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mercoledì 14 agosto 2013

Macchina per caffè Venus / Moka

L'amico Doug Eisemann da Bellefonte in Pennsylvania
mi invia queste belle foto per la gioia di tutti.
Si tratta della Victoria Arduino Venus Moka,
una follia stilistica, forse degli anni '70.
Un blocco di ottone massiccio e tre uscite:
caffè
acqua calda
vapore
L'ho avuta più volte in mano, avrei potuto comprarla (a caro prezzo),
ma ho sempre avuto una certa...resistenza.
Troppo tozza.
Troppo pesante.
Troppo poco... elegante.
Magari con uno scudetto smaltato stile anni '30 ci avrei fatto un pensierino.
Se però a voi piace, prendetela, è una macchina che tra 30 anni sarà molto ricercata.
Consideratelo un investimento.

domenica 11 agosto 2013

Quando le supposizioni si scontrano con i fatti.


Anni fa qualcuno dichiarava un qualcosa sulle Atomic, e solo per il fatto di averlo scritto in internet, ciò diventava Storia, Realtà, Oggettività.

Poi arrivò Lui.

Ed iniziò a chiedere informazioni.
Iniziò a ricercare la Verità.
Iniziò a pretendere di conoscere le fonti alle quali gli "esperti" attingevano le loro conoscenze.
Ma non c'era nessuna fonte.
Solo... supposizioni.

Ciò non era tollerabile per un serio ricercatore.

All'inizio non capivo.
Ed anch'io ho scritto un bel pò di idiozie.

Ma poi ho visto la Luce, grazie a Mik.
La "certezza" di tutti questi anni era il fatto che il modello "A" a testa piatta era il primo tipo prodotto da Robbiati. 
I brevetti lo confermavano pienamente.
Il modello "B" era il tipo successivo.
Due stili simili ma sostanzialmente diversi.

Il dubbio quindi era il seguente: il modello "A" 
venne sostituito dal "B"?
Tutti lo pensavano.
Tutti ne erano certi.
Era logico.
Ovvio.

Ed invece...
Ecco una cartolina che ritrae entrambi i modelli.
E sul retro la loro indicazione tecnica: 6/T ("A")  e  9/T ("B").
Sei tazze e nove tazze! Ecco la discriminante.
Ecco perchè si trovano ancora molte Atomic "A" sui banchetti dell'usato di Milano e dintorni: ne vennero prodotte a migliaia e chissà per quanti anni!
Se rivalutiamo il prezzo (al commerciante) la "A" costerebbe oggi 46 euro, quindi una stima del prezzo al dettaglio potrebbe essere di 110 euro circa.
Se rivalutiamo il prezzo (al commerciante) la "A" costerebbe oggi 51 euro, quindi una stima del prezzo al dettaglio potrebbe essere di 122 euro circa.

Quanti capiranno il senso di questo post?
 
..grazie e distinti saluti..
 

mercoledì 5 giugno 2013

You can do Magic




All'interno del variegatissimo mondo delle macchine da caffè talvolta ne possiamo incontrare alcune "magiche":
certe sono più ricche di fascino, mentre altre nascondono segreti spesso inaccessibili alla maggior parte degli appassionati.
Quest'oggetto in alluminio francese è certamente magico.
Mi ha stregato, ammaliato, circuìto, annichilito.
Nell'annuncio non si specificava bene l'uso: una teiera, una caffettiera ad infusione?
Cos'era?
In molti l'avranno vista ed avranno pensato: "chissà a cosa serve?".
Io l'ho vista ed ho pensato: "è una vacuum, una macchina da caffè a depressione".
E per 5 giorni mi sono scervellato cercando di immaginare come potesse funzionare.
Poi ho capito; non poteva funzionare, mancava un filtro.
L'ho voluta quindi, e mi è arrivata.
Ho bucato un filtro di una moka, e ci ho fatto subito un caffè, giusto per fugare ogni dubbio.
Funziona!
E' MAGICA.
La parte più interessante è la ventola interna.
Il filtro rimane bloccato grazie alla molla che lo mantiene in sede, mentra la "ventola" ha la possibilità di salire lungo l'asse del perno centrale.
Quando l'acqua risale verso l'alto sospinta dal "cuscino" di vapore, la ventola inizia a girare, mescolando automaticamente (e direi anche magicamente) la miscela di acqua e caffè macinato.
Rimuovendo il tutto dal fuoco, il vuoto che si crea conseguentemente al rapido raffreddamento del vapore, aspira immediatamente l'infuso verso il bricco inferiore.
Altrimenti svitando il tappino potremo avere una percolazione più lenta, a gravità.
Questione di gusti.
La Magic è davvero speciale, e stilisticamente bellissima.
E' geniale.
E' molto francese.

J'adore Magic!

venerdì 10 maggio 2013

Juvara... Bialetti!


Negli anni '50 a Parigi avreste potuto comprare una Juvara.
Avreste anche potuto comprare una Vesuviana OMG dei fratelli Bialetti rimarchiata Juvara...
Oppure con un pò di fortuna potevate portarvi a casa il prototipo di una macchina spremi-caffè idrocompressa progettata nel 1953 da uno dei fratelli Bialetti (Cesare) e prodotta dalla Juvara.
Ma quale meraviglia!
Ne vorrei una così per Natale!!
Chi ne avesse un paio in cantina mi contatti per cortesia..




martedì 29 gennaio 2013

La Simerac ad alcool...esiste!


