giovedì 15 giugno 2017

Samuel Parker


To SAMUEL PARKER, of Argyle-street, Oxford-street, in the county of Middlesex, bronzist, for his invention of certain improvements in apparatus for making extracts from coffee and other substances.—[Sealed 11th January, 1883.]
THE coffee-pot which forms the subject of this patent, is represented as an improvement upon a certain construction of vessels for the same purpose previously known, and in use in France. Plate XIII., fig. 8, is a section of the pot, taken vertically. Within the pot, and forming its lower part, is a vessel a, containing water, which is made to boil by the flame of a lamp b, placed in a compartment below, forming the base or stand of the coffee-pot, or it may be removed and placed over a fire. A vessel c, called the coffee-box, is intended to contain ground coffee, which, with its descending pipe d, is screwed into a collar at the top of the vertical tube of the boiler, the joint being packed to render it airtight. The lower part of this pipe d, is partially immersed in the water of the boiler; and when, by the heat of the lamp b, or by a fire, steam is generated within the boiler, the pressure of the steam causes the water to be forced up the pipe d, through the coffee in the vessel c, and through the strainer e, at top, whence it falls into the reservoir f. The boiling water thus passed through the vessel c, takes up as an infusion such parts of the coffee as are conducive to the production of an agreeably flavoured extract; and when such a quantity of water has been raised, and passed through the pipe d, and vessel c, as shall be sufficient to extract all the estimable part of the coffee contained in the box, the water, by rising up the pipe d, will have sunk in the boiler below the end of the pipe, consequently no more water will pass. The lid e, of the coffee-box or vessel c, fits on tightly, and is fixed by a bayonet-fastening, the upper part of the lid being perforated, and a woollen cloth placed within to prevent the coffee grounds passing through with the extract. The Patentee particularly desires it to be observed, that a great object is to prevent the extract boiling upon the grounds, as the moment it boils the agreeable aromatic flavour of the coffee flies off in vapour, and a nauseous bitter extract of the woody part of the coffee immediately impregnates the infusion, greatly to its detriment. One ounce of good coffee should not have more than four ounces of water passed through it, as the extract obtained from that quantity of coffee would become poor and ill-flavoured by applying a greater quantity of water. The lamp b, is to be inflamed by spirit; and in order to raise or lower the flame as may be required, the nozle or burner is acted upon by an inclined plane, which is to be turned round to effect the adjustment of the heat against the bottom of the boiler. This apparatus is also applicable to making extracts from tea, and other vegetable matters; but it must be observed at all times, that if the extract is allowed to boil, its qualities will be injured. The extract thus obtained and let fall into the reservoir f, may be poured out thence at the spout of the pot; and if the infusion is stronger than may be required, boiling water may then be added to dilute it, or hot milk, if that is necessary, as in producing “Café au lait.”—[Inrolled in the Inrolment Office, July, 1833.]

martedì 6 giugno 2017

Spesso la realtà non è ciò che sembra



Negli ultimi cinque anni ho scoperto informazioni preziose.
Immagini di caffettiere mai viste prima.
Brevetti mozzafiato.
Istruzioni d'uso.
Ho intervistato decine di persone incredibilmente interessanti.
Ho trovato in rete un numero esagerato di pubblicità d'epoca di una bellezza sconvolgente.
Decine e decine di libri antichi.
Tantissimi "nuovi"collezionisti appassionati anche più di me. 
E tanti nuovi amici che mi aiutano e mi supportano.

La cartella del computer dove raccolgo il mio vero "tesoro" ha toccato i 60 GB ma mancano molte foto che devo ancora catalogare.  

Accolgo le critiche e cerco di rimediare ad errori di gioventù, cercando di aiutare chi necessita del mio aiuto.
Anche gli ex amici.
Anche chi non si meriterebbe nulla perchè privo di dignità e di memoria.

Eppure...
La realtà non è questa.
E' molto più complessa.
Bisogna vedere da vicino per comprendere.
Magari cliccando sulle immagini e premendo control e rotellina del mouse in avanti.

Ecco... ora è più chiaro

domenica 21 maggio 2017

Caffettiere espresso Fiorenza

Rara macchina da caffè.
Molto bella, spesso l'avrete vista, ma non sapevate cosa fosse.
Luigi mi ha costretto a pubblicare questa immagine...
Fatene un buon uso!

domenica 14 maggio 2017

Il sottile umorismo


Giorni fa ho scoperto l'ennesimo brevetto di una macchina da caffè che conoscevo molto bene:
la Culinor di Lugano.
Estremamente simile alla Atomic.
Direi uguale.
Forse così uguale perchè era prodotta a Milano dal Robbiati?

