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Neofiltre Aeropercolateur




Mi sei scoppiata
dentro al cuore all'improvviso
all'improvviso non so perché
non lo so perché all'improvviso
all'improvviso
sarà perché ti ho guardato
come nessuno ti ha guardato mai
mi sento vivo
all'improvviso per te
Da alcuni anni questa immagine pubblicitaria mi ossessionava.
Mi svegliavo la notte mandido di sudore urlando 
"Aeropercolateur!!!".

Ricerche costanti nei consueti siti di vendita francesi non sortivano alcun risultato, mesi dopo mesi,
anzi, peggioravano il mio sconforto.
Doveva pur esistere! Un conto è trovare un brevetto, ma la pubblicità "per uso domestico" ne attestava la sua inequivocabile esistenza.
E poi... all'improvviso ecco l'annuncio.
Mancava il manico superiore, qualche parte era dissaldata, ma poteva un'ostacolo così insulso arrestare la mia bramosia?
Ovviamente no.

Quanti l'avranno notata?
Quanti avranno pensato "ecco la solita Salam?". 
Un unico offerente.
Per mia fortuna. 


Questo a conferma del fatto che lo studio documentale deve essere assoluta parte integrante del buon collezionista: 
non è sufficiente scandagliare il web alla ricerca dell'affarone, se poi non si sà cosa cercare.
Ripensando al passato.. con il senno di poi.. quante meraviglie mi sono lasciato scappare a causa della mia  ignoranza.

Ed oggi.. più imparo e meno ne sò...
 
Libri, pubblicazioni, foto d'epoca, libretti d'istruzioni, pubblicità, cataloghi di casalinghi, brevetti... tutto concorre a formare la Cultura del collezionista di Caffettiere.
 Una bella lucidatura l'ha riportata agli antichi fasti.
Il manico superiore l'ho ritagliato da uno scarto di legno trovato in cantina.
Le alette di fissaggio del manico arrivano da una vecchia latta d'olio.
  
S'intravede, seminascosto dalla cromatura, il nome dell'azienda produttrice, la Vite et Bon.
Qui sotto vediamo l'archetto semisferico per il serraggio del tappo.
La corona perfettamente zigrinata è in ottone cromato.
Particolare della pompetta: s'intravede al di sotto della protezione in acciaio armonico il tubicino di collegamento in plastica trasparente (oggi denominato Rilsan).
La pompa non è anodizzata, bensì verniciata (credo a forno).
La pompa è una Femina (si, senza accenti, ed evito ogni ovvio commento poco elegante), e venne brevettata in tutto il mondo.
Il cilindro zigrinato nasconde al suo interno una piccola valvola di non ritorno.
La guarnizione interna a labbro si era legermente contratta in tutti questi anni, annullando l'effetto pompante.
Due modifiche facili facili, ( ma protette dal Lvx copyright) ne hanno ripristinato l'uso.
Di fatto la potremmo definire come la "nonna" della Aeropress :
l'acqua veniva fatta bollire a parte, e veniva versata all'interno del cilindro superiore, dopo aver inserito la giusta quantità di caffè.
Un geniale sistema a vite pressava il caffè per compattarlo e creare una superficie uniforme e poco permeabile al passaggio troppo rapido dell'acqua.
Il foro di uscita singolo e molto stretto, rallentava la percolazione a pressione atmosferica, ma, serrando il coperchio e pompando con un buon ritmo, si creava nella zona sovrastante il pelo d'acqua una pressione che a mia stima poteva raggiungere i 3-4 bar ( ma molto dipendeva dalla potenza del vostro pollice ).
Tale "peso aggiuntivo" velocizzava il flusso dell'acqua, evitando l'estrazione di molte sostanze amare e poco gradevoli al palato delle mademoiselle francesi degli anni '50.
Ritengo che il terzo filtro sia stata un'aggiunta posticcia, per impedire che qualche granello di caffè macinato arrivasse poi in tazza.
Questa macchina è un sogno.
Un desiderio avverato.
Una delle mie "nuove favorite".
La mia Neofiltre !

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