giovedì 31 gennaio 2013

Wunder!!!


Qualche volta ci provo:
vedo un'annuncio di una macchina da caffè con l'imballo originale e le istruzioni, e chiedo (gentilmente) di avere una copia da condividere con i miei fedeli lettori.
Spesso non ricevo risposta.
Spesso mi viene chiesto di pagare (!).
Questa volta la signora Piera Eletta Passerini è stata gentilissima e si è prodigata a regalare a tutti noi appassionati questa "chicca".
Grazie
Grazie
Grazie




martedì 29 gennaio 2013

La Simerac ad alcool...esiste!


Le leggende metropolitane si autoalimentano, ingigantendosi ad ogni racconto.
La Simerac ad alcool... per anni oggetto di racconti fantasiosi di qualche collezionista malinconico, spesso frutto di qualche bicchiere di birra di troppo.
Ne vidi una anni fa, ma messa talmente male da sembrare un mix di modelli male assortiti.
Poi... qualche mese fa eccola comparire oltreoceano, ad un prezzo inaudito.
E l'asta ne lievitava il prezzo di giorno in giorno, mandandomi in depressione..
 Come per il ciclista (non dopato) che intravede il traguardo sulla cima di una ripidissima collina, le giornate trascorrevano lentamente, avvicinando il termine delle offerte.
Ce la farò?
Non ce la farò?
E quando mai me ne ricapita un'altra?
 Alla fine ho ceduto... ho passato la mano al notissimo collezionista plurimilionario G.G. , il quale non avendo alcun limite di spesa è riuscito a sbaragliare la concorrenza più accanita.
E' il bello di Ebay!
Basta pagare.
Basta pagare più degli altri.
 Poi, con una punta di sadismo, me l'ha inviata, per una pulizia accurata.

0145 recita il n° progressivo inciso..
Questa Simerac fu un tentativo di contrastare il bestseller dell'epoca, l'Aquilas, ma probabilmente arrivò tardi, a ridosso del 1939, anno funesto per il mondo intero.
Dopo il 1945 la Simerac cessò probabilmente di esistere.
Per questo motivo possiamo supporre che codesta macchina è una vera rarità.
Il tappo mostra in rilievo l'ultimo marchio della Simerac, quando venne acquisita dalla F.E.R. e la produzione si trasferì da Ferrara a Milano
La macchina non presenta particolarità tecniche...
...nonostante ciò dopo 74 anni (o più) mantiene ancora intatto un fascino quasi inarrivabile.

mercoledì 23 gennaio 2013

Simpatiche testimonianze dal passato



Ci sono dei mercati esteri dai quali mi tengo abbondantemente alla larga;
uno di questi è certamente la Spagna.
Perchè questa decisione?
La Spagna è in crisi quanto l'Italia, anzi qualcosina di più.
Eppure i prezzi delle caffettiere rimangono sempre altissimi, direi spropositati.

Pagare il giusto, sempre.
Questo è il mio credo.
Talvolta ho rinunciato a delle belle macchine, ma il mio budget mensile, è sempre più risicato.
Tutta questa noiosa introduzione per raccontare le modalità di acquisto di questa "cafetera": 
presa in Spagna ad un prezzo (purtroppo) medio - alto.
Lo so, non avrei dovuto, ma quando mai ne troverò un'altra???
Che noia questo post...(penserete voi...).
Per poi presentare la solita pressofiltro tipo Melior..

Però a ben vedere, non può essere una Melior: non è cilindrica.
Ed il pomello del coperchio è in ceramica, non in legno o bakelite.
E poi qual'è la funzione del tappino munito di catenella?
La caffettiera era leggermente nichelata in origine, ma gli anni, l'umidità e l'uso l'avevano ridotta veramente male, donando all'insieme un color marroncino-ruggine.
Una passatina del mio impasto "segretissimo" ed eccola riprendere un pò di tinta..
Il numero inciso alla base del manico non lascia dubbi: è una caffettiera ed è da 4 tazze.
Qui sotto vi prego di notare il pistone che ... pistone non è!
Chiamamola "asta di sollevamento", necessaria a sollevare il filtro ad essa collegato.
Il traversino sottile in filo di ferro aveva la duplice funzione di aggancio al tappo sovrastante (munito di due uncini) in posizione sollevata, e di bloccaggio della parte inferiore del filtro stesso.
Questa quindi è un'infusiera ed il filtro, dopo i canonici 5-7 minuti di immersione nell'acqua bollente, poteva essere sollevato, lasciandolo gocciolare la preziosa bevenda all'interno del bricco sottostante senza dover rimuovere il coperchio.
Il tappino con catenella aiutava ad imprigionare tutti gli aromi al di sopra della bevanda, pronti a fuoriuscire all'atto del versamento in tazza.
 
Bella.
Geniale.
Diversa.

How about a nice big hot steaming cup of Shut the F**k Up?



Mogli annoiate?
Mogli stanche dei continui soprusi dei vostri mariti?
Mogli decise a far chiudere quella boccaccia per sempre?

