistente all'uso quotidiano, capace di ottimi cappuccini.
Le condizioni generali sono ottime, ero tentato (un giorno lo farò) dal sostituire le guarnizioni del pistone , ma al momento non è assolutamente necessario.

In una prova in parallelo con la Elektra , stesso caffè e stessa macinatura, regge il confronto a livello visivo ed olfattivo, ottenendo una maggior quantità di crema (che fastidio!), perdendo però la sfida nell'assaggio. Vedremo nei prossimi mesi se riuscirò a trovare un buon compromesso tra grado di macinatura e peso di compressione del macinato.

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...