sabato 3 dicembre 2011

Anphore: la classica caffettiera express


Una caffettiera in stile ellenico.
Una caffettiera classica.
Ulisse avrebbe sicuramente usato questa Anphore... se solo il caffè fosse già stato scoperto all'epoca.
Per introdurre questo gioiello, sogno di ogni buon collezionista, vi invito all'ascolto di un classico della musica greca: Misirlou; prestatevi attenzione, perchè al termine del post ci sarà una simpatica sorpresa!


Φλόγα μου 'χει ανάψει μες στην καρδιά...
Αχ, Μισιρλού, μαγική, ξωτική ομορφιά
Τρέλα θα μου 'ρθει, δεν υποφέρω πια


Ha acceso la fiamma nel mio cuore...
Ah, mia cara ragazza, magica, esotica bellezza
Diverrò pazzo, non resisto più 


Quello che vi sto proponendo è un viaggio nel tempo.
No, non vi porterò in Magna Grecia...
...ma nella più bella Italia degli anni '60, quando le piccole fonderie facevano a gara per letteralmente "sfornare" prodotti originali, anzi, unici.
 Trovare questa caffettiera non è facile
Trovarla di queste dimensioni è difficile.
Trovarla in buone condizioni è molto difficile.
Trovarla con scatola ed istruzioni è difficilissimo.
Trovarla nuova, mai scartata... quasi impossibile.
 Quale emozione rimuovere delicatamente la carta d'imballo, e trovarla scintillante e maestosa!
Un grazie di cuore quindi a Guido, che mi ha permesso di aggiungere tale rarità alla mia raccolta.
Come sempre chiedo aiuto a chi ne sa più di me: di dov'era la CN ?
Sono sicuro che questa non fu l'unica caffettiera da loro prodotta.
Certo che qualche disegnino in rilievo potevano pure farcelo.. giusto per renderla ancora più "speciale"!
E dopo tante chiacchiere, eccola finalmente!
 Ottimamente bilanciata nelle forme, manico e tappo semplicemente perfetti.
Diametro del filtro molto allargato rispetto al numero di tazze: non la proverò mai, ma sarebbe sicuramente  in grado di erogare un buonissimo caffè.

Il camino è molto sottile, simile ai modelli in inox, frutto di una grande esperienza di fonderia. 

Notate il tappino terminale in inox, probabile esigenza progettuale.
Concludo con una versione anni '60 della canzone ascoltata in precedenza, suonata egregiamente dai Surfaris.
Il ritmo, rispetto al classicissimo di Dick Dale, è più sincopato e spagnoleggiante.

Ottima per iniziare al meglio la giornata assieme ad un caffè fumante.
Come quello che nel 1994 Jules e Vince bevevano a casa di Jimmie.

"Mmmm! Goddamn, Jimmie! This is some serious gourmet shit! Usually, me and Vince would be happy with some freeze-dried Taster's Choice right, but he springs this serious GOURMET shit on us! What flavor is this?"

Magari preparato con la Anphore... se ce l'avete.

Ma quante ne so???

Parecchie...almeno 12!

Attorno al lago D'Orta le fabbriche di caffettiere spuntarono come funghi durante gli "anni d'oro".
Molte famosissime.
alcune famose
poche.. semisconosciute.
Ma ce ne saranno sicuramente di più.

Partiamo con la gara..
(Andrea sei fuori concorso!)
  1. Bialetti
  2. Irmel
  3. Meazza e Masciadri
  4. OMG
  5. OMET
  6. Alessi
  7. Tracanzan
  8. Barazzoni
  9. Lagostina
  10. Alpu Puppieni
  11. Girmi
  12. TopMoka
  13. IpaRapid
  14. Guido Bergna
  15. Cane
  16. Fratelli Gemelli
  17. Ceramiche Laveno
  18. Alfonso Puppieni (ALPU)
  19. Fonderie Coppo & Nano
  20. Baldioli 
  21. Faco

mercoledì 30 novembre 2011

Officina Rancilio

Basta poco...
Basta avere le idee chiare.
Basta trovare lo spazio giusto.
Basta avere buon gusto e .. classe.
Basta avere alle spalle una Storia ed esserne orgogliosi.
Basta trovare le macchine giuste da esporre.
Basta restaurarle in maniera ineccepibile.
Basta poco...