Probabilmente a Lugano venivano prodotti i dischetti di alluminio con il logo Culinor da applicare alla testa della macchina.

Così ho inviato il brevetto a Mik, e lui per ringraziarmi ha scritto questo post.
Purtroppo siamo al massimo 5 persone al mondo in grado di comprendere il divertente parallelismo tra la Svizzera e l'Australia.
 

lunedì 8 maggio 2017

Caffettiera Automatica Strua!

La Strua.
Un'altra caffettiera mitologica.
Un gioiello riscoperto,
preservato dall'incuria del tempo.
Scorto in un annuncio cumulativo che tutti i colleghi collezionisti avevano visto... e scartato.
Eppure talvolta basta un piccolissimo particolare per accorgersi di essere di fronte ad un oggetto talmente raro , in questo caso il caratteristico tappo.
 Come al solito il numero di brevetto non ci viene in aiuto: 92537 non ci dice nulla, tranne che probabilmente la caffettiera è degli anni 20.
Errata corrige:
Mi scuso ma la fretta di pubblicare non mi ha fatto considerare le informazioni che avevo già scoperto tempo fa.
Fortunatamente il mitico "GG" mi ha ricordato che la Strua era ben più antica.
Su "L'industria rivista tecnica ed economica illustrata" (toh, pubblicato a Bologna) del 1905 possiamo trovare la seguente informazione:

Strua Carlo fu Giuseppe, a Roma la Caffettiera automatica, sistema Strua  richiesto il 2 novembre 1904, per anni 3

 Elegantissimo il coperchio a cupola con maniglietta di forma triangolare.
Ovviamente un classico pomello centrale non poteva sussistere in quanto il foro superiore come vedremo qui sotto era necessario.
 Sembrerebbe un semplice bricco...
Sull'attacco del manico notiamo un bel n° 2 in rilievo, il numero delle tazze ottenibili.
....ma una volta sollevato il coperchio ecco apparire il 
segreto "automatismo":
un filtro percolatore a ricircolo! 
L'acqua calda passava e ripassava attraverso il caffè macinato, creando una bevanda che era certamente diversa da quella ottenuta dalla normale percolazione per gravità.
Il tappino probabilmente serviva a preservare gli aromi, almeno nelle intenzioni dell'inventore.
Il forellino sul coperchio permetteva al vapore di uscire liberamente creando un caratteristico fischio che metteva in allerta l'utilizzatore.
Il filtro è una piccola opera d'arte.
Elegante, leggerissimo.

Poche caffettiere possono ancora emozionarmi nel profondo.
La Strua è una di queste.

giovedì 13 aprile 2017

La Pavoni ruggente

Stamattina ero un pò giù di morale.
Troppi giorni rinchiuso in casa a causa di una fastidiosa influenza.

Mi sono quindi detto: "ci vorrebbe un buon caffè".
Ho preso la mia nuova caffettiera ed ho iniziato a preparare tutto il necessario.
Poi ho pensato che forse qualcuno non aveva mai visto in azione una 
La Pavoni anni '30.
Queste simpatiche "macchinette espresso" replicavano le ben più grandi macchine espresso dell'epoca.
Per cominciare inserite all'interno della caldaia la quantità necessaria di acqua.
Per due tazzine di caffè ce ne vuole almeno il doppio.
 Inserite il filtro e riempitelo con il vostro più buon caffè, macinato sul momento per esaltarne al massimo l'aroma.
Fate attenzione a non sporcare di caffè il bordino esterno...
 ..perchè il filtro superiore dovrà adagiarsi sopra.
Notate che rimane un ulteriore scalino..
 ..che andrà colmato con questa sorta di fontana in miniatura.
La Pavoni si differenziava in questo caso dalle altre "macchine espresso da casa" in quanto il caffè fuoriusciva molto lentamente e non in pressione grazie a questo accorgimento.
 Qui sotto ammiriamo l'autore riflesso sulla cupola.
 La cupola integra i due tubi in uscita, per il classicissimo "ce lo beviamo un caffè io e te?".
 Innestate gli spinotti (attenzione al corretto voltaggio) e attendete circa 4 minuti.
 Nel frattempo potrete deliziarvi gli occhi con la targhetta davvero elegantissima.
 Quando inizierà ad uscire il caffè avrete queste caratteristiche bolle che andranno via via scomparendo con l'aumentare del flusso.
 Alla fine avrete le vostre tazzine pronte da servire.

Un ottimo caffè espresso anni '30.
Amarissimo.
(grazie Giorgio!)

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...