Ecco il rimedio per voi: una piccola porzione di veleno giornaliera.


 ps:
(E' uno scherzo!)

sabato 19 gennaio 2013

Morte di una Stella



Riporto l'articolo de "la nuova Ferrara".
Un'altro pezzo di storia della caffettiera italiana va ad unirsi ad altre centinaia di marchi storici...  
nell'oblìo.
http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2012/10/13/news/addio-caffettiera-stella-l-azienda-in-liquidazione-1.5853458



La Metallurgica Lux, storica azienda ferrarese con sede a Ferrara in viale Volano, è stata messa in liquidazione. Una decina i dipendenti che hanno perso il posto di lavoro e che ora devono sperare nell’ottenimento della cassa integrazione in deroga per cessata attività. La Metallurgica Lux detiene il prestigioso marchio Stella, una linea di produzione di caffettiere e articoli connessi (zuccheriere, tazzine ecc.) che per qualità e caratteristiche estetiche hanno trovato ampio favore sul mercato locale, nazionale ed estero.
Con la messa in liquidazione della Metallurgica Lux se be va una storia industriale quasi centenaria. Era il 1924 quando Gino Sgarbi e Girolamo Chiozzi fondavano nel 1924 le Officine Metallurgiche Sgarbi, Chiozzi & C per produrre articoli casalinghi, lampade a paraffina e lampade a illuminazione: nasce così il marchio Stella ed è così robusto che riesce a sopravvivere anche agli sconquassi della seconda guerra mondiali ai quali molte aziende italioane del settore non resistettero.
Nel 1952 si assiste a un importante passaggio generazionel: la fabbrica Stella viene rilevata dalla Metallurgica Lux di Sgarbi & Chiozzi, società dei figli dei fondatori (Abdon Sgarbi e Franco Chiozzi) che abbandonano progressivamente la produzione delle lampade per specializzarsi in quella di articoli casalinghi.
Stella comincia così a rinnovare i propri macchinari e ad acquisire nuove competenze tecniche entrando da protagonista nel mercato dei casalinghi in acciaio inox. Da settembre 2006 alla guida di Stella (Officine Metallurgica Lux srl) subentra Marina Sgarbi, figlia di Abdon che negli anni Settanta era diventato titolare unico dell’azienda e che conduceva assime alla moglie Adele Bonsi.
La missione di Stella nell’arco dei decenni resta quella di creare e realizzare prodotti casalinghi in acciaio inox che si distinguano per qualità, bellezza e funzionalità, esaltando lo stile made in Italy, non a caso lo slogan dell’azienda è “101% italiano”. Così Stella è entrata nelle cucine dei più grandi chef, come in quella di tante famiglie italiane e non.
Puntare sulla qualità dei suoi prodotti non è stato sufficiente per salvare l’azienda e la crisi di questi ultimi anni ha dato la mazzata decisiva a un’industria che ha portato il nome di Ferrara sulle tavole di mezzo mondo.

Ricostruire un manico in legno

 Spesso i manici in legno si bruciano o si spezzano, quindi sarà d'uopo per il collezionista insoddisfatto, l'apprendimento della semplice arte del restauro creativo.

La scelta del legno "giusto" è indispensabile in quanto un legno inadatto quale il Pino o l'Abete rischia di vanificare ore di lavoro certosino.
Trovate un legno compatto, di solito il Faggio è il più usato; in questo caso ho però trovato in cantina un qualcosa di più esotico...

Ritagliate la forma approssimativa con il seghetto alternativo e poi con un coltellino iniziate a "togliere l'eccesso". 
 Se il coltellino non riesce a scalfire il legno troppo duro, un trapano ad alta velocità arriverà in vostro soccorso: usate la carta vetrata a cilindro, senza esagerare con  i giri del trapano per evitare di bruciare superficialmente le zone interessate.
 Senza fretta seguite le forme dell'originale, abbandonandovi pure a qualche vostro estro artistico.
Controllate sempre tutti i lati del manico per mantenerlo sinuoso e "congruo".
Una bella passata con la paglietta di ferro...

Fatto (o quasi).

venerdì 18 gennaio 2013

La Caffettiera Buongiorno!



Gran bella pubblicità quella della caffettiera Buongiorno!
Rapida, evocativa, con la consueta bonazza ventenne...
Ed in più il prodotto è veramente bello da vedere.
 Sembra la Piramide a gradoni di Zoser!
E magari riesce a preparare pure un buon caffè.
Chissà se è "fatta e costruita e assemblata" in Italia?
 Altre moke più celebri e baffute vengono prodotte ora in Romania.
Che tristezza.

Ma tornando alla caffettiera oggetto del post, vi prego di osservare la differenza tra quella fotografata qui sopra e quella qui sotto.
Sopra da 3 tazze.
Sotto da 1 tazza.

Misure diverse ma... stesso manico.
Che schifezza!
"conteniamo i costi, tanto nessuno se ne accorgerà"
Che schifezza. 
"ma così è più comoda"
Che schi-fez-za! 

Voto per la 3 tazze: 8+
Voto per la 1 tazza: 1 


Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...