mercoledì 17 dicembre 2014

Anonima a gradoni

Spesso la semplicità è la soluzione migliore.
In questo caso vi presento una macchina da caffè particolarmente semplice ed efficace.
Italiana?
Ungherese? (molto probabile..)
Francese?
Proprio non lo so.
Per una volta tanto ho deciso di lasciarla con tutti i segni del tempo e dell'uso.
Non avrei potuto lucidarla..sarebbe stato un vero delitto.
Eccola qui aperta e fiera di mostrarsi:
1 coperchio
1 bricco
1 cestello - filtro
1 fontanella a ricircolo

Sulla fontanella osserviamo le quattro tacche che permettevano all'acqua di alimentare il movimento naturale (previo riscaldamento) all'interno del tubo.
Quindi alla stregua dei più famosi "percolator" americani, il caffè ottenuto era frutto del continuo ricircolo della bevanda attraverso il macinato.
Non era un caffè buonissimo, ma se preparato con cura poteva comunque regalare molte soddisfazioni.
Quante migliaia di caffè avrà fatto questa macchina per ridursi in questo stato?
mmm, parecchie!

domenica 14 dicembre 2014

Unigo


Una bella esperienza...
Il primo appuntamento della neonata Università Popolare di Gorizia parlando di moke e
sorseggiando..
..un paio di buoni caffè.
Non è semplice parlare in pubblico;
ansie, paure, dubbi 
creano una sorta di panico costante.
Ma questo è il mio mondo, la mia passione,
e credo di essere riuscito a trasmetterla a tutti.
Un uso consapevole può davvero regalare sapori inaspettati,
evitando utilizzi impropri.
Più di 190 anni ci separano dalla nascita ufficiale del metodo a pressione di vapore.
Un viaggio per molti inaspettato:
"come? ma l'invenzione della Moka non è italiana??"
come oggetto si
come procedimento assolutamente no.
Ringrazio i partecipanti,
ringrazio la Unigo,
e ovviamente ringrazio la Bialetti!

lunedì 8 dicembre 2014

Museo spagnolo


Segnalo ai più curiosi ed appassionati il museo della Iberital.

Gli esperti riconosceranno alcune macchine,
 i super esperti riconosceranno molte macchine,
ma alcune macchine riusciranno a sorprendere tutti.

(ringrazio G.G. per la segnalazione)

venerdì 5 dicembre 2014

Chespresso


 La Chespresso di Aversa mi ha inviato qualche cialda per testare i loro prodotti.
 Non avendo il filtro apposito ho semplicemente tagliato le cialde, estratto il caffè e riempito il mio filtro "preferito".
 Due diversi tipi di caffè, ovviamente tostati "alla napoletana".
 Dopo anni di assaggi inizio a farci l'abitudine, anche se passare dalla tostatura standard per espresso a quella "super scura" è sempre traumatico.
 Se vorrete provare l'ebrezza del vero espresso napoletano, potrete provare questo caffè.

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...