Questo è lo stand Officina Rancilio 1926 a Parabiago.

Dal Sito Rancilio "copio ed incollo":

IL PROGETTO

Officina Rancilio 1926 è uno spazio culturale nato con lo scopo di far conoscere il patrimonio storico, la collezione e l'archivio della Rancilio Macchine per caffe' di Parabiago. ll museo sito in una parte della ricostruzione immobiliare dell'area ex Rancilio racconta la storia dell'azienda dal lontano 1926 fino ai giorni nostri. Il Museo intende portare avanti un progetto di cura, tutela e accrescimento del patrimonio storico e archivistico dell'azienda. Allo stato attuale, tale patrimonio comprende migliaia di documenti sia fotografici sia cartacei ed una collezione praticamente completa di macchine del caffè prodotte dalla ditta Rancilio dal 1927 ad oggi. Nel 2009 si è andata poi ad aggiungere la ricca collezione storica di macchine per caffe della Egro, una ventina di macchine che ripercorrono le principali tappe della storia della azienda svizzera, azienda acquisita nel 2008 dalla Rancilio. Il panorama si integra poi con una biblioteca di settore che ambirebbe diventare un centro di documentazione non solo sul caffè e i prodotti ad esso correlati, ma anche una raccolta di articoli e testimonianze che permettano di leggere l'avventura imprenditoriale dell'azienda in tutte le sue sfaccettature da quello economico a quello storico a quello culturale. Officina Rancilio 1926 si propone come luogo di promozione, valorizzazione e ricerca della cultura industriale legata al mondo del caffe' espresso e della ristorazione. Attraverso un percorso storico e la contemporanea promozione di mostre temporanee il museo si pone al servizio dei cittadini residenti, dei turisti, degli studenti, degli studiosi, degli operatori di settore e di tutti coloro che desiderano conoscere la storia e la cultura dell'azienda. Un aspetto non trascurabile è il forte legame della Rancilio con il territorio. Officina Rancilio 1926 si propone dunque sia come luogo di recupero della memoria storica, sia a rappresentare l’interfaccia culturale di un contesto produttivo contemporaneo svolgendo un ruolo attivo nelle dinamiche di valorizzazione della cultura industriale dell’area. 

Veramente magico!...da brividi.
Se abitate in zona, andateci per forza!
Oppure organizzatevi una bella gita in Lombardia.
Un grazie di cuore al mio amico Franco, che mi ha accompagnato in questo luogo surreale!

martedì 29 novembre 2011

Una bella domenica trascorsa assieme a Jure

Fate bene attenzione a questi tre loschi individui: 
fanno parte di un'associazione segreta atta a destabilizzare il mercato delle "macchinette da caffè".
Quello a sinistra è la "mente informatica" del gruppo, lo chiamano "er pappa" per la sua ingordigia.
Quello al centro è l'esperto in trattative, lo chiamano "er grifone" per come avvista ed agguanta le sue prede.
Quello a destra è il più pericoloso di tutti, lo chiamano "er maneggione" per la sua abilità con le mani.
Cattivissimi.
Statene alla larga.
Non rivolgete mai loro la parola.
Basta un attimo e... zac! Siete fregati.
Se non siete mai stati a Mirandola... andateci.
Il mercatino è molto vario ed esteso
Potete trovarci veramente di tutto.
Invece a Savigno il mercatino è si interessante, ma decisamente troppo affollato.
Infatti il paese viene letteralmente invaso da voraci emiliani alla ricerca di simpatiche specialità locali quali le Tigelle...
... o i borlenghi.
Ma alla fine chi è Jure?
E' un segreto...

giovedì 24 novembre 2011

Mr. MXYZPTLK si beve un caffelatte

Un Cafe Au Lait For Mr Mxyzptlk

Tra i miei lettori, solamente una persona (a me cara) riconoscerà questa canzone, composta da Blaine Reininger alla fine degli anni'80.
Mentre un'altra persona (a me cara) sarà l'unica a riconoscere mr. MXYZPTLK....
Piccoli segreti da condividere con gioia.

