Visualizzazione post con etichetta di Luciano Mancioli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta di Luciano Mancioli. Mostra tutti i post

martedì 21 gennaio 2014

L'anello "nuziale" della Letizia

La Letizia Mancioli è una macchina da caffè davvero speciale.
Ne furono prodotte un numero considerevole per due motivi: erano bellissime e
producevano un ottimo caffè.
Due elementi vincenti, che spesso i produttori dimenticano...

Della Letizia ho già scritto un secolo fa
quindi eviterò altri commenti.

In questi anni ho ricevuto almeno un centinaio di richieste per l'anello di alluminio che essendo piccolino e leggero, spesso si perdeva.
Mi piace definirlo "nuziale" perchè univa due elementi così diversi (alluminio e ceramica)
Non si trovano ricambi, almeno fino ad oggi, quindi voglio fare un "regalo" a tutti quelli che vorranno rimettere in funzione la loro amata Letizia.

Materiali necessari:
2 rondelle diametro interno 1,25 cm
4 rondelle diametro interno 2,1 cm
foglio alluminio
vinavil o silicone

 Prendete le rondelle e sistematele sul tavolo creando il simbolo dell'Audi (non è necessario questo passaggio... ehm..)
 Le incollate tra di loro con "abbondante colla vinilica"; le quattro più grandi sotto e le due più piccole sopra.
Spalmate l'assieme con la colla e ricopritelo con foglietti sagomati di alluminio.
Lasciate il tutto sotto un peso per un paio di giorni, o andrà bene anche un morsetto da falegname per un giorno solo.
 L'anello originale calza prefettamente e impedisce al caffè di trafilare all'esterno...
E così accadrà con il vostro nuovo anello!
Attenzione a lasciare libera l'uscita del caffè...

Buon caffè e buona Letizia a tutti.
(nota: la Vinavil è quasi priva di tossicità; ricoprendo il tutto non credo dovrebbe avere problemi, ma potrete usare il silicone in alternativa).

domenica 21 giugno 2009

La Letizia (2) di Luciano Mancioli

Possiamo qui ammirare i disegni relativi al brevetto n°CA 889596A
dell'ufficio brevetti canadese, del 1972.
La Letizia si affermò in molte case italiane, per la praticità di poter estrarre la parte in ceramica per poi posizionarla in tavola a fine pranzo.

Già ne avevo parlato in precedenza in uno dei miei primi post , poi qualche mese fa si è aggiunta la qui presente, in versione oversize, diciamo da 6 tazze .

Come al solito sono riuscito a trovarne una in perfette condizioni, anzi... direi nuova, mai usata.
La caldaia, pur essendo ovviamente più grande rispetto alla 3 tazze, presenta la parte tronco-conica superiore molto più inclinata, forse per motivi termo-idro dinamici.

La parte ceramica è libera di ruotare e non è vincolata alla caldaia se non da un'anellino di alluminio che vedremo in seguito.

Le due sorelline affiancate: la più piccola è stata usata a lungo dal precedente proprietario (grazie ancora, Tullio!) ed anch'io ne ho potuto apprezzare le qualità di gran lunga superiori alle moke Bialetti. La uso pochissimo, però proprio per il terrore di romperla.

Il "lato b" reca impresso il logo, il n° di brevetto italiano (n° 28932) ed un "70" contornato da un cerchio; forse l'anno di costruzione ? Simpatici i punti delle "i" del logo Letizia: hanno una forma che ricorda il chicco di caffè.

Le parti interne non lasciano alcun dubbio sulla verginità della macchina.

Ecco il famoso anello di collegamento; la sua funzione era quella di incastrarsi al camino (conico) per far defluire il caffè all'interno della parte in ceramica.
Terminata l'estrazione del caffè, bastava sollevarla delicatamente per farlo sfilare.

La 3 tazze, sporca, ma "rodata" e pronta all'uso.

Sempre la 3 tazze: le tracce della fresatura interna mi fanno pensare che questa fosse tra i primi modelli prodotti, anche per una piccola differenza, ben evidente qui sotto .


Alla fine degli anni '60, proporre un simbolo talmente simile ad una ben più nota "M" poteva essere mal interpretato, soprattutto nella provincia toscana (l'azienda aveva sede a Montelupo Fiorentino) .
Infatti nel modello successivo la "M" scomparve.

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...