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mercoledì 25 gennaio 2012

Luna Press



Rigorosa e stilisticamente spartana, La Luna Press è una macchina simbolo della produzione statale ungherese degli anni '60 e '70.
Dopo anni di ricerche, eccola spuntar fuori dall'ultimo dei posti dove avrei immaginato di trovarla: a casa di un amico!
La base è in ottone cromato, mentre il resto della macchina è in alluminio di buona qualità.
Il bicchiere è provvisto esternamente di un manicotto in plastica per rendere l'impugnatura a prova di ustioni.
L'alimentazione elettrica a 220 V avviene attraverso la consueta spina ovale.
Il tappo di dimensioni generosissime, integra al suo interno la valvola di sicurezza.
Il portafiltro ci svela le centinaia di caffè ivi transitate.
Il filtro in alluminio leggerissimo è un classico austro-ungarico...
...in quasto caso, pur essendo profondo quanto il portafiltro, risulta molto ristretto di diametro: questione di economia domestica? In quelli anni il caffè doveva essere merce preziosa nei paesi del Patto di Varsavia...
Una "pregiata" vite in acciaio fissa lo screen, evitando di arruginirsi, non come le "maledette" viti delle Atomic Robbiati.

domenica 3 luglio 2011

Il Blog di Mik!

Alla fine Mik ha deciso!
Nessun libro.
Nessun articolo su qualche rivista specializzata.


Per voi, appassionati di "piccole e deliziose sculture in alluminio, utilizzabili anche per la produzione di caffè", dovrà diventare un sito da visitare spesso.
Il Blog è in Inglese, ma per i più pigri esistono i traduttori automatici.

venerdì 20 maggio 2011

Agrolux : l'ungherese "a vuoto"


 
 Johannes Brahms ci introduce con gioia esplosiva alla visone di questa piccola Agrolux.

Ungherese... come la sua celeberrima Danza n°5 in G minore.

Giorgio la teneva abbandonata in un garage...
Ed io lo sapevo...

Ma portamela a Gradisca che la voglio provare!
No?
Non consideravo il fatto che non era perfettamente sana, e che le guarnizioni avevano subito una cottura sconsiderata... una quarantina d'anni fa.
Dopo solo 4 ore di pulizie ed imprecazioni irripetibili, eccola qui, pronta a fare il suo sporco lavoro!
La resistenza di 300 Watt scalda rapidamente l'acqua ; il vapore così creatosi la sospinge verso il recipiente superiore.
Una volta tolta l'alimentazione elettrica, il repentino raffreddamento crea del vuoto nel recipiente inferiore, risucchiando rapidamente l'infuso verso il basso.
La macchina non sarà bella da vedere con tutto quel teflon bianco... 
Ma almeno funziona!

Il caffè ottenuto?
Lasciamolo agli ungheresi.
La colpa è tutta mia: avevo il terrore che la boccia inferiore mi esplodesse in faccia e quindi non ho lasciato i canonici 2 minuti di infusione, con la resistenza scoperta..
ma il colore del caffè è veramente poco invitante.
Assomiglia ad un the, direi un Twinnings Earl Grey...
Miele, il gatto, osserva da dietro la finestra i miei esperimenti, e si interroga sulla natura di quel fischio insopportabile che sente da qualche minuto... 
oops! Scusami!
E' il fischiotto della Agrolux, otturato in origine e ripristinato con metodi "chirurgici".

Per completare l'opera, ecco a voi il video di questa mia "piccola pazzia".




Ps: la macchina è in vendita completa di teflon e cavo di alimentazione.



Il gatto non è incluso.


lunedì 5 aprile 2010

Gyarto HMB Minipress

Piccole, carine e deliziose, le macchine da 1 tazza risvegliano in tutti lo stesso istinto che proviamo di fronte ad un cucciolo: ci si commuove per un qualcosa di così piccolo e delicato.

La particolarità di questa microscopica macchina ungherese è la mancanza di un cavo di alimentazione elettrica, perchè la macchina andava collegata direttamente nella presa di corrente.

Ecco spiegato il motivo del manico laterale in bakelite: serviva ad inserire ed estrarre la macchina.
Le forme ricordano, anzi ricalcano in molti punti la Stella Wien 402E.

La forma di libellula balza all'occhio nella vista dall'alto.

Il tappo in bakelite riporta la marca: misteriosa e molto.. ungherese.

Qualche dubbio lo solleva sicuramente il bicchiere; molto probabilmente non è originale, ma così l'ho trovata e così sicuramente me la tengo.

E dopo le pulizie di rito, eccola in azione: la resistenza anche con soli 200W di potenza scalda molto rapidamente .
L'emozione di aver riportato in vita, novello Frankenstein, un pezzo di storia di almeno 60 anni fa mi regala, come sempre, un piacevole brivido lungo la schiena.

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...