Buon caffelatte a tutti!


mercoledì 23 novembre 2011

Non è mai troppo tardi...

...per imparare qualcosa di nuovo.

In questo mondo collezionistico spesso scopriamo delle macchine sconosciute, dei gioielli meravigliosi che ci lasciano a bocca aperta.
Oggi il caro Ugo mi ha segnalato una di queste perle rare, e non mi sono ancora ripreso dallo shock!

Una macchina unica al mondo.
Valutata 3000 euro, in vendita a soli 980 euro...
Mannaggia!
Perchè non ho la disponibilità di tale somma??

Però... qualcosa non quadra...
E' un'Atomic.
una normalissima Atomic.
In mezzo al mucchio, in mansarda ne ho trovate 2... SONO RICCO ALLORA!!!???

Attenzione amici miei, ai soliti furbetti di Ebay.
Doppia attenzione ai volponi...
E tripla a chi le spara esageratamente grosse.



Andrea Moretto a Cassis



Torno in Italia con tanta soddisfazione, esperienza e ricordi.
Non posso negare che sia stata una faticaccia, ma di sicuro ne è valsa la pena fare l' esposizione di caffettiere italiane a Cassis. 
Malgrado la maggior parte dei francesi non apprezzassero l' espresso italiano, ho riscontrato  comunque molto interesse sia da parte loro che dagli italiani che esponevano in fiera o erano lì in vacanza. Non sono mancate le numerose domande in merito alla splendida mente degli inventori italiani di caffettiere e sulle motivazioni che mi hanno portato a diventare un collezionista tanto appassionato anche di questi splendidi oggetti.

E mentre si chiacchierava piacevolmente di questi argomenti, si sorseggiava un caffè (chi ristretto all' italiana - chi lungo alla francese - chi a modo suo: lunghissimo, col cioccolato, …) che preparavo con la mia Peppina originale inizi anni '70. Offrivo la nera bevanda a chi volesse partecipare per un breve istante a un momento racchiuso nella tradizione Italiana.
La macchina, avendo i suoi annetti, impiegava un certo tempo a preparare il caffè. E io, che non ero assolutamente abituato a una preparazione “di massa” facevo del mio per rallentare il processo. Ma era proprio questo il bello di quel momento: il poter chiacchierare con calma intorno a una tazzina di caffè. Un momento di tranquillità, senza fretta. Un momento di raccolta, con persone che a volte non si conoscevano l’una con  l’ altra, ma che piacevolmente parlavano tra loro, come amici di vecchia data. Un momento tutto nostro.

Devo ammettere che, quando un francese cui  ho offerto un caffè lungo, estratto a sua volta da una posa dalla quale avevo già ottenuto altri due caffè lunghi, mi ha detto che per lui era un caffè forte (!!!), mi sono fatto un' idea di quanto certi francesi non apprezzino la nostra nera bevanda. Ma fortunatamente, quelli che si sono lasciati “indurre in tentazione”, hanno ammesso che l’ espresso italiano non è così cattivo come immaginavano.

Non sono mancate le difficoltà nello spiegare, in una lingua a me del tutto sconosciuta, i principi di funzionamento di certe caffettiere, o la fase di tostatura e macinatura dei grani. Le parole essenziali che avevo tradotto su un foglio hanno avuto un ruolo importantissimo, sebbene la mia pronuncia fosse irrimediabilmente sbagliata! I francesi si divertivano nel cercare di correggermi, e io, facevo del mio meglio per mantenere la mia pronuncia italiana: d'altronde era un’ esposizione di caffettiere italiane!

Le dediche dei visitatori alle mie mostre, trascritte da loro sul mio “libro raccolta firme”, rappresentano per me il riconoscimento alla mia grande passione e all’impegno nella realizzazione della mostra. Sono tracce visibili del loro e del mio passaggio, indelebili come questa magnifica esperienza che ho maturato a Cassis.


Andrea Moretto

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...