Caffettiere mania. Una piccola collezione di oggetti di uso comune e non.
mercoledì 24 maggio 2017
domenica 21 maggio 2017
Caffettiere espresso Fiorenza
Rara macchina da caffè.
Molto bella, spesso l'avrete vista, ma non sapevate cosa fosse.
Luigi mi ha costretto a pubblicare questa immagine...
Fatene un buon uso!
domenica 14 maggio 2017
Il sottile umorismo
Giorni fa ho scoperto l'ennesimo brevetto di una macchina da caffè che conoscevo molto bene:
la Culinor di Lugano.
Estremamente simile alla Atomic.
Direi uguale.
Forse così uguale perchè era prodotta a Milano dal Robbiati?
Probabilmente a Lugano venivano prodotti i dischetti di alluminio con il logo Culinor da applicare alla testa della macchina.
Così ho inviato il brevetto a Mik, e lui per ringraziarmi ha scritto questo post.
Purtroppo siamo al massimo 5 persone al mondo in grado di comprendere il divertente parallelismo tra la Svizzera e l'Australia.
lunedì 8 maggio 2017
Caffettiera Automatica Strua!
La Strua.
Un'altra caffettiera mitologica.
Un gioiello riscoperto,
preservato dall'incuria del tempo.
Scorto in un annuncio cumulativo che tutti i colleghi collezionisti avevano visto... e scartato.
Eppure talvolta basta un piccolissimo particolare per accorgersi di essere di fronte ad un oggetto talmente raro , in questo caso il caratteristico tappo.
Scorto in un annuncio cumulativo che tutti i colleghi collezionisti avevano visto... e scartato.
Eppure talvolta basta un piccolissimo particolare per accorgersi di essere di fronte ad un oggetto talmente raro , in questo caso il caratteristico tappo.
Come al solito il numero di brevetto non ci viene in aiuto: 92537 non ci dice nulla, tranne che probabilmente la caffettiera è degli anni 20.
Errata corrige:
Mi scuso ma la fretta di pubblicare non mi ha fatto considerare le informazioni che avevo già scoperto tempo fa.
Fortunatamente il mitico "GG" mi ha ricordato che la Strua era ben più antica.
Su "L'industria rivista tecnica ed economica illustrata" (toh, pubblicato a Bologna) del 1905 possiamo trovare la seguente informazione:
Strua Carlo fu Giuseppe, a Roma la Caffettiera automatica, sistema Strua richiesto il 2 novembre 1904, per anni 3
Errata corrige:
Mi scuso ma la fretta di pubblicare non mi ha fatto considerare le informazioni che avevo già scoperto tempo fa.
Fortunatamente il mitico "GG" mi ha ricordato che la Strua era ben più antica.
Su "L'industria rivista tecnica ed economica illustrata" (toh, pubblicato a Bologna) del 1905 possiamo trovare la seguente informazione:
Strua Carlo fu Giuseppe, a Roma la Caffettiera automatica, sistema Strua richiesto il 2 novembre 1904, per anni 3
Elegantissimo il coperchio a cupola con maniglietta di forma triangolare.
Ovviamente un classico pomello centrale non poteva sussistere in quanto il foro superiore come vedremo qui sotto era necessario.
Sembrerebbe un semplice bricco...
Sull'attacco del manico notiamo un bel n° 2 in rilievo, il numero delle tazze ottenibili.
....ma una volta sollevato il coperchio ecco apparire il
segreto "automatismo":
un filtro percolatore a ricircolo!
L'acqua calda passava e ripassava attraverso il caffè macinato, creando una bevanda che era certamente diversa da quella ottenuta dalla normale percolazione per gravità.
Il tappino probabilmente serviva a preservare gli aromi, almeno nelle intenzioni dell'inventore.
Il forellino sul coperchio permetteva al vapore di uscire liberamente creando un caratteristico fischio che metteva in allerta l'utilizzatore.
Il filtro è una piccola opera d'arte.
Elegante, leggerissimo.
Poche caffettiere possono ancora emozionarmi nel profondo.
La Strua è una di queste.
giovedì 13 aprile 2017
La Pavoni ruggente
Stamattina ero un pò giù di morale.
Troppi giorni rinchiuso in casa a causa di una fastidiosa influenza.
Mi sono quindi detto: "ci vorrebbe un buon caffè".
Ho preso la mia nuova caffettiera ed ho iniziato a preparare tutto il necessario.
Poi ho pensato che forse qualcuno non aveva mai visto in azione una
La Pavoni anni '30.
Queste simpatiche "macchinette espresso" replicavano le ben più grandi macchine espresso dell'epoca.
Per cominciare inserite all'interno della caldaia la quantità necessaria di acqua.
Per due tazzine di caffè ce ne vuole almeno il doppio.
Inserite il filtro e riempitelo con il vostro più buon caffè, macinato sul momento per esaltarne al massimo l'aroma.
Fate attenzione a non sporcare di caffè il bordino esterno...
..perchè il filtro superiore dovrà adagiarsi sopra.
Notate che rimane un ulteriore scalino..
..che andrà colmato con questa sorta di fontana in miniatura.
La Pavoni si differenziava in questo caso dalle altre "macchine espresso da casa" in quanto il caffè fuoriusciva molto lentamente e non in pressione grazie a questo accorgimento.
Qui sotto ammiriamo l'autore riflesso sulla cupola.