Le leggende metropolitane si autoalimentano, ingigantendosi ad ogni racconto.
La Simerac ad alcool... per anni oggetto di racconti fantasiosi di qualche collezionista malinconico, spesso frutto di qualche bicchiere di birra di troppo.
Ne vidi una anni fa, ma messa talmente male da sembrare un mix di modelli male assortiti.
Poi... qualche mese fa eccola comparire oltreoceano, ad un prezzo inaudito.
E l'asta ne lievitava il prezzo di giorno in giorno, mandandomi in depressione..
 Come per il ciclista (non dopato) che intravede il traguardo sulla cima di una ripidissima collina, le giornate trascorrevano lentamente, avvicinando il termine delle offerte.
Ce la farò?
Non ce la farò?
E quando mai me ne ricapita un'altra?
 Alla fine ho ceduto... ho passato la mano al notissimo collezionista plurimilionario G.G. , il quale non avendo alcun limite di spesa è riuscito a sbaragliare la concorrenza più accanita.
E' il bello di Ebay!
Basta pagare.
Basta pagare più degli altri.
 Poi, con una punta di sadismo, me l'ha inviata, per una pulizia accurata.

0145 recita il n° progressivo inciso..
Questa Simerac fu un tentativo di contrastare il bestseller dell'epoca, l'Aquilas, ma probabilmente arrivò tardi, a ridosso del 1939, anno funesto per il mondo intero.
Dopo il 1945 la Simerac cessò probabilmente di esistere.
Per questo motivo possiamo supporre che codesta macchina è una vera rarità.
Il tappo mostra in rilievo l'ultimo marchio della Simerac, quando venne acquisita dalla F.E.R. e la produzione si trasferì da Ferrara a Milano
La macchina non presenta particolarità tecniche...
...nonostante ciò dopo 74 anni (o più) mantiene ancora intatto un fascino quasi inarrivabile.

sabato 5 gennaio 2013

Heekin Kin-Hee Quick Pot (2)


Se questa macchina vi sembra familiare, è perchè ne ho scritto lo scorso mese.
Oggi voglio illustrarne il funzionamento.
 Qui sotto vediamo la valvola di sfiato, oggetto del brevetto.
 Un ulteriore sfiato trova posto al di sotto del manico.
 Ma sarà buffa con questo tutù?
Poco importa, la adoro!
 La valvola di sfiato svitata, viene sovrastata dal mio... faccione!
 Sfilando il cilindro superiore appare una scritta che non lascia alcun dubbio: 
è proprio una Kin-Hee!
 Aggiungete il caffè alla vostra meraviglia:
almeno 6 cucchiai belli pieni.
 Versate l'acqua bollente fino al segno interno.
 Mescolate con cura e lasciate almeno uno o due minuti in infusione.
 Posizionate il filtro di cotone ed inserite la base premendo con forza.
 Rovesciate il tutto con un rapido movimento e dopo qualche istante aprite lo sfiato svitandolo in senso
antiorario.
Attendete che tutto il liquido venga filtrato, ascoltando con attenzione l'assenza di rumori da sgocciòlio..
Versate.
Assaggiate!

AHHH!
Buonissimo.

sabato 26 maggio 2012

Uovo... cilindrico

Eric Satie c'introduce una piccola, grande caffettiera...
Giorni fa un amico mi chiese qual'era stato il mio migliore acquisto tra quelli più recenti.

Risposta facile: l'Uovo cilindrico.


???

Per i meno esperti  l'Uovo Russo fu una caffettiera molto diffusa tra la fine dell'800 e i primi decenni del '900.
Per capire meglio di cosa sto parlando... ecco un esempio (click sul link)
Come potrete notare la forma è simile ma è come se mancasse un pezzo:
infatti l'acquisto è stato un vero azzardo.
La prendo? Non la prendo?
Ma ogni tanto presto attenzione alla mia vocina interiore, proprio come Magnum P.I. ...
Osservate il beccuccio nelle immagini sopra e sotto: sembra voglia dirci qualcosa!
...si, ci dice "guardatemi! sono bellissima!!...
Il manico così esile mi suggerisce di datarla attorno al 1870 (più o meno), sensazione rafforzata dalla giunzione (o saldatura) del corpo esterno in ottone.
Le dimensioni? Piccolissima. 14 centimetri ... due tazze.
Qualitativamente in condizioni eccellenti, costruita con sapienza da qualche artigiano esperto, all'interno ci mostra il suo bel filtro in latta, molto simile a quello della "nipote ovoiforme".
Lo sfiato dell'aria ben evidente qui sotto, consentiva all'acqua di fluire liberamente attraverso il caffè macinato.
Un dentino di ritenzione teneva bloccato il filtro superiore...
L'acqua veniva posta nel cilindro, poi si inseriva il diffusore munito di comoda impugnatura, si inseriva il caffè, si richiudeva il filtro e si infilava il cilindro provvisto di manico.
Non saprei dirvi se poi il tutto veniva posto sul fuoco o se l'acqua versata all'interno doveva essere già bollente; in un modo o nell'altro la caffettiera andava rovesciata con un rapido movimento del polso ed in pochi minuti il caffè era pronto.
Francese? Forse.
Tedesca? Forse.
Rara? Giudicatelo voi...
Eccezionale? Si.

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...