giovedì 10 aprile 2014

Immaginate...



Immaginate di voler bere un buon bicchiere di vino.
E casualmente scoprite che il vostro produttore di fiducia utilizza materia prima scadente.
Immaginate di scoprire tini pieni di uva marcia, con muffe, batteri, chicchi acerbi, terra, legno, sassi e altri frutti non definiti.
Immaginate di scoprire che il vostro vino preferito, quello venduto con l'immagine delle colline vicine a casa vostra è fatto con uva proveniente dalle peggiori coltivazioni del mondo.
E immaginate di scoprire che con sapienti aggiunte di altro vino "quasi buono", e dopo un lungo processo di bolliture, addizioni chimiche, mascheramenti di ogni genere, passaggi con trucioli di rovere e altre magie zuccherine, viene imbottigliato e venduto etichettandolo come "il più buono al mondo".

Sareste fieri di sentirvi dire che tanto "agli italiani piace così"?

Ebbene, questo è ciò che accade al "nostro" caffè.
Attenzione, ora non avete più scuse...
Utilizzate il vostro palato, bevete meno caffè, ma almeno bevetelo buono!!

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Simpatica intervista alternativa

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