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La Super di Federico Terminali

Fascino.
Questa è la parola magica che noi poveri collezionisti utilizziamo per giustificare le nostre malefatte.


"Ma è SOLO una caffettiera!!" mi dicono spesso.
No, mi dispiace, non ci si può limitare alla visione oggettiva; subentrano 
altri fattori emozionali  quando incontriamo simili meraviglie.

Qualche pezzo di alluminio e una guarnizione in gomma.
Questa è la cruda sintesi di cos'è questa caffettiera.
Ma il resto...
Storia, Ingegno, Fatica, Arte.... Passione!
Ecco gli elementi intrinsechi, quelli che ci permettono di sognare.

E la Super è veramente una caffettiera da sogno.
Capace di regalare brividi al solo tatto.
Particolare, come tante sorelle emiliane, si caratterizza per l'assenza di una classica valvola di sicurezza posta all'esterno della caldaia.
Cos'è capace di fare una signora pur di mantenere la linea...

Lo screen forato...ma come mai?

Ecco il motivo:
un tubicino verticale fungente da guida per...

...la valvola di sicurezza vera e propria, posta al di sotto del filtro.
In caso di sovrappressione avrebbe provveduto a sfiatare lungo il camino!
Ammiriamo in religioso silenzio i tre tubicini di ingresso acqua; dopo la Super, mai più un filtro riuscì a caratterizzare a tal punto la propria caffettiera.

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Attrezzature occorrenti:
Ovatta lucidante Duraglit per metalli e per argentoPaglietta in ferro
Carta assorbente tipo ScottexGuanti in gomma (nitrile)Sapone liquido per piattiAlcool denaturatoStracci puliti
Una dose massiccia di pazienzaQualche litro di olio di gomito
La cavia in questo caso era una Stella anni '50 in discrete condizioni.

Il primo passo consiste nel valutare il grado di ossidazione del metallo e la quantità di grasso che normalmente ricopre le macchine tenute su qualche mensola in cucina.
Nel caso ci fosse uno strato di grasso eccessivo, suggerisco di effettuare più passate di carta assorbente ben intrisa di alcool.
Nei casi più disperati si può ricorrere a diluenti nitro o acquaragia.

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