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sabato 3 settembre 2011

Caffettiera Stella elettrica 914

E' sempre una gioia poter trovare una macchina completa di scatola ed istruzioni.
Se poi la macchina è una Stella fine anni '50 in perfette condizioni...
..la gioia raddoppia!
Questo modello ad interruttore automatico non incontrò un gran successo.
Forse non funzionava a dovere?
Forse costava troppo produrla?
Sinceramente non lo so.


In cosa consisteva questo "ardito" interruttore?
Lo potete vedere nelle seguenti immagini:
un galleggiante metallico scorreva verso il basso...
... durante la fase di erogazione del caffè, fino a toccare il fondo della caldaia provvisto di un magnete.
In questo modo si interrompeva il passaggio della corrente elettrica attraverso la resistenza.
La macchina era in grado di lavorare con due diversi voltaggi: 110 - 130 V e 220 - 230 V.
La commutazione avveniva mediante lo spostamento di sede della vite in ottone posta sul fondo.

Gli appassionati tecnici gioiranno alla vista dell'immagine tratta dal brevetto tedesco del 1959, pubblicato precedentemente in Italia nel 1957.

Non sarà una macchina da museo, ma già il fatto che sia stata prodotta dalla "Metallurgica Lux" me la rende particolarmente simpatica.. (chissà come mai?)

martedì 20 gennaio 2009

Macchina da viaggio Stella 3 tazze

Il caffè, gioia e dolori per il ceto medio negli anni del
regime fascista!
Surrogati di ogni tipo permettevano di bere una bevanda
simile ma certamente di ben diverso spessore organolettico.
Cicoria, orzo, avena, malto, lupini e perfino fichi...
Tutto veniva tostato e macinato e quando si poteva, miscelato
con "l'oro nero" dell'epoca.

Invece qualcuno non solo si permetteva il lusso di sorseggiare
un buon caffè ogni tanto, ma addirittura di portarsi in viaggio
la macchina personale.

Per questi motivi continuo a considerare tali gioielli
come un'oggetto del desiderio per l'epoca.
Ma chi poteva permettersi una macchina simile?

E non importa se dopo tanti anni le "rughe" compaiono qua e là.
L'emozione di aprirla e trovarla praticamente nuova...
non ha prezzo.

martedì 13 gennaio 2009

Stella export , Galleria Internazionale Cacace.


La società Officine Metallurgiche Sgarbi, Chiozzi & c., S.a.s.,
acquisì nel 1934 lo stabilimento dagli eredi della società
"Figli di Silvio Santini",posta in liquidazione.
Tale manovra diede una maggiore spinta alla produzione di macchine da viaggio.


Non si può certamente parlare di rarità quando si incontra
una di queste macchine.
Tante ne furono prodotte e tanto furono usate per decine d'anni
nelle classiche gite fuori porta o in montagna.


Però talvolta l'occhio allenato riesce a scorgere ciò che ai più sfugge...
Questa acquisizione del mese scorso, frutto di una gita in quel di Udine,
ha una particolarità....


....una targhettina in ottone, rivettata,
della "galleria internazionale Cacace di Napoli.
Ho provato a fare qualche ricerca in rete per capire se
fosse un rivenditore o cosa, senza trovare nulla.
Confido nei miei lettori partenopei.


La macchina è in discrete condizioni, pur mancando un bicchierino,
ma soprattutto è "usatissima", come si evince dal corpo in rame stracotto.
Ho preferito, quindi, non lucidarla.

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...