domenica 16 dicembre 2012

Kin-Hee coffee pot



 La Heekin & Co.

Il fondatore James Heekin nacque l'8 dicembre 1843,  figlio maggiore di immigrati irlandesi emigrati negli Stati Uniti durante la metà del XIX secolo a causa di una carestia di patate. Durante il 1850, la famiglia si trasferì a Cincinnati, dove il padre di James iniziò a vendere lenzuola irlandesi lungo il fiume Ohio. Quando il patriarca morì in uno di questi lunghi viaggi di lavoro, James si ritrovò a 14 anni a dover sostenere la sua famiglia.  
Anche se fu "scoraggiato e avvilito per la prospettiva" (come scrisse nel suo diario, il giorno del suo 15 ° compleanno), il giovane fece tutto il possibile per guadagnare i soldi per sostenere la madre vedova e i sette fratelli. 
 James lavorò in una panetteria, poi come bottaio, ed alla fine andò a vendere i vestiti e la biancheria come suo padre.

Durante la guerra civile era pratica comune per gli
uomini più ricchi coscritti, quella di assumere giovani non chiamati alle armi per farsi sostituire. Nel 1863 James Heekin accettò 300$  per arruolarsi nell'esercito dell'Unione al posto di un altro uomo. Fu l'unico "lavoro" che riuscì a trovare in quel momento. Alla fine della guerra nel 1865, Heekin trovò lavoro come venditore di caffè, tè e spezie.Dopo aver acquisito cinque anni di esperienza nel settore, Heekin si mise in affari con con Barney Corbett per acquisire una società di intermediazione del caffè in stato fallimentare, di proprietà del sig. Charles Lewis.  
Heekin e Corbett si fecero concedere in prestito l'intero prezzo di acquisto. Heekin poi comprò la quota del suo partner e pagò tutte le passività della società. Senza limiti di debito e una posizione strategica nella città che era conosciuta come la porta d'ingresso verso l'Occidente, la James Heekin and Company presto crebbe fino a diventare uno dei più grandi rivenditori di caffè degli Stati Uniti.Al volgere del secolo Heekin creò la Società Heekin Spice per vendere tè, spezie, lievito in polvere, ed estratti. Comprò una società dell'Ohio meridionale per l'imballaggio delle lattine, quando un fornitore alzò le tariffe nel 1900
 
Alla morte del fondatore nel 1904, il figlio di James J. Heekin  prese il timone del business, facendo prosperare l'azienda, tuttora esistente.

(per la fonte in inglese cliccate qui



Anni fa mi incuriosì questa immagine, tratta dal libro "All about coffee" di  William Ukers del 1922.
 Si faceva riferimento alla caffettiera Kin-Hee (sicuramente cinese o giapponese, pensai all'epoca).
 Ed eccola qui sopra riproposta con il n° 15...

Ma questo nome strano continuava a frullarmi per la mente.
Fino a quando, poche settimane fa, ecco apparire una di queste macchine in un sito d'aste estero!
Trattativa complicatissima, ma ne parlerò in separato post..
 Ricordavo di aver trovato delle pubblicità d'epoca, e dopo una lunga ricerca nei miei sterminati archivi, ecco apparire due splendide immagini della fine dell'800 (1899 per essere precisi..).
E quindi ..svelato l'arcano mistero!
Kin-Hee .... Heekin.
Un bel gioco di parole per rendere più accattivante ed esotico un marchio altresì ..anonimo.

Il funzionamento è a ribaltamento, quasi come una "nostra" caffettiera napoletana.
 "è impossibile avere un caffè cattivo se usate il Kin-Hee Mocha e Java!"
 Per circa 30 euro attuali potevate portarvi a casa questa semplicissima caffettiera in versione nichelata, mentre con 25 euro potevate acquistare circa 1 kg e 200 grammi di caffè.
La pubblicità qui sopra ci spiega che il caffè macinato sottile (o polverizzato) permette un risparmio di circa un terzo rispetto alla macinatura più grossa.

Il sistema di filtraggio è quanto di più semplice si possa immaginate: un pezzetto di stoffa.

Il brevetto del sig. Lewis lo si può ammirare anche nel libro di Edward Bramah "Coffee Makers: 300 Years of Art and Design" benchè la collocazione al suo interno sia quasi priva di senso logico.
(forse sognava anche lui una rarissima Kin-Hee?)

Nessun commento:

Posta un commento

Simpatica intervista alternativa

 Buona lettura! 😁 https://mag.sensaterra.com/it/2021/01/14/il-collezionismo-piu-di-700-caffettiere-antiche/