La cupola integra i due tubi in uscita, per il classicissimo "ce lo beviamo un caffè io e te?".
Innestate gli spinotti (attenzione al corretto voltaggio) e attendete circa 4 minuti.
Nel frattempo potrete deliziarvi gli occhi con la targhetta davvero elegantissima.
Quando inizierà ad uscire il caffè avrete queste caratteristiche bolle che andranno via via scomparendo con l'aumentare del flusso.
Alla fine avrete le vostre tazzine pronte da servire.
Un ottimo caffè espresso anni '30.
Amarissimo.
(grazie Giorgio!)
mercoledì 12 aprile 2017
Toscana Express : che combinazione!
Le sincronicità sono sempre sorprendenti!
Poco tempo fa ricevetti in regalo una caffettiera mai vista prima
ed ecco apparirne un'altra..
Ovviamente nuova, mai usata.
Ovviamente più piccolina dell'altra così mi ritrovo costretto (con gran fatica) a tenerle entrambe.
La parte più interessante è il collarino estremamente largo e sproporzionato.
Splendidi i filtri semi artigianali.
Certamente creati con una pressa apposita fatta in casa.
Ecco le due sorelle affiancate.
Non saprei decidere quale mi piace di più.
Fortuna?
Semplice fortuna?
Casualità?
Lo scoprirò a breve.
martedì 11 aprile 2017
F.A.R.E. o Thermax?
Ecco a voi due splendide caffettiere che tutti gli appassionati ben conoscono: le F.A.R.E. (Fabbrica Apparecchi a Riscaldamento Elettrico) di Milano, Brevetti Amleto Selvatico.
Il sig. Amleto creò attorno al 1910 una delle primissime basi elettriche per caffettiere: il cavo, con i due classici spinotti in bachelite (o in alcuni rari casi in legno) che si innestavano sulla base, aveva all'estremità opposta un'attacco a vite in modo da poter prelevare la corrente elettrica svitando una lampadina e sostituendola con lo stesso.
All'epoca non esistevano ancora le prese di corrente!
All'epoca non esistevano ancora le prese di corrente!
Occupandosi di apparecchi elettrici si rivolse alle due ditte produttrici di caffettiere che a Milano, all'epoca, andavano per la maggiore: la Oikos (nella prima immagine a sinistra) e la Giussani
(a destra).
Di norma le caffettiere così assemblate non erano quindi marchiate dai costruttori originali, mentre la base riportava il marchio F.A.R.E. applicato su placchetta in ottone con scritte in rilievo.
Però...
(a destra).
Di norma le caffettiere così assemblate non erano quindi marchiate dai costruttori originali, mentre la base riportava il marchio F.A.R.E. applicato su placchetta in ottone con scritte in rilievo.
Però...
Da parecchi mesi c'è una caffettiera in vendita in Argentina che mi ossessiona.
Mi turba.
Prima domanda: come sarà finita in Argentina una macchina simile?
Quale emigrante pieno di speranza se la sarà portata dietro?
Oppure era la caffettiera di una persona facoltosa?
Oppure era stata venduta direttamente a Buenos Aires ?
Oppure era la caffettiera di una persona facoltosa?
Oppure era stata venduta direttamente a Buenos Aires ?
Qui sotto possiamo osservare la base separata dalla caffettiera.
Fà capolino il caratteristico piedino sinuoso.
E' la classica Oikos. Molto bello il manico rivestito in rattan che impediva alla massaia di ustionarsi le delicate manine.
Tutto molto logico.
Tutto molto lineare...
Ma?
Ieri mentre passeggiavo a Pistoia ho notato una bellissima Fiat 500.
Era strana. Era diversa.
Infatti era unaSteyr Puch 500.
Non avevo mai immaginato che esistesse un clone austriaco della Fiat 500!
Allo stesso modo sono rimasto incredulo quando ho visto la foto qui sotto:
cosa ci fa la targhetta della
Landers, Frary and Clark su una F.A.R.E. ?
Landers, Frary and Clark su una F.A.R.E. ?
Siamo di fronte ad un furto di identità?
Gli apparecchi Thermax spaziavano dal tostapane alla piastra per dorati waffle, ma la Landers produceva tutt'altre macchine da caffè in quegli anni. Percolatori a ricircolo.
Il mistero si infittisce...
Le targhette Thermax che si trovano facendo una ricerca in rete sono rettangolari, questa sembrerebbe davvero congrua.
Osservando con attenzione però possiamo notare delle differenze tra la "Thermax" e la "F.A.R.E.".
La foto della F.A.R.E. originale ci viene in aiuto..
(ringrazio Giorgio!)
Nella Landers mancano le zigrinature,
nella F.A.R.E. manca il manico.
Due macchine simili.
Eppure diverse.
Un unico mistero!
Iscriviti a:
Post (Atom)
Il collezionismo malato
Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...
-
Ieri scrissi del signor Pietro Papetti lasciandovi un quesito: quale brevetto aveva sviluppato assieme alla Bialetti? E con quale sco...
-
Dopo aver descritto in precedenza la genesi di questa apparecchiatura nella parte 1 e nella parte 2 vorrei concludere con un triste ...
-
Monitorando le chiavi di ricerca ho notato 2 cose: tante persone non sono in grado di sostituire una guarnizione (mica siamo tutti esperti m...










