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Parafrasando Heinrich Wolfgang Seidel, si potrebbe affermare che
La forma più sublime dell'egoismo si chiama "caffè".

Ebbene si, tanto si apprezza l'aspetto conviviale del caffè, quanto (spesso) ne si adora l'atto della preparazione ben curata ...per noi stessi.
L'impegno profuso deve essere però proporzionale alla miscela impiegata.
Nessuno perderebbe tempo ed energie per preparare al meglio
 un caffè da 5 euro al kg...
Quindi per i caffè da una tazzina, ci vogliono le caffettiere da una tazzina.
Piccole, simpatiche, delicate, sono veri e propri oggetti di culto per i collezionisti "più sensibili", assumendo talvolta la connotazione di feticcio.
La caffettiera che oggi andrò a presentarvi è molto piccola, alta quasi come una lattina di Coca Cola.
Strana e particolare, riesce a suscitare immediata simpatia al tatto.
Databile 1920 più o meno...
...quando gli oggetti erano veramente ben curati.

Anche questa meraviglia è di proprietà di un'altro collezionista, purtroppo per lui, incapace (mentalmente) di tentare il benchè minimo restauro.
Spesso veniamo condizionati a credere di non riuscire a fare una determinata cosa, ma le nostre potenzialità sono veramente illimitate.
Le nostre credenze creano magicamente la realtà che poi riteniamo immutabile, ma non è così.  
Me ne rammarico per perchè solo con la pulizia ed il restauro si riescono a cogliere gli aspetti più reconditi di una macchina d'epoca.
Interessante è il sistema di percolazione:
il gruppo del filtro si avvita tramite la parte terminale del tubicino all'interno della caldaia.  
Durante la fase di riscaldamento l'acqua viene sospinta verso l'alto, 
bagna il macinato 
e ricade estraendo la nera bevanda nella camera superiore per poi fuoriuscire direttamente in tazza.
Come al solito le mie ricerche  su questa ditta non sono andate a buon fine: è americana? è inglese? 
Aiutooooo!